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Sala stampa | Delpiano elogia i suoi: “Situazione difficilissima”. Di Nunno: “Non mi vedrete più”

Paolo Di Nunno, presidente della Calcio Lecco 1912
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Un porto di mare, questo sarebbe sembrata la sala stampa del “Rigamonti-Ceppi” a un osservatore esterno.

La certezza, quando la vittoria manca all’appello, è che non mancherà da scrivere, sulla Calcio Lecco. Inizia mister Alessio Delpiano, al timone di una barca che è quasi impossibile governare: “Non abbiamo rischiato nulla, oggi, e abbiamo sprecato un’occasione enorme con Bertani, su cui c’era anche un rigore netto. La squadra non aveva alcuni pezzi importati, abbiamo anche perso Malvestiti per cui si teme la rottura del crociato (sarebbe la seconda, ndr). La squadra non è tranquilla, venerdì i giocatori si chiedevano cosa stesse succedendo. Abbiamo dei problemi a fare gol perchè il meccanismo si è inceppato, ma i nostri attaccanti sono di qualità. Tutta questa situazione non aiuta i ragazzi, io sono stato richiamato solo alle 12.30 di venerdì, lo sapete: tutto questo non è normale. Andiamo avanti, viviamo alla giornata, ma siamo circondati da pessimismo cosmico.”

Delpiano non si schioda dalla sedia nemmeno quando è il patron in persona a richiamarlo: “Mi sento di dire che il profilo da tenere doveva essere più basso, perchè, aldilà di tutto, questo è un anno in cui abbiamo dovuto costruire tutto da zero ed è molto difficile vincere. Ci sono altre squadre forti in questo girone, che hanno speso ben più di noi, ma noi abbiamo un buon collettivo. De Paola? Se ha fatto quelle valutazioni ci sarà un motivo, non è scemo. Adesso abbiamo fuori Cristofoli, Malvestiti, Zammuto e Scaglione, dobbiamo rimanere compatti e sfruttare le occasioni positive che ci si presenteranno. Ci serve la vittoria, come il pane.”

Eccolo, il presidente Di Nunno, sbucare in sala stampa per richiamare Delpiano. Un richiamo e poi, nonostante dica il contrario come premessa, tanta voglia di dire la sua. Si ferma, si siede, e (ri)apre il libro: “Qui non mi vederete più, anche se pagherò. Ho speso vagonate di soldi e i tifosi se la prendono con me. De Paola? Nemmeno ha avuto la cortesia di richiamarmi per dirmi che non sarebbe più venuto; gli avrei dato 2500 euro al mese e 30mila come premio per la vittoria del campionato. Perchè non è più qui? Voleva un contratto di nove mesi e glielo abbiamo proposto di otto. Quando abbiamo trovato l’accordo, ha detto a Gizzarelli di non voler più stare a Lecco. In ogni caso, la squadra è con Delpiano e non ha senso cambiare, ma a dicembre ne cambieremo metàSanno che è colpa loro, me l’hanno detto.”

E poi via con la discussione con l’immancabile nome di Bizzozero: “Ieri si è guardato la partita della Juniores dalla macchina perchè non voleva incrociare Riboldi. E’ sempre lui che mi ha portato Carmine Di Domenico, un procuratore suo amico, non sono andato io a cercarmelo. Non capisco perché mi associno sempre a Bizzozero, ma avrei dovuto ascoltarlo quando in estate mi aveva detto di prendere França.” E quando il direttore generale Riboldi ci arriva, in sala stampa, il dibattito si accende del tutto: “Lui, Delpiano e Gizzarelli avevano carta bianca, devo dire che è stato un errore. Si poteva tenere qualche giocatore dello scorso anno e invece no, si è solo voluto cambiare tutto per tutelarsi.”

Riboldi, in piedi al fianco del pres, ripsonde così: “Abbiamo lavorato partendo dal 3-5-2 di Delpiano, abbiamo costruito il gruppo su quella base. Mi dite di Caraffa? Sarebbe rimasto volentieri, ma non potevamo garantirgli ciò che ha richiesto e il quinto di centrocampo non lo può fare, checchè ne dica lui.”

A Lecco non ci si annoia, mai, ma è tempo di fare solo risultati.

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