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C3, BluCeleste in profondità

Palle, pallini, pallone

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Il mondo è cambiato e non poco.
Lo vediamo nella vita di ogni giorno.

In questi ultimi 20 anni le abitudini, i principi, i concetti a cui per lungo tempo siamo stati abituati e abbiamo rispettato, sono stati sostituiti da una sorta di caotico stato virtuale dove si è perso quasi completamente il rapporto tra le persone. Sembra un paradosso e probabilmente lo è. Nell’era della comunicazione globale, nessuno parla fisicamente con chi gli sta accanto. Non poteva scamparla neppure il Mondo del Pallone, che, essendo lo sport più popolare, ha assorbito in toto, tra le tante cattive abitudini, anche quella di parlare attraverso social, comunicati stampa e internet. Trascurando in questo modo il rapporto diretto con le persone che si muovono in questo contesto. Tifosi, giocatori e tecnici “parlano” tra loro scrivendosi qualsiasi cosa con  SMS, Messenger, WhatsApp, Instagram e Twitter. 

No! Non siamo diventati un trattato di sociologia. Non ne saremmo all’altezza.
Stiamo usando questa considerazione per adattarla all’addio che pochi giorni fa si è consumato tra la Calcio Lecco 1912 e Alessio Tacchinardi.

Diciamo subito che, non conoscendo il Tacchinardi tecnico e la persona, eravamo piuttosto scettici sul suo subentro a stagione in corso. 

Ebbene, ci sbagliavamo.

Tacchinardi ha dimostrato di essere tecnico preparato: d’altro canto la sua carriera da calciatore lo ha visto calcare i campi piu importanti in Italia e nel resto del Mondo.

Quello che ha favorevolmente impressionato è stata la sua caratura umana, l’approccio verso i tifosi, la città e la società.
Un personaggio vero, lo dobbiamo sottolineare.
Certo, i dissapori e le incomprensioni con il presidente Di Nunno, che definire vulcanico pare proprio un eufemismo, hanno portato a questo divorzio.

E’ stato combattuto Tacchinardi, prima rinunciare al nuovo progetto Lecco.
Rumors di mercato parlano di un incarico alla Juventus, con inserimento nel Settore Giovanile.
Se così fosse, come dargli torto. Con tutto il rispetto per i nostri amati colori, bisogna tenere conto che a certi richiami non si può dire di no.
Vedremo se così sarà e, a quel punto, presenteremo i nostri miglior auguri e auspici.

Quindi, adesso, bisogna che il Lecco riparta con una nuova guida tecnica.
Sopratutto questa nuova partenza deve obbligatoriamente fare tesoro di quali sono stati gli errori della scorsa stagione.
A tale proposito ci permettiamo di elencare alcune nostre considerazioni.
Considerazioni e non consigli, poiché non abbiamo la presunzione nè della certezza e neppure quella dell’infallibilità.

La prima considerazione riguarda il girone dove disputare il campionato.
A nostro avviso sarebbe opportuno chiedere di andare nel girone A.
Girone meno complicato, privo delle sempre temibili bergamasche e di un un Rezzato economicamente potente.
Il Como, che ha giocato in questo girone con una rosa costruita in una sola settimana, ha combattuto per la vittoria finale con il Gozzano fino all’ultima giornata.

Seconda considerazione: è fondamentale un’organizzazione tecnico/societaria basata su un Direttore Generale che conosca i meccanismi di squadra, allenatore e dirigenza, che abbia competenza di settori giovanili e su dove andare a prendere i giovani giocatori che il regolamento di Serie D vuole in organico.

Terza cosiderazione: non è certo un mistero che per la scelta del tecnico, del preparatore atletico, di quello dei portieri, dei giocatori da confermare e di quelli nuovi da portare in organico, ci si stia muovendo all’esterno della società, essendo il ruolo di DS nel calcio moderno abbastanza desueto.
Uscendo dall’ipocrisia, sappiamo tutti chi sta tessendo trattative e trame di mercato: risponde al nome di Daniele Bizzozzero.

Di Bizzozzero si potrà dire di tutto. Una cosa deve essergli riconosciuta: conosce il Calcio, ha rapporti con molti operatori di questo mondo, ha costruito due anni orsono l’ultima squadra che ha dato spettacolo a Lecco, mancando la vittoria diretta in campionato, vero, ma surrogandola subito dopo con la vittoria dei play-off.

ELa considerazione in questo caso, è quella di smetterla di fare finta che Bizzozzero non ci sia, quando poi risulta operativo a tutti gli effetti. Visto che non ha prerogative di carattere amminstrativo e economiche, ma riferite allla parte tecnica, se questo puo essere utile al Lecco si esca una volta per tutte da atteggiamenti ipocriti.

Ultima cosiderazione, ma più che altro una lieta conferma: si farà il manto in sintetico al “Rigamonti-Ceppi”.
Questo consentirà, dopo più di 50 anni, di smetterla di peregrinare da un campo di allenamento ad un altro, visto che sui sintetici di ultima generazione ci si allena in settimana e ci si gioca la domenica. Questo consentirà un notevole risparmio per l’affitto dei campi esterni, anche se si dovrà ammortizzare l’investimento iniziale che dovrebbe intorno ai 500.000 euro.

Il presidente Di Nunno ha però tenuto a far sapere che, aldilà di questa importante spesa per il terreno di gioco, il budget messo a disposizione per allestire una rosa in grado di competere per la vittoria finale sarà «importantissimo».

Vedremo come si evolveranno le operazioni di mercato, anche se stanno già circolando nomi che fanno tornare un entusiasmo che quest’anno era assolutamente sopito.
Una cosa va tenuta in debita importanza: Lecco è un piazza storica, non sono molte in Italia le societa con 106 anni di vita. Ha una grande tifoseria, che aspetta solo di essere risvegliata nei suoi entusiasmi.
Si tenga conto di tutto questo nell’affrontare la prossima nuova avventura perché i suoi tifosi e la città lo meritano.

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