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C3, BluCeleste in profondità

Chi ha tempo non aspetti tempo

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E’ stata un’estate torrida quella che abbiamo appena vissuto, un clima da record con un caldo soffocante e pioggia praticamente a livello zero. Poi, improvvisamente, eppure, eccolo: si affaccia mister Inverno alle porta. Incredibile!

No, non siamo improvvisamente diventati dei meteorologhi. Dio c’è ne scampi. Ma nella parabola di questo passaggio repentino, da un’estate sahariana ad un quasi inverno, con una puntata in autunno, ci accorgiamo di quanto serrato sia lo scorrere del tempo. Ritornati dopo questa riflessione climatica alle facezie della bene amata Calcio Lecco, non possiamo che fare un parallelo con quello che calcisticamente parlando è avvenuto in questa estate Bluceleste.

Una nuova società, economicamente solida, pronta a fare sognare gli innamorati supporters del Lecco. A seguire una campagna acquisti di livello, con nomi importanti arrivati alla corte di mister Delpiano. Il tutto condito da una presentazione in centro città davanti a quasi duemila persone. Dichiarazioni chiare, senza reticenze quelle che l’ambiziosa proprietà del Patron Di Nunno fanno capire da subito che si dovrà giocare per vincere il campionato e onorare al meglio la Coppa Italia.

Calda estate quella della Calcio Lecco. Calda ma non torrida. Il tempo per costruire bene c’era e ancora probabilmente c’è. Eppure partiamo malamente, uscendo dopo la seconda partita di Coppa Italia. Non va meglio in campionato, sconfitti all’esordio con la Pro Patria. Dobbiamo fare una doverosa annotazione: nella prima di campionato degli ultimi 10/15 anni, il Lecco ha quasi sempre iniziato male.

Sconfitte oppure pareggi, sia che si iniziasse in casa piuttosto che in trasferta. Sono costanti che a nostro avviso andrebbero analizzate e ancor meglio corrette.

Ma chiacchieravamo sul tempo, inteso come variabile, come unità di misura. Delpiano dopo il pareggio della scorsa domenica con il Pontisola predicava “Pazienza”.

La pazienza però si traduce in tempo. Francamente il tempo c’è, ma non è infinito, così come la pazienza stessa.

Il Lecco si trova decimo in classifica dopo quattro giornate, a cinque punti dalle due capoliste Pro Patria e Rezzato. Sulle prime quattro gare sino a qui disputate lo score racconta di una sconfitta, due pareggi, una vittoria. Gol fatti due, subiti tre.

Questa partenza, per una società che non fa mancare niente a tutti i suoi tesserati e che ha progetti veramente ambiziosi, beh, lasciatecelo dire, è piuttosto deludente. Quanto a “Pazienza”, cominciamo ad essere in riserva.

Ci sono alcune osservazioni che non possiamo esimerci da segnalare, sempre riferite alla richiesta di tempo e pazienza. Il gioco espresso dalla squadra non è mai stato fluido scorrevole, anzi è parso ai più come ancora in fase di una sua definizione. Chiaro che dopo quattro giornate sarebbe preferibile capire come si vuole giocare.

Sarà il modulo? Saranno taluni giocatori non adatti ad alchimie e tatticismi? Sia quel che sia, non possiamo perdere più altro tempo.

Viste le quattro compagini incontrate in questa prima fase di campionato, c’è anche un’altra considerazione da fare: corriamo sopratutto male, ancor più che “poco”.
Nella gara infrasettimanale di Dro, una squadra di ragazzini, alcuni pescati nella seconda categoria trentina, siamo stati attaccati in pressing per settanta minuti e, sebbene sul lungo periodo il Lecco abbia tenuto atleticamente, siamo spesso arrivati secondi sulla palla.

Capitolo rosa giocatori.
Allenare trenta giocatori è difficile, se non impossibile, da fare con profitto. La domanda che sorge spontanea è: perché le eccedenze in organico non sono state cedute, oppure lasciate libere di accasarsi altrove?

Altra cosa che non riusciamo a ben comprendere, visto che si chiede pazienza, e di conseguenza tempo, sono alcune scelte sui singoli giocatori. Dopo un ritiro, dopo delle amichevoli, dopo le gare di Coppa Italia, ci si accorge di avere in organico un portiere non all’altezza delle aspettative? Fortunatamente sostituito con Nava, che ha dimostrato in tre gare di essere già un perno della squadra.

Altra cosa incomprensibile riguarda Martina Rini.
Giocatore con un curriculum sicuramente importante: 5 campionati di serie B e 4 di C.
Reduce da una stagione a Forlì con 5 presenze, segnata purtroppo da un infortunio all’anca (due operazioni in due anni) che lo ha penalizzato.
A ben vedere, pare ancora penalizzarlo anche in questa stagione, visto che non è mai stato schierato in nessuna gara di campionato, fatto salvo per lo spezzone di Busto Arsizio.
Ci chiediamo, con tutto il rispetto per il giocatore, se la Calcio Lecco, partita con propositi di vittoria nel campionato, possa permettersi di avere giocatori nel ruolo di Martina Rini costantemente relegati in panchina.

Di Nunno, abbiamo detto vulcanico, ambizioso, visto come tutti delle carenze tecniche e di ruolo, decide dopo Nava, preso dal ds Gizzarelli, e Roselli, scelto da lui, di aggiungere la classica ciliegina sulla torta: Janos Szekely. Szekely, un giocatore con un curriculum importante: serie A e B rumena, con esperienze in serie A russa e polacca e con all’attivo 4 gare di Champions League e 14 in Europa League, è già a Lecco da due settimane, ma non è mai stato impiegato nelle due ultime gare con Dro e Pontisola. Sarà poco allenato, non ancora pronto.
Può darsi, ma un quarto d’ora a Dro forse si poteva impiegare per cercare di cambiare la partita. Idem con il Pontisola.
Se anche non ancora ben allenato e non al top, dalla sua ha classe ed esperienza che forse ci avrebbero aiutato nelle due ultime partite.
Santana della Pro Patria e Ferreira Pinto del Pontisola ci dimostrano che anche non correndo più come a vent’anni, quando la classe non manca ed è unita all’esperienza le partite si risolvono.

Avevamo iniziato questo editoriale parlando di meteo.
A ben guardare, l’estate delle aspettative e delle visioni è già dietro le spalle. Davanti ai destini,giocati, del Lecco intravvediamo un cielo con qualche “nuvolone”.
Sarà compito di mister e squadra sgombrare il cielo da quelle nuvole e fare tornare il sereno.
Bisognerà farlo presto,velocemente,perché la “Pazienza” invocata è già merce rara.

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