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Calcio Lecco, Gaburro a TuttoC: «Contesto che non c’entra niente con la Serie D»

Marco Gaburro, nuovo allenatore della Calcio Lecco 1912
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Parole al miele per il Gozzano e pure per il Lecco: Marco Gaburro si è raccontato, parlando di passato recente e presente.

Il neotecnico bluceleste, nel corso di un’intervista rilasciata a Raffaela Bon per TuttoC.com, ha ripercorso gli ultimi mesi, narrando, grossomodo, quali sono le differenze che ci sono tra la piazza piemontese e quella lecchese: «Quella di Gozzano è stata una bellissima avventura – si legge sulle colonne del portale specializzato -. Io sono andato lì dopo i playoff disputati con la Caronnese perché credevo avesse le chance per poter vincere il campionato. E così è stato, grazie ad una rosa allestita bene, con una partenza fulminea, un ottimo girone d’andata con ben 44 punti e la tenuta del girone di ritorno, col Como che ha accorciato le distanze ma non ci ha mai agganciato. Questo grazie ai meriti del gruppo, di grande qualità, al lavoro dello staff ed anche della società, che è stata vicina alla squadra nei momenti chiave». 

Gozzano entra a far parte per la prima volta della Serie C: «Sì, un piccolo contributo l’ho dato e un piccolo merito me lo prendo anche io, insieme a tutte le altre componenti si intende. Si tratta di una promozione storica, che sicuramente rimarrà a prescindere da tutto. Perché si tratta un paese di cinquemila abitanti che raggiunge il professionismo, nel calcio di oggi, con i problemi che ci sono oggi, con la difficoltà a superare la barriera della Serie D. Ricordiamoci le grandi realtà presenti, il Como, il Varese, il Pavia, Pro Sesto. Squadre con un blasone e una tradizione importante. A maggior ragione è stato un passaggio storico». 

Poi, la chiamata del Lecco, una sirena impossibile da non ascoltare: «I motivi sono diversi. Credo che quello che è stato rimarrà, che la proposta che ho ricevuto dal Lecco sia stata decisiva nella mia scelta. Avevo un po’ paura di andare a rovinare quanto di bello fatto quest’anno. La categoria era diversa, nuova, con diverse aspettative e un nuovo gruppo. In queste situazioni è sempre difficile scegliere. Hanno contribuito queste perplessità e la proposta di una società ambiziosa come il Lecco, che risponde ad un bacino di utenza molto ampio, mi hanno orientato in questa direzione, ampiamente condivisa dal Gozzano». 

La piazza bluceleste pretende, ormai, il salto nei professionisti. Del resto, il rapporto con la terza serie si è interrotto ormai otto anni fa: «Bisogna vivere la realtà per capirla, è un contesto che non c’entra niente con la Serie D. Non è una frase fatta, basta respirare il modo in cui la città percepisce il calcio. Penso che la volontà della società e del presidente sia quella di tornare quanto prima nei professionisti. Ed è anche il mio obiettivo. Perché se ho fatto questa scelta è per fare un ulteriore passo in avanti e provare a contribuire, questa volta in un grande club e non in un piccolo paese, al ritorno nel professionismo». 

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