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C3, BluCeleste in profondità

IL RIGAMONTI-CEPPI,
LA CASA BLUCELESTE

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Tempo di lettura 5 minuti

La notizia di rilevanza nazionale apparsa sui media questa settimana racconta di una provincia, la nostra, che viene ritenuta la più “Felice d’Italia”. Il sondaggio/indagine è stato realizzato dalla scuola di psicoterapia “Erich Fromm”, e tra i motivi della felicità espressa dagli intervistati nel loro vivere Lecco,  gli elementi predominanti sono di carattere naturale:lo scenario di monti e lago. 

Dobbiamo subito sottolineare che in questi due elementi montagne e lago, la mano dell’uomo non ha pertinenza. Ma è la natura che è stata benevola con il territorio lecchese e i suoi abitanti. Tolto il grandioso lavoro naturale, non possiamo certo dire che l’apporto degli uomini al miglioramento della città sia evidentissimo. Se poi i sondaggisti di “Erich Fromm” avessero rivolto le loro domande ad una categoria specifica di abitanti Lecchesi e cioè gli sportivi in genere, il  risultato della ricerca sarebbe sicuramente capovolto, non più “la provincia più Felice”, ma una tra le più trascurate. 

Siamo una provincia e capoluogo della stessa che non brilla certo per impianti sportivi all’avanguardia. Prendiamo in esame la casa del Lecco: lo stadio Rigamonti/Ceppi. Per chi come noi ama i colori Blucelesti (e sono moltissimi), vedere lo stato indecoroso di parte della struttura di quello che dovrebbe essere il biglietto da visita degli impianti sportivi cittadini, lascia amarezza, ma sopratutto un po’ di vergogna. Non è che tutto lo stadio sia in uno stato di degrado, ma taluni settori hanno sicuramente la necessità di quella che i tecnici chiamano “ordinaria manutenzione” e questo non solo per la sicurezza degli spettatori, ma anche per il decoro. 

La curva nord, presenta gradoni che si stanno progressivamente sfaldando ed è quindi possibile reperire pezzi di cemento che, se finiti nelle mani sbagliate, possono diventare proiettili e questo è la cosa più semplice del mondo. Sempre nella nord la verniciatura degli spalti diventa sempre più uno sbiadito ricordo. Nelle stesse condizioni ci sono sia la curva sud sia le due estremità del settore distinti, non coperte dalla tettoia. 

Lo stadio fu ristrutturato l’ultima volta in concomitanza con la promozione in C1 nel campionato 2007/2008. A lavori di ristrutturazione terminati parve a tutti gli sportivi e agli appassionati un gioiellino, anche se da più parti si fece notare che la mancata copertura di tutto il settore”Distinti” e della curva “Nord”, avrebbe portato dei problemi. Infatti dopo solo 4/5 anni dalla ristrutturazione i problemi sono all’evidenza di tutti. Nel 2007 sarebbe bastato fare uno sforzo economico nemmeno esagerato, ma normale! Con trecento/quattrocentomila euro si sarebbe realizzata la copertura della “Nord” e completata la copertura del settore “Distinti” ed oggi gli spettatori dello stadio assisterebbero alle partite in una “Bomboniera”, non in quella che attualmente pare una bomboniera sbeccata.

Non siamo certo una città e una provincia nota per i suoi musei o monumenti. Ecco! Lo stadio del Lecco,dovrebbe essere considerato un monumento.  E’ parte della storia della città, è parte della storia di ognuno di noi.

Le persone meno giovani certo lo ricorderanno, quando in anni gloriosi quelli della serie A e di tanta serie B, in città la domenica risuonava il boato dei tifosi assiepati sulle tribune del Rigamonti. Era una cassa di risonanza incredibile, dal tipo di boato pur non essendo nello stadio, riuscivi a capire se si dovesse esultare oppure abbattersi. Lo stadio di quel magnifico periodo,era una struttura composita di cemento e tubi Dalmine, con la tribuna centrale tutta in legno e tubi. Un monumento!

E’ lì dal 1922 è parte integrante della memoria di tantissimi, è una presenza certa, indiscutibile, in buona sostanza rassicurante: li gioca il Lecco.

Il nostro stadio è un monumento, in quasi cento anni dalla sua costruzione, ha ospitato centinaia di migliaia di persone,conosciuto gioie,dolori,momenti esaltanti e altri meno. Non esiste nella realtà Lecchese altro luogo deputato allo sport che possa menarsi vanto di potere radunare un nutrito numero di tifosi come il Rigamonti/Ceppi.

Ebbene oggi questo monumento sportivo, ha bisogno di interventi volti alla sua conservazione. Bisogna che le autorità preposte si facciano carico della sicurezza, della confort per gli spettatori e non da meno del decoro di un pezzo importantissimo del patrimonio cittadino.

Si potrà obiettare che visto i tempi che corrono reperire i fondi necessari potrebbe essere un ostacolo non trascurabile. Vero! Però basterebbe coinvolgere quelle entità che, anche in tempi come questi, possono fare sentire il loro apporto finanziario,come le società pubbliche partecipate oppure le banche. Si potrebbe attraverso queste sponsorizzazioni ristrutturare coprire definitivamente le tribune, lasciando poi le stesse strutture intitolate per un certo numero di anni allo sponsor che ha contribuito alla ricostruzione della struttura.

Quella di sponsorizzazione di medio arco temporale è pratica comune a moltissime città italiane, in riferimento al mantenimento e abbellimento degli impianti sportivi di proprietà comunale. Solo a Lecco è proibito farci un pensiero??

Quando alla domenica nel nostro stadio ospitiamo le squadre avversarie, non possiamo fare finta di non sapere che il giudizio degli spettatori ospiti, piuttosto che quello dei dirigenti di quelle società, passi per ciò che si trovano sotto gli occhi. Non crediamo sia possibile fare finta di nulla o peggio, come quando si ricevono ospiti a casa e per evitare figuracce si fanno sparire polvere e sporco sotto il tappeto.

Bisogna intervenire! Lo pretende la storia di quello stadio che è patrimonio di tutti anche di chi non lo frequenta. Si deve dare orgoglio, rispetto,dignità ad una struttura che da quasi cento anni e parte della nostra esistenza.

Lo meritano i Lecchesi, lo merita il Rigamonti/Ceppi, perché lo stadio è la casa….quella dei Blucelesti.

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