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Miriam Sylla scagionata dall’accusa di doping: fu contaminazione alimentare

foto miriam sylla
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Manca l’ufficialità, ma la schiacciatrice potrà tornare a giocare. Per la FIVB la positività al clenbuterolo sarebbe dovuta a contaminazione alimentare

Scagionata dall’accusa di doping. Miriam Sylla esce pulita dalla vicenda del clenbuterolo: per la FIVB, la Federazione internazionale di volley, si sarebbe trattato di semplice contaminazione alimentare.

La schiacciatrice della Foppapedretti Bergamo e della Nazionale, nativa di Olginate e cresciuta nella Polisportiva Olginate, era stata trovata positiva a un controllo svolto al termine della Finale del Gran Prix in Cina, match al quale non aveva preso parte. Una quantità ridottissima di clenbuterolo, sostanza purtroppo spesso utilizzata per “gonfiare” i bovini prima della macellazione in presenza di scarsi controlli. La tesi difensiva della Sylla, e della Fipav, era stata incentrata proprio sulla contaminazione alimentare, anche perché nella stessa manifestazione risultò positiva la palleggiatrice serba Ana Antonijevic, che come Sylla aveva alloggiato in un albergo di Nanchino.

Secondo una breaking news riportata dalla Gazzetta dello Sport, la Federazione internazionale avrebbe fatto cadere la sospensione della giocatrice, così come accaduto per la collega serba. A breve è attesa l’ufficialità da parte della Fipav e della Foppapedretti Bergamo. Miriam Sylla, che attende a sua volta comunicazioni (e sulla vicenda non può, per ovvi motivi, rilasciare dichiarazioni), potrà tornare dunque a concentrarsi sul campo.

 

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