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Bruschi e Villani

Mani al portafoglio. Il Lecco vuole vincere

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Un Lecco maturo, serio, concreto. Con il solo difetto, che non è però derivante da suoi demeriti, di non avere una panchina lunga, come si suol dire.
A Ponte San Pietro è andata in scena una delle recite migliori del Lecco in trasferta. Una partita che ha ribadito la voglia assoluta di questa formazione di lottare fino alla fine per un traguardo ambizioso, ovvero la promozione. Ora, però, spetta alla Cento Bluceleste e alla società in genere dare a questi ragazzi le ali per spiccare il volo. Per fare dell’aquila bluceleste un rapace che possa rubare punti a tutti.

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Contro il Pontisola si sono viste un’ottima organizzazione di gioco, una grande attenzione, una grande capacità di lottare su ogni pallone. Ma è mancata, al momento giusto, la possibilità di fare quei cambi che potessero spezzare l’equilibrio che regnava sovrano tra le due squadre. Porrini, ex vecchia gloria della Juventus, questi cambi li ha potuti fare e per poco, nonostante la buona prova del Lecco, non è riuscito a portarsi via i tre punti. Due contropiedi, l’attendismo del gatto contro il topo, e la squadra di mister Roncari, in una gara quasi perfetta, ha rischiato grosso. Avesse potuto, il tecnico varesino, avere in panchina anche solamente Martin Asiedu, forse la partita sarebbe finita diversamente.
Ma il problema è che non mancava solo Martin, in panchina, ma una serie di giocatori che il Lecco non ha a disposizione fin dall’inizio del torneo. Un centravanti di ruolo, magari prestante fisicamente, magari anche giovane, che possa sostituire indifferentemente Castagna o Nicola Rota. Poi un altro fantasista, meglio una seconda punta, che si possa affiancare a Castagna oppure fare da vice Chessa, là davanti. E, perché no, un portiere giovane. Frigerio è in difficoltà sulle uscite e questo non dà sicurezza al reparto arretrato. Per cui urge o un suo sostituto o un giovane che possa mettergli il fiato sul collo e farlo crescere. Con questi rinforzi, il Lecco potrebbe davvero sognare.

E non è vero che i play-off quest’anno sono come gli altri anni: inutili. Sono, anzi saranno, i play-off di serie D forse più “veri” che ci siano mai stati. In Lega Pro si discute già di società che non si iscriveranno nella nuova serie C derivante dall’imminente riforma dei campionati. Per cui Macalli e compagni hanno già comunicato a Tavecchio, presidente della Lega di Serie D, di tenersi pronto. Il Lecco ci vuole essere. O da prima della classe, oppure da vincente dei play-off di categoria. Ci sono comunque altre ipotesi, vedi ripescaggi, fusioni con società vicine e lontane e molto altro. Ma conquistare il ritorno nel professionismo sul campo è l’unica cosa che vogliono veramente i tifosi. Non solo per un senso innato di sportività, ma soprattutto per l’amore incondizionato verso i colori blucelesti.

A risentirci. 

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