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Calcio Lecco 1912

Sdraio, secchiello e paletta, la vita a Riccione è davvero perfetta.

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Tempo di lettura 4 minuti

In Italia un presidente del consiglio è stato condannato per reati fiscali concernenti alcune sue aziende e la motivazione della condanna è stata che: “Non poteva non sapere”.

Le più modeste cronache nostrane di questi giorni riguardanti i problemi   economici della Calcio Lecco raccontano di un sig. Stefano Galati (impropriamente definito presidente, anche perché mai ufficialmente nominato), che dichiara di non avere saputo esattamente il completo quadro debitorio della società. Ci perdoni Stefano, ma dichiarando questo lei si dà la zappa…. scusi, la paletta sui piedi. Lei dichiarò in una fantastica conference al suo esordio,che il prezzo dell’acquisto del Lecco, era così allettante, che la fece schizzare giù dalla sdraio del bagno “Da Pinocchio”, stai in spiaggia contro il malocchio. E di gran carriera lasciò le acque salate romagnole, per le più dolci del Lario. Certo pensare ai suoi primi giorni a Lecco, lascia qualche perplessità, che dopo quattro mesi di quella che dovremmo definire la sua attività lascia ancora di più basiti.

Cominciamo dalla allegra brigata che lei ha scelto per quella che oramai una avventura arrivata al capolinea. Quella brigata che sempre nella conference di presentazione,lei che pare uomo di grande generosità, apostrofò con il titolo di dottore. Ecco allora il dottor Cesana, il dottor Invernizzi, il dottor Perillo, il dottor Sidella, il dottor Ferrara, forse l’unico che lei non nominò dottore fu Tridico, che agli esterrefatti giornalisti risultò a quel punto un semplice infermiere.

Più che una presentazione di una società di calcio sembro quella di una clinica ospedaliera! Lei più volte sollecitato dagli addetti ai lavori sulle ragioni della sua venuta a Lecco, ha risposto per le bellezze di monti e lago…. Beh Stefano, se leggiamo quello che lei dichiara alla stampa in questi ultimi giorni pare che le bellezze Lecchesi abbiano esaurito il loro fascino su di lei.

Lei si sente minacciato, incompreso, trova diffidenza ovunque è palpabile materica. Scusi, come potrebbe essere diversamente? Lei ha avuto una società a Km 0,nel senso che non ha pagato di fatto nulla il Lecco. Tutti sanno che quando si entra in una società acquistandola seppure per  pochi soldi, si ereditano crediti (pochi o niente) e debiti (in questo caso consistenti).

La sua gestione ha finora fatto fronte a qualche pagamento (giocatori,segretario ), con gli ultimi soldi in arrivo dai pagamenti degli sponsor. Terminati questi, la linfa da immettere nelle casse esauste della Calcio Lecco era la sua Galati.

Ma non si è sentito il rumore di un solo euro. Forse lei si sarà indispettito per quelle che con un termine un pò esagerato lei ha definito “minacce” nei suoi confronti, da parte di tre tifosi. I tre le chiedevano di mostrare soldi suoi per il Lecco, diversamente le dicevano di restarsene a Riccione.

Minacce, beh più che altro un invito a fare ciò che lei più volte ha pubblicamente dichiarato e cioè investire sul Lecco, in maniera tangibile. Ci consenta l’ironia, forse l’assidua frequentazione del bagno riccionese “Da Pinocchio “, le ha lasciato  l’abitudine a qualche piccola bugia, veniale s’intende.

Sui pagamenti per esempio lei fornisce date sempre diverse, anzi la frase standard alla richiesta del dovuto da parte dei giocatori, fornitori, creditori vari, è: LA PROSSIMA SETTIMANA!!

Guardi Stefano, di settimane purtroppo ne sono già passate molte. Ma siamo sempre allo stesso punto, euro freschi zero!!! Lei ha dichiarato ai giornali che non è venuto a Lecco per fare la guerra. Infatti, la domanda è sempre quella: a Lecco cosa è venuto  a fare??

La sua vicenda in riva al Lario ha peraltro molte analogie con quella di un altro personaggio che tentò di rovinare un’estate agli sportivi lecchesi. Lei Stefano si occupa di un ristorante con un socio nella marca trevigiana, invece Cala che come lei non trovò feeling a sufficienza coi lecchesi, costruiva alberghi sottomarini.

Pensi che accoppiata: sotto il mare un albergo e sopra il mare una bella collina trevigiana con il suo bel ristorante. Certo il mondo e pieno di genialità incomprese, ma che ci dobbiamo fare, così vanno le cose .

Certo se lei non avesse le seccature economiche che il Lecco le procura,quante iniziative si potrebbero realizzare. Pensi a come sarebbe più appagante una vita con soddisfazioni derivanti da investimenti fruttuosi come alberghi sottomarini e ristoranti collinari, ci si potrebbe aggiungere anche joint venture in Resort di Santo Domingo, dove pare ci siano alberghi anche per cani con piscina e tutte le comodità.

Ma forse sig. Galati il massimo è starsene in bermuda e ciabatte, sulla sdraio rimirando paletta e secchiello, mentre il mare languidamente suona sempre la stessa canzone e nell’aria si respira il profumo dei “bomboloni” appena sfornati.

Il calcio è materia strana, la lasci ad altri, infondo è meglio non uscire dal seminario.

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