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Bruschi e Villani

Bruschi & Villani 20 Gennaio 2014
Il Lecco ha sette vite, come i gatti!

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Tempo di lettura 3 minuti

Il Lecco ha sette vite, come i gatti.

Sembra sempre sul punto di scomparire, ma è ancora lì a fare gli sberleffi a chi lo vorrebbe morto. A Piacenza, sportivamente parlando, estrae dal cilindro una prestazione tutto cuore che fa capire, ai giocatori più che ai tifosi che già lo sanno, come impegno e determinazione possano battere qualsiasi avversario. Che poi la vittoria non sia arrivata è solo frutto della matematica. Nel senso che ai punti il Lecco al Garilli ha stravinto. Anche lasciando perdere le solite, bruttissime, amnesie difensive, i blucelesti avrebbero meritato la vittoria e solamente l’arbitro, che nel finale ha davvero perso la testa, è riuscito a rimettere in carreggiata i biancorossi, anche se Redaelli l’entrata dubbia se la poteva risparmiare.

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Detto questo stiamo riflettendo, da Mercoledì scorso, sul triste destino della società bluceleste. All’inizio, appena appresa la notizia che Salvatore Ferrara non avrebbe firmato il contratto di acquisizione del Lecco, ci siamo lasciati prendere dallo sconforto. Poi, con il passare delle giornate, ci siamo detti che chi non vuole il Lecco non è da Lecco. Già nel passato anche chi lo ha fortissimamente voluto ha fatto danni. Figuriamoci chi già da luglio nicchiava e poi ha addirittura abbandonato. Ferrara deve ancora spiegarci il perché di questa decisione, ma poco ci cale. Ha avuto tutto il tempo di vagliare il ponderabile e l’imponderabile, per cui tirarsi indietro all’ultimo minuto, a meno che non sia per problemi di salute o delle sue ditte, non è giustificabile. Non pensiamo ci siano nascosti chissà quali debiti in Calcio Lecco. Il bilancio è stato approvato, per cui non ci aspettiamo sorprese tanto gravi da gettare alle ortiche una trattativa ormai conclusa.

Così nella negatività abbiamo trovato qualche positività. A partire da mister Rocco Cotroneo che in settimana non si è fatto abbattere dalle vicende societarie ma, anzi, ha suonato la carica. Aveva in qualche modo predetto il buon risultato di Piacenza annunciando che la squadra si era allenata alla grande. Era convinto di quel che faceva. Inoltre ha avuto il coraggio di rivoluzionare la squadra tenendo fuori Castagna e inserendolo al momento giusto. E ha cambiato modulo infoltendo il centrocampo e intasando le corsie sulle quali il Piacenza avrebbe potuto colpire. Ha avuto l’onestà intellettuale di ripescare un Rigamonti ingiustamente mandato in Juniores e ha dato anche una tiratina d’orecchie a chi, nello spogliatoio, “parla molto e corre poco”, come ha rivelato lo stesso Cotroneo a riguardo sempre dei giovani.

Il Lecco purtroppo rimane nei bassifondi a un solo punto dai play-out, ma la speranza di aver ritrovato lo spirito guerriero che sembrava perduto, ci fa ben sperare. Il Pontisola domenica prossima è squadra davvero forte. Ma questo Lecco ce la può fare. Quello di Piacenza, intendiamo. Quello di Darfo non era buono nemmeno come due di picche a briscola…

A risentirci. 

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