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C3, BluCeleste in profondità

LA STORIA DELL’AQUILA
(Franz X. Buhler)

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Tempo di lettura 4 minuti

C’era una volta un bellissimo uovo d’aquila che finì in un morbido nido sconosciuto. Nonostante l’uovo avesse un aspetto diverso dalle altre uova, i polli dopo una lunga consultazione decisero di covarlo. Passò  del tempo e dall’uovo uscì un pulcino molto particolare.
Crescendo i pulcini divennero dei ” veri polli “.
Un giorno l’aquilotto ormai anche lui cresciuto vide un grande uccello volteggiare maestosamente alto nel cielo. Sospirando disse : ” Se solo potessi volare anch’io così “. Questo era il suo più grande desiderio.
I polli agitati risposero : ” Volare non fa per quelli come noi”.  E’ troppo pericoloso ed inoltre noi non possiamo volare così in alto.

In questo spicchio di una novella di Franz X. Buhler, troviamo il paradigma di quello che è avvenuto ed ancora agita i destini della Calcio Lecco.  Laddove per l’uovo di aquila si intenda la Calcio Lecco e i suoi tifosi e per i polli coloro che dopo una lunga consultazione decisero di covarlo, cioè di farsi carico della nostra amata società.
Si sta trattando la cessione del Lecco. I tempi sono obiettivamente biblici. E il lento procedere della trattativa che porterebbe la società Bluceleste dalle mani della proprietà Invernizzi a quelle dei nuovi acquirenti, oltre a tenere la città con il fiato sospeso sta ormai portando al limite massimo della sopportazione  la pazienza dei tifosi lecchesi.
E’ del tutto evidente che nel modello paradigmatico dei “Polli” identifichiamo la proprietà che in questi ultimi anni ha defraudato la società Bluceleste, tramite due amare retrocessioni, della facoltà di praticare calcio tra i professionisti.  Ma anche di avere creato una situazione finanziaria di non facilissima risoluzione, seppure, va detto, si cerchi con rateazioni ed interventi diretti di evitare pericolose derive che possano concludersi in modo fallimentare.
Si sta però trattando. E allora che si faccia in fretta, si prendano tutte le precauzioni del caso ma si arrivi a decidere. Tempo ne è stato perso fin troppo.

Lo chiedono i tifosi, gli sportivi, la città. Lo chiede la squadra, lo ha chiesto direttamente il Mister ,lo richiedono orgoglio e decoro. Soprattutto si vuole arrivare a definire la cessione l’attuale proprietà, che ha più volte manifestato un totale disinteresse per la squadra della nostra città, vissuta come un fastidioso e ingombrante orpello.
La stessa proprietà che viene rappresentata in seno alla Calcio Lecco dall’Amministratore Paolo Cesana, unico dirigente di ruolo iscritto come tale. Un uomo solo al comando, nelle radio cronache di un giro d’Italia, nel caso del nostro unico dirigente una amara considerazione arriva dallo spogliatoio : ” Quando serve non c’è, quando c’è non serve, quindi non serve a un ……

Società senza dirigenti: a Piacenza domenica scorsa ad accompagnare la squadra c’era Antonio Rusconi, che però non ha ruolo nel Lecco ma bensì nella “Centobluceleste”. Vi era anche Carmine Castella, lui si è in organico come dirigente, anche se abbiamo difficoltà a decifrarne le mansioni. La confusione di una società senza Direttore Sportivo, addetto stampa, team manager, ecc. ecc. ecc.
Nuova dirigenza, ordine di ruoli in società, base economica certa, progetto mirato nel tempo.Tutte queste sono le cose di cui abbiamo bisogno.

Lanciamo un appello alla sensibilità del sindaco di Lecco Virginio Brivio che sappiamo attento e in questi ultimi tempi molto impegnato sulle vicende Blucelesti.
“Signor Sindaco, la sua stessa città, i suoi stessi cittadini, gli sportivi tutti, gli elettori, la invitano e l’esortano ad esercitare tutta la sua capacità per sancire il passaggio in mani nuove della Calcio Lecco.
Tutti i veri lecchesi gliene sarebbero grati e riconoscenti, e non sarebbe certamente trascurabile per la sua amministrazione essere riconosciuta come quella che ha contribuito a risollevare i destini del Calcio Bluceleste”.

Noi siamo lecchesi, siamo nati dentro uova di aquila, ci piace volteggiare in alto nel cielo, non meritiamo di essere in un nido covato da “Polli “.

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