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C3, BluCeleste in profondità

Brivido freddo!

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È stato un copione degno di un film giallo ad alto potenziale di suspence quello andato in scena negli ultimi venti giorni e che ha riguardato il destino della nostra amata Calcio Lecco 1912.
Forse neppure il grande maestro Alfred Hitchcock avrebbe potuto imbastire una trama così emotivamente pazzesca, tanto da lasciare basiti e senza fiato i numerosi supporter del Lecco, per poi terminare con un finale al cardiopalmo ma dall’esito positivo.
Certo, dopo che all’asta canonica per l’assegnazione di quello che restava delle nobili vestigia di una gloriosa società non si presentarono offerte e tantomeno papabili acquirenti, lo sconforto aveva preso tutti: “Sarà Terza categoria”, si ripeteva ovunque tra sportivi, giornalisti e addetti ai lavori.
I più votati all’ottimismo teorizzavano un intervento dall’alto (il Condottiero da Pontelambro?) e quindi una ripartenza dall’Eccellenza. Ripartenza che già di suo sarebbe stata maldigerita dalla piazza. 
Ma se pensiamo a ciò che sportivamente ha rischiato il Lecco, un brivido freddo, se non emotivamente mortale, ha attraversato i corpi dei tantissimi tifosi che amano questi colori.
La trama di questo “film” prevede un finale a sorpresa. Sopratutto prevede un finale positivo.
 
All’ultimo ecco apparire Paolo Leonardo Di Nunno, imprenditore legato al mondo ludico, già a Seregno come proprietario e presidente della compagine locale.
In Brianza si sussurra che in quasi tre anni abbia investito circa 2,5 milioni di euro, senza trarne per la verità grandi soddisfazioni sportive.
 
Vuole il calcio Di Nunno! Calcio vero, in una piazza vera e, magari, se ha una grande storia… meglio!
Dal Tribunale di Lecco, venerdì 9 maggio alle ore 10, la Calcio Lecco 1912 esce con un nuovo proprietario: Paolo Leonardo Di Nunno, per l’appunto.
 
Di Nunno è personaggio diretto e alle prime interviste chiarisce il suo pensiero: “Sono ambizioso, farò una squadra per cercare di vincere”.
Riferito a chiacchiere e pettegolezzi: “Bizzozzero lo sento al telefono tutti i giorni, ma non farà parte della società. Abbiamo già scelto allenatore (Del Piano), direttore sportivo (Gizzarelli) e segretario (Cecconi)”.
Capitolo imprenditori lecchesi: nessuno si è fatto avanti tranne Angelo Battazza che, mentre Di Nunno si trovava in ospedale a Budrio, ha fatto pervenire alla Cancelleria del Tribunale il famoso assegno da 25mila euro che ha consentito al dr. Mario Motta e al collegio di lasciare aperto lo spiraglio che, a conti fatti, ha permesso di salvare la società bluceleste.
 
Brivido freddo, gelido, tagliente.
Poi il respiro profondo e interminabile di sollievo: a Lecco (calcisticamente parlando) non si muore mai.
Il Lecco è salvo! W il Lecco!
 
Forse per la prima volta negli ultimi dieci anni abbiamo assistito a un fenomeno strano per la piazza.
Dopo anni di contestazioni (doverose e motivate), di costernanti discussioni sia tra semplici tifosi sia sui media cartacei o in internet, per circa venti giorni il fiato sospeso e il silenzio l’hanno fatta da padrone.
 
Una cosa però la dobbiamo comprendere tutti, primi fra tutti gli operatori della carta stampata, del web, dei media in generale: il calcio, e non solo, a Lecco è cambiato.
Continuare a scrivere e commentare questo mondo come se fossimo ancora a qualche anno fa è semplicemente fuori luogo.
Bisogna che, noi per primi, si prenda atto che quello che abbiamo davanti non deve avere paragoni nè positivi nè negativi con le precedenti realtà. 
Semplicemente dovremmo guardare e descrivere le cose con occhi e orecchie nuove.
 
Se ben compreso il rischio in cui saremmo incorsi in caso di asta andata deserta (Terza Categoria), ne consegue anche la necessità di avere un migliore approccio anche da parte degli appassionatissimi tifosi, che però dovranno dare dimostrazione di una diversa maturità e suggerire una coesione di buon senso fra tutte le componenti del tifo lecchese.
 
Lo ha specificato in modo diretto, come è nello stile del personaggio, Paolo Di Nunno: “Non voglio casini o multe, voglio stare tranquillo. Altrimenti regalo la società e me ne vado”.
 
Avevamo scritto in un precedente editoriale che a nessuno piace mettere quattrini (tra l’altro senza ritorno) in una società per poi avere magari insulti o problematiche relative alle sanzioni.
 
Ora, nessuno pensa che non si possano fare critiche o sollevare obiezioni. Bisogna fare però un salto di qualità anche come tifosi.
E quando diciamo tifosi, non alludiamo certo solo alla Curva Nord, ma a tutti i supporter sparsi nei vari settori dello stadio: tutti dobbiamo comprendere che solo accettando il cambiamento generale del mondo del calcio potremo ambire a palcoscenici più consoni al lignaggio di una nobile decaduta come il Calcio Lecco 1912.
 
“Brivido freddo”, fortunatamente, è già usabile con un tempo diverso dal presente. Siamo sicuri sia già un passato remoto a cui non vogliamo più rivolgere alcun pensiero.
Dopo quel brivido freddo, adesso ci attende un’estate caldissima, dove potremo finalmente parlare di calciatori, ruoli, moduli e forse dopo tanti anni potremo riprendere a sognare il Lecco che verrà.
 
NB: Solo una doverosa annotazione, la denominazione sociale con cui il Lecco ha chiesto l’affiliazione in FIGC è la stessa attuale, ovvero CALCIO LECCO 1912 srl.
Perché a Lecco il calcio non muore mai!
 
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