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Blucelesti Forever – Riccardo Durandi

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Da dodicesimo a numero uno: andata e ritorno senza passare dal via.
Storie di giovani portieri nei folli anni degli “under” obbligatori, o assimilabili a tali per molte realtà, in Lega Pro, spesso messi in campo per vincoli legati all’età più che all’effettivo rendimento.
Storia che tange, seppur solo in parte, anche Riccardo Durandi, friulano doc trapiantato con alterni successi sulla sponda orientale del lago di Lecco a cavallo tra il 2010 e il 2012.

L’arrivo dalla Triestina con il curriculum da perfetto sconosciuto dopo gli anni nelle giovanili della Triestina (una presenza in Serie B, ndr), l’iniziale panchina alle spalle di Gadignani e, come spesso accade nel calcio, l’ascesa dopo la trasferta di Savona.
Mantenere il proprio fortino inviolato per sette partite di fila nelle prime apparizioni da calciatore “vero” è il sogno di ogni giovane portiere, sentirsi amato da una tifoseria come quella bluceleste al primo approccio con il pallone tirato dai grandi è qualcosa di difficilmente assimilabile.
Come spesso accade, il fatto di essere una sorpresa, uno da cui forse anche i tuoi compagni non si aspettano chissà quale contributo, ti fa sentire lontano da pressioni e responsabilità, permettendoti di rendere al meglio: questo è accaduto a Riccardo nella prima stagione a Lecco, in cui si guadagnò stima e affetto di tutto l’ambiente per la professionalità mostrata e la lunga serie di prestazioni positive in campo.
Per tutta l’estate successiva, ovviamente, è stato inseguito dai dirigenti, che hanno spinto e sono riusciti a riportarlo al “Rigamonti-Ceppi” per farne il titolare di una squadra che si era prefissata l’obiettivo del salto di categoria.
Ciò che successe a Lecco nel 2011-2012 ce lo ricordiamo in molti, ma è meglio rammentarlo: squadra rivoluzionata tra novembre e febbraio, l’arrivo di Aprea, il fenomeno tra i pali della categoria, l’accantonamento di Durandi a dodicesimo e nemmeno un minuto per lui in campo nel resto di quella stagione maledetta.
L’abbraccio con lo stesso ApreaPizzuti dopo Lecco-San Marino 2-1 di quel campionato è un’immagine perfetta di ciò che vuol dire essere un gruppo di giocatori che remano tutti nella stessa direzione, felici anche quando il tuo posto in campo lo occupa un altro, ma che lotta per il tuo stesso obiettivo.

E’ (anche) per questo che ci sentiamo di metterlo nella lista dei “Blucelesti Forever”.

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