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Jacopo Teruzzi torna alla Stralugano: sedia a rotelle modificata e amici per arrivare al traguardo

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Partecipare a una gara podistica su due ruote può sembrare non facile. Ma può diventarlo se le ruote diventano tre e se alcuni amici scelgono di correre con te. E’ quel che vuole fare alla Stralugano Jacopo Teruzzi, giovane di Sirtori che ha messo alla sua sedia a rotelle un optional, la terza ruota, ma soprattutto ha chiamato alcuni amici che lo accompagneranno lungo il percorso fino al traguardo della city run nella cittadina svizzera che si svolgerà sabato sera.

Jacopo non è nuovo a questi tentativi, già arrivati a conclusione, ma ogni volta il risultato è sempre più gratificante e stimolante come spiega lui stesso: «Data la mia situazione – la tetraparesi spastica che mi ha colpito quando avevo pochi mesi (Jacopo non ha paura di dire le cose come stanno), non ho mai pensato di partecipare a questo genere di gare perché non è nel mio stile non essere parte attiva di qualcosa: essere spinto per dieci chilometri fino al traguardo non mi trasmette alcuno stimolo».

Quando un caro amico gli ha proposto una partecipazione attiva, grazie a una sedia a rotelle modificata e alla possibilità di correre insieme, Jacopo ha accettato di slancio.

Da cosa nasce cosa, quindi, dopo la Stralugano del 2017, è arrivata la gara di Chia nello scorso aprile e adesso la seconda volta in Svizzera, con un’organizzazione sempre più performante: «La sedia a rotelle con tre ruote e la possibilità di pedalare parzialmente costituiscono un aspetto della mia partecipazione. L’altro è la creazione di un team di amici che corrono con me, dividendo tra loro i chilometri della gara», spiega Jacopo, che è diventato così un po’ atleta, un po’ inventore e un po’ team manager. Anche in questo caso Jacopo ci ha messo un quid particolare: «Dal momento che sono appassionato di viaggi, ho tanti amici in giro per il mondo, così alcuni di essi sono arrivati dall’estero».

D’altra parte è difficile fermarlo: nonostante il suo handicap, «ho vissuto una vita quasi normale, dalle superiori all’università fino all’attività professionale nell’azienda di famiglia. Adesso mi sono buttato anche nell’attività sportiva, che avevo sempre guardato con poco entusiasmo». Chiaramente non poteva non farlo alla grande: Jacopo sta già organizzando i team per le gare di Milano e di Monza del prossimo autunno, con un sogno nel cassetto: la maratona di New York.

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