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C3, BluCeleste in profondità

Il debole dubita prima della decisione. Il forte dopo

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Un addio scontatato quello a mister Delpiano, al termine di una sconfitta interna che era però l’ultimo anello di una sciagurata serie di risultati negativi che, con una sola vittoria (stentata) in cinque gare, non poteva lasciare spazio ad altri possibili scenari.
Tra l’ex tecnico bluceleste e la squadra la frattura, o meglio l’incomprensione, erano evidenti, palesati da atteggiamenti figli di un malessere praticamente insanabile.
Quello che lascia veramente perplessi è il modo operativo che la “società” ha messo in atto in queste circostanze. Delpiano non era più nella fiducia della proprietà della Calcio Lecco da molto tempo.
Ciononostante si è voluto continuare con un tecnico che non solo era messo in discussione gara dopo gara, ma che mostrava l’entusiasmo degno di un funerale, visto il suo destino gli appariva chiaro.

Troppi errori in questo Lecco. Troppe scelte sbagliate. Cominciamo con quella dell’allenatore, un tecnico che a Lecco aveva esordito in C2 ed era stato esonerato. Due stagioni positive per Delpiano: Olginate e la vittoria del campionato a Castiglione. Poi Monza e Pro Sesto senza lasciare tracce. Un allenatore/istruttore più che un mister trascinatore. Inadatto a piazze come Lecco. Lo abbiamo purtroppo visto.
La squadra poi è sembrata costruita più con il criterio dell’album delle figurine, che non con una logica di integrazione tra i vari reparti e tra gli stessi giocatori.
Inoltre la rosa è rimasta, nonostante il mercato di metà campionato, ancora numericamente troppo grande. Allenare un team con 30 giocatori è impossibile.
Nel contempo se ne sono andati un DG (Riboldi) e un DS (Gizzarelli) di cui non si ricordano decisioni o soluzioni eclatanti degne di nota.
Ma il vero nodo è la società, che poi è una sorta di “dittatura” visto che chi decide è sempre e solo il patron Di Nunno.
Vero che in società trova posto anche Angelo Battazza, ma sembra più che altro una figura di un calcio che non esiste più, con un approccio e un modo di porsi certamente non più confacente al calcio di questi anni.
Eppoi poco altro, un “team manager” sconosciuto agli addetti ai lavori, e interessati procuratori pronti a sistemare i loro assistiti.

Se questo è il quadro, il campionato sino a qui deludentissimo che ne è scaturito non può che essere la naturale conseguenza.
In mezzo a tutto questo bailamme si inseriscono le lamentele, le rimostranze, e ahinoi anche qualche malcelato “ricatto” che la proprietà non fa mai mancare nelle dichiarazioni alla stampa, rendendo cosi pubblico il “Di Nunno Pensiero”.
Saremo sinceri: non ci piace sentire dire in continuazione da parte del presidente “Lascio, me ne vado a fine anno, oppure se i tifosi fanno casino ecc.”

Scusi Presidente, le scelte le ha fatte lei, tutti i collaboratori che ha intorno li aveva già avuti precedentemente a Seregno, quindi? Dobbiamo forse arguire che non si impara dai propri errori?
Poi dovrebbe spiegare la logica per la quale dopo avere esonerato Delpiano e avere ingaggiato Tacchinardi, nella stessa conferenza stampa lei dichiara/minaccia l’abbandono a fine campionato.
Tacchinardi, il nuovo mister appena subentrato, cosa dovrebbe pensare secondo lei?
In ordine sparso lei si è lamentato: della mancaza di un numero congruo di spettatori (sottolineaiamo che siamo tra le prime tre piazze per numero spettatori), poi del disinteresse del Comune per i campi su cui allenarsi (problema che a Lecco c’è da 50 anni), poi che nessun imprenditore lecchese la aiuta (prima di prendere la Calcio Lecco si sarà chiesto come si era giunti al fallimento e come mai nessuno di Lecco fosse intervenuto), senza tralasciare – ci scusi la franchezza – che andare d’accordo con le sue idee non sembrerebbe facilissimo.

Paragrafo Bizzozzero: lei presidente continua a dichiarare in pubblico che mal sopporta le ingerenze esterne di Bizzozero, anche se poi almeno quattro o cinque dei giocatori della rosa attuale glieli ha consigliati lui, e per amore della verità sono anche tra quelli con un rendimento accettabile se non buono. Presidente, lei parla di “rotture di scatole”, poi con questo rompitore di scatole si sente tutti i giorni. Magari un pochino di coerenza, no?
Certo le diamo atto di un grande sforzo economico, la ringraziamo per averci salvato dall’oblio, ma le ricordiamo che i “soldi”, la disponibilita’economica senza l’organizzazione societaria, senza la conoscenza della materia calcistica, non producono
successo (quantomeno duraturo).

E per comprendere quanto questo sia vero, basta che lei osservi con attenzione il risultato di questa gestione in cui si riteneva che la disponibilità economica sarebbe stata la panacea per tutti i problemi.
Non dica più presidente che questa città non l’ha capita. Se lei lasciasse la Calcio Lecco come ha dichiarato, lei perderebbe molto più che dei quattrini, lei perderebbe l’affetto che chi ama questi colori le stava dando.
Ma se la sua intenzione come ha dichiarato è quella di regalare il Lecco (senza debito alcuno) al primo che si presenta, allora ci corre l’obbligo di ricordarle che il Lecco c’era prima di lei, c’è con lei, e continuerà a esserci anche dopo di lei.

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