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C3, BluCeleste in profondità

DAI NON ESAGERIAMO!!!
(Giuseppe Butti, Domenica 13 Ottobre ore 16.55)

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Tempo di lettura 4 minuti

Dopo una brutta gara persa malamente, una di quelle partite che per intenderci non si vorrebbero mai perdere contro una rivale storica e invisa ai tifosi lecchesi come il Seregno, il dopo partita al Rigamonti/Ceppi si è fatto incandescente. 
Infatti all’uscita dal campo dei Blucelesti e del Mister Butti sono iniziate pesanti le inevitabili contestazioni che sono attribuibili alla pessima partita disputata.
E proprio in questo frangente, mentre squadra e mister stavano rientrando negli spogliatoi, che Butti allargando le braccia e mantenendo una calma serafica, si rivolgeva ai tifosi furiosi e inviperiti che accalcavano le recinzioni, ( taluni tanto esasperati che è parso stessero per scavalcarle ) pronunciando la seguente frase: “Dai non esageriamo!!!

La squadra, nonostante una gara oscena, era stata incitata per tutta la durata dei 90 minuti con continuità da parte dei supporters presenti allo stadio. Quindi lo stato collerico visto il risultato finale è più che comprensibile, altro che esagerazione.
Ma nella frase pronunciata da Butti ci sta tutta l’essenza del tecnico di Malgrate.
Niente di personale ma è evidente a tutti una scarsa attitudine alla comunicazione (soprattutto verso i tifosi), sicuramente un carattere asciutto poco incline alla dialettica e alle pubbliche relazioni, che si sa, sono parte importante nell’esplicare il mestiere di allenatore.
Ci corre l’obbligo di ricordare a noi stessi e a Mister Butti che la scelta di proporgli la panchina della Calcio Lecco, avvenne dopo la rinuncia di Roncari a guidare per il secondo anno i Blucelesti, rinuncia dettata da motivi personali del trainer Varesino.


Ci perdonerà Mister Butti, ma in quella semplice frase da lui pronunciata, una attenta lettura, non può evitare paragoni perlomeno imbarazzanti.
Allenare gli allievi dell’Atalanta è sicuramente impegnativo e qualificante. Ci sono però indubbi vantaggi rispetto ad allenare una squadra di una piazza importante come Lecco. Tuttalpiù allenando le squadre giovanili, puoi sentirti rimbrottare da genitori delusi perché i loro figlioli non giocano e se ne stanno in panchina, oppure puoi venire criticato perché non impieghi questo piuttosto che quell’altro giocatore. Dai, come contestazione è robetta.
In quel contesto si puoi dire: “Dai non esageriamo”. E’ un’altra platea, un altro tipo di pubblico. Non possiamo, per onestà intellettuale, non sottolineare la meticolosità professionale nel inculcare i criteri di gioco che Mister Butti vuole fare applicare dai suoi ragazzi. Ma sempre molto onestamente ci pare che, a parte qualche sprazzo nelle partite sino qui disputate, non si vedano nè progressi nè risultati confortanti.

La squadra appare bloccata nel cercare di eseguire schemi e giocate studiate in allenamento. Ma ci scuserà Mister Butti, così facendo si limitano moltissimo le capacità e le invenzioni dei singoli. Un caso su tutti, Mauri: lo scorso campionato libero di esprimersi in funzione della partita e della sua indole, quest’anno sembra sempre alla ricerca della giusta posizione o delle varie geometrie. Ma non pare a mister Butti che in serie “D” sia meglio una lettura delle gare molto essenziale.
Se fosse un esempio letterario si potrebbe dire: “Sandokan”. A noi invece sembra di vedere applicare la trama de “La Divina Commedia”. Un continuo giocare palla con una serie di passaggi spesso fine a se stessi ed inefficaci.
Continuiamo a pensare che gli allenatori più capaci siano coloro che adeguano il gioco della loro squadra alle caratteristiche dei giocatori in organico. Il dover per forza applicare un modulo (3-5-2) come un dogma ci lascia sgomenti. Non siamo alle giovanili, dobbiamo sì insegnare, ma valorizzare le qualità dei singoli, in queste categorie in realtà come Lecco conta soprattutto vincere!

La squadra di Roncari giocava un calcio elementare, semplice, lancio lungo e pedalare. Oppure discese sulle fasce e cross insidiosi, senza considerare rabbia e determinazione. Il confronto con il Lecco di Butti visto fin qui è disarmante. Non c’è ancora moltissimo tempo. Se si vuole invertire la rotta, Butti deve cambiare. Provi difese a 4 più protette, usi l’arma Cardinio, uno dei pochi in grado di saltare gli avversari come birilli.

Ma soprattutto invitiamo il mister dei Blucelesti ad abbandonare la scolasticità del gioco, la stucchevolezza degli schemi esortandolo ad una più attenta e tempestiva lettura della partita.
Si Mister Butti, lei ha oltretutto un aspetto che le conferisce un tono professorale, da docente vero.
Ma ci duole ricordarle che non siamo a Cambridge, ma a Lecco, e quì conta solo vincere!

Ah! Ci scusi: SENZA ESAGERARE !!!

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