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C3, BluCeleste in profondità

Spendo, quindi vinco

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Il dopo partita della gara di Coppa Italia tra Lecco e Caratese, che ha visto il risultato a favore dei brianzoli e la conseguente uscita dei blucelesti dalla stessa manifestazione, ha suscitato un clima pesante.
Nella consueta riunione in sala stampa il presidente del Lecco Di Nunno si è lasciato andare (vista la delusione per il risultato) a critiche che hanno evidenziato la sua non fiducia nel portiere schierato, nello staff di preparazione dei portieri, e in una determinazione non “sportivamente cattiva” del resto della squadra.
Inoltre ha sottolineato che per la prima di campionato, sul difficile terreno della Pro Patria, si aspetta un pronto riscatto, dichiarandosi non disponibile a brutte figure simili a quelle che sullo stesso campo dovette sopportare con il Seregno quando era presidente di quella squadra.
Obiettivamente, nella gara di Coppa Italia il Lecco non aveva a nostro giudizio fatto così male.
Certo un pochino di sfortuna e anche un atteggiamento di una certa sufficienza nel gestire la partita quando siamo andati in vantaggio hanno condizionato il risultato finale. Su cui pesa, però, una prestazione insicura e farcita di gravi errori da parte del giovane portiere Radaelli.
Dopo solo tre giorni al Rio Torto, il vulcanico presidente Di Nunno ha già messo a disposizione di mister Del Piano un nuovo estremo difensore, Nava, e un centrocampista Roselli cursore e incontrista, che aiuti dal punto di vista fisico la classe e l’eleganza di Cavalli.
Quindi “già corsi ai ripari”, si dirà.
Certamente, anche se poi il giudizio sulla bontà degli interventi effettuati, sarà come sempre il campo a doverlo dare.
Vogliamo però sottolineare quello che spesso si evince dagli interventi del presidente Di Nunno.
Sembra quasi che consideri un’equazione matematica il fatto che a cospicui investimenti su parco giocatori e squadra debba poi corrispondere una certezza di vittorie.
Nessuno a Lecco si sognerebbe di contestare l’apporto economico apportato da Di Nunno, ma occorre ricordare che i soldi da soli non bastano per vincere i campionati.
Se i quattrini fossero l’unica ragione che determina chi vince, allora ci corre l’obbligo di stilare una sorta di graduatoria delle squadre fra quelle che nel nostro girone hanno investito di più.
Se si vincesse solo per i soldi investiti, nel girone B della serie D la prima società accreditata alla vittoria finale sarebbe il Rezzato, con un budget stanziato di quasi 2 milioni di euro. Leggermente distanziata, ma in orbita “spendo/investo quindi ha già vinto” c’è il Crema. Budget messo a disposizione 1,5 milioni di euro.
Questo dovrebbe far riflettere tutti sul fatto che se vince unicamente chi ha più soldi a disposizione, è palese che i campionati potrebbero anche non disputarsi sui campi di gioco, ma negli uffici dei commercialisti.
In competizioni di grandissimo livello quali la Champions League, società come il Psg, Manchester City e Bayern Monaco, tanto per citarne alcune, hanno investito/speso cifre folli per alzare la Coppa.
Non ci pare ci siano riuscite…
Questo solo per significare che a investimenti importanti non debba obbligatoriamente corrispondere la vittoria. Se vincessero solo i quattrini, vincerebbero sempre le stesse realtà. I campionati risulterebbero di una noia mortale.
Lungi da noi pensare che i soldi non contino nella gestione di società ambiziose. I quattrini contano, eccome! Ma conta altrettanto l’organizzazione societaria, conta la conoscenza dei giocatori, conta il conoscere l’esatto valore degli avversari. Sopratutto però conta avere equilibrio nelle valutazioni e chiarezza di obiettivi.
Vincere non è mai facile, nella vita come nello sport.
Vincere con l’umiltà di chi è stato vicino al baratro, è la strada da seguire con consapevolezza.
Ricordando come stavamo messi soltanto pochi mesi fa…

Buon campionato allora Calcio Lecco 1912, non volerai mai sola.

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