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Calcio Lecco 1912

Toro, prometti che è solo un arrivederci

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Tempo di lettura 3 minuti

Che non sia facile, per me, essere imparziale quando si parla di Davide Castagna con la maglia della Calcio Lecco 1912, penso sia un’onesta ammissione e premessa da fare prima di portarvi con me in questo racconto.

Quando Joseph Cala si insediò in via Don Pozzi era il 16 luglio 2012 ed il “Toro” era un giocatore svincolato dopo la retrocessione dalla Seconda Divisione, un campionato perso a causa di un infortunio rimediato l’ottobre precedente in un’amichevole contro la Berretti.
Come tutti era interessato a capire quali fossero le sorti della sua squadra del cuore, ma con una “piccola” variante: lui quei colori li avrebbe portati sulla pelle e su tanti campi, forse con una fascia al braccio.
L’inizio del sogno ha una data ben precisa: il 31 agosto la CentoBluceleste trova l’accordo per rispedire l’italo-americano lontano da Lecco e si aprono le porte del “Rigamonti-Ceppi” per circa 50 giocatori, che il nuovo allenatore Fiorenzo Roncari deve selezionare e mandare in campo due giorni dopo.
Ciò che successe a distanza di 48 ore fa palpitare ancora i cuori solamente pensandoci: 1300 persone accorrono allo stadio per assistere alla rinascita dell’aquila, ma è il minuto 13 del primo tempo a cambiare per sempre il significato di quella giornata: angolo di Chessa dalla destra, Vaglio impatta di testa ma Pascuzzo è strepitoso nella risposta, la palla carambola sui piedi di Castagna, che scarica in porta un anno di rabbia, prima di correre sotto la Nord ed arrampicarsi sulla “remada”, quella cui era stato dietro fino a due anni prima.
La stagione è un crescendo di emozioni: 26 gol in stagione, i playoff incorniciati dalla rimonta da batticuore contro il Pontisola e i presupposti per un futuro roseo.

L’estate 2013 non porta però ad un riassetto societario definitivo, Castagna decide di rimanere nonostante le tante proposte ricevute diventando capitano della squadra, si riparte con Butti in panchina e tante incertezze da risolvere in poco tempo.
La stagione infatti non va per il meglio, il “Toro” riesce comunque a segnare 8 gol in un girone d’andata chiuso con 20 punti ed i playout troppo vicini per stare tranquilli.
Quando l’allenatore valmadrerese si dimette, la panchina passa prima a Gabriele Ratti e poi a Rocco Cotroneo, chiamato a risollevare i blucelesti dalle paludi della bassaclassifica, non necessariamente esprimendo un calcio propostivo.
Il mister calabrese applica alla lettera questo pensiero, schiera il Lecco con il 4-5-1 e per Castagna inizia una serie di panchine a causa dell’alternanza con l’amico CardinioStefano Mauri, che schierati in fascia assicurano più equilibrio e pericolosità, mentre Capogna al centro del tridente è uno dei pochi punti fermi della formazione.
Quando al 26′ di Lecco-Gozzano, nell’ultima partita di campinato, Cotroneo concede la standing ovation al “Toro” c’è d’avere i brividi: 600 persone in piedi ad applaudire l’uomo capace di far riaffezionare i tifosi al calciatore oltre che alla maglia.
L’annata si chiude con 12 reti in 32 partite, che nonostante le difficoltà gli valgono ancora il titolo di bomber della squadra a pari merito con Capogna (11 in campionato ed un gol in coppa per il romano).

Tutte le storie, si sa, hanno però dei momenti più difficili, è così anche per Davide è giunto il momento di dire “arrivederci” a tutti i suoi tifosi, per incompatibilità con la proprietà Galati, da cui avrebbe meritato ben altro trattamento, e la ricerca di una stabilità economica cui ha deciso di rinunciare più di una volta per l’affetto verso i colori blucelesti.
Nel suo futuro forse c’è la Pro Sesto di “papà” Roncari, forse il Pordenone per il grande salto nei professionisti, ma ogni lecchese può rivolgere un solo messaggio al “Toro”:

38 volte grazie, Davide!

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