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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 9 Settembre 2013
Niente di nuovo sul fronte occidentale

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Tempo di lettura 3 minuti

Il titolo è di un romanzo autobiografico del 1929 scritto da Erich Maria Remarque, pseudonimo di Erich Paul Remark, che narra le vicende di un soldato tedesco infiammato dalla voglia di essere utile alla patria durante la Prima Guerra Mondiale. Partito con grandi progetti e ambizioni, pieno di amor patrio e di passione, si ritrova a veder svanire sul campo di battaglia le sue idee sull’onore, il valore, la “bellezza” della morte per il proprio paese. E, anche lui, fa una brutta fine.

C’è chi ha detto, senza fare altre citazioni, che lo sport, anzi il gioco, è la mimesi della guerra. Questa guerra finta, il Lecco l’ha iniziata nello stesso modo: con grandi ambizioni, tante convinzioni e dopo 180 minuti è già a chiedersi se le sue idee fossero davvero fondate, se i suoi sogni avessero davvero basi solide. Anzi, forse si è già risposto e lo ha fatto negativamente.

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Una squadra, come un esercito, non è costituito solamente dai suoi soldati, buoni o cattivi che siano, ma dai suoi strateghi. E i generali blucelesti, per ora, hanno costruito un’armata fragile, priva di forze d’assalto, ma anche di retrovie ben protette. Sarebbe d’uopo chiedere allo “Stato Maggiore” il perché, ma sarebbe inutile. Non saprebbe cosa rispondere. Oppure dovrebbe ammettere che lo Stato che arma l’esercito è in bancarotta. Che di soldi ce ne sono pochi. E che, di conseguenza, l’esercito sarà lo specchio dello Stato. Fuor di metafora, il Lecco non è in bancarotta né così scarso come potrebbe sembrare dopo la gara di Darfo Boario.
È una buona formazione tra l’altro ben allenata da un grande conoscitore del pallone come Giuseppe Butti. Ma da qui a dire che possa “migliorare la posizione dello scorso anno”, come ha dichiarato il tecnico malgratese alla vigilia del campionato, ce ne corre… Il Lecco aveva in casa ottimi giocatori (come Sarao, ma anche Mignanelli, Rudi e altri), e ne ha tenuti solo alcuni. Per problemi di soldi.

Avrebbe comunque potuto rinforzare una buona base con tre-quattro innesti di sicuro valore (e non con delle “scommesse” tutte da valutare come paiono ancor oggi Cardinio e Capogna). Ma non l’ha fatto. Pare, per problemi di ingaggio. Così si ritroverà, con tutta probabilità, a dover inseguire giocatori che costeranno di più, che verranno a Lecco solamente perché non presi da altri… Forse arriverà Nicolò Galli, ma nell’unico reparto in cui c’è concorrenza. Forse qualcun altro giocatore. Ma non c’è trippa per gatti. E se non c’è bisogna sperare solamente nel magnate di turno che, finalmente, rilevi tutto e dia una svolta a questa stagione. A meno che, lo speriamo ma non ci crediamo molto, il Lecco non cambi subito marcia e inanelli una serie di prestazioni, ma soprattutto di risultati, che tappino la bocca a tutti e consentano a mister Butti di portare avanti con tranquillità il suo, buon, progetto tecnico. Eppure già Domenica prossima, in casa, a porte chiuse, sarà una gara da “dentro” o “fuori”. È un peccato iniziare in questo modo la stagione… Ma avrebbero potuto pensarci. O mollare la patata bollente a chi se la sarebbe dovuta pelare quando scottava. 

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