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Calcio Lecco 1912

Figli e figliastri

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Da quando la Calcio Lecco è tornata nell’inferno della Serie D due anni e mezzo or sono, si sono spesi fiumi di parole sui suoi tifosi, specialmente sulla frangia organizzata. “Insostituibili”, “Fondamentali”, “Dodicesimo uomo”, i  commenti di coloro che difendono i colori blucelesti, qualsiasi sia il loro ruolo. Una realtà che, a conti fatti, continua a essere mal vista dal resto del mondo dilettantistico, viste le continue multe affibbiate dal Giudice Sportivo ogniqualvolta si presenti la minima occasione per gettare fango: “Razzisti”, “Violenti”, “Animali”, sono solo alcuni commenti sentiti e letti negli ultimi 900 e passa giorni.
I dati oggettivi, inoltre, certificano un accanimento verso Lecco e il Lecco sul piano della giustizia sportiva, vista la diseguaglianza usata nel giudicare la società di via Don Pozzi rispetto ad altre realtà che condividono la medesima categoria.

Trasferendosi per un attimo nella vicina e, a quanto pare, ultracivile Seregno, però, il clima non sembra molto più tranquillo: lo scorso 21 dicembre 2014, infatti, il presidente Di Nunno aggredisce verbalmente e fisicamente il guardialinee durante il match interno contro il Castiglione. Una squalifica fino al 20 febbraio, il minimo sindacale, e la faccenda può considerarsi archiviata.
Seppur non coinvolgendo direttamente i tifosi brianzoli, è evidente come la pena sia stata decisamente ridotta rispetto al fatto accaduto.
Rimanendo al “Ferruccio”, lo scorso 18 gennaio l’Olginatese s’impone meritatamente per 2-1 sui padroni di casa. E’ il finimondo: i brianzoli lanciano un fumogeno negli spogliatoi dei bianconeri e li aggrediscono fisicamente (in particolare Arioli, ndr), con l’accusa di provenire dalla provincia di Lecco.
Ci si aspetta una vera e propria stangata, una multa con i fiocchi corredata da almeno un turno da disputare a porte chiuse.
Non la pensa così Francesco Ricci, questo il nome del Giudice Sportivo, che si limita a squalificare Alessandro Cortinovis per l’espulsione rimediata in occasione del fallo che ha portato al rigore-vittoria per l’Olginatese.
Evidentemente le scuse via Facebook e telefono dell’addetto stampa Fabio Mariani devono essere bastate per chiudere la vicenda con una stretta di mano e una pacca sulla spalla.

Lo scorso 7 gennaio la Calcio Lecco, invece, rimedia 1800€ di multa, una cifra esagerata, corredata da diffida, considerando il contesto dilettantistico, “per avere propri sostenitori in campo avverso introdotto ed utilizzato, nel corso del secondo tempo, materiale pirotecnico ( 2 petardi ) che esplodeva con forte detonazione a pochi metri dal portiere della squadra avversaria, costringendo l’Arbitro a sospendere la gara per un minuto. Sanzione così determinata in ragione della recidiva specifica e reiterata nonché della idoneità del materiale pirotecnico utilizzato a cagionare danni all’integrità fisica dei presenti.”
Una decisione illogica,  visto che il portiere si trovava ad almeno venti metri di distanza dal petardo esploso in campo, mentre il secondo è stato fatto brillare all’esterno del terreno di gioco, dettata dal protagonismo da parte del direttore di gara Luca Zufferli, allora contestato dagli stessi giocatori bergamaschi del Ciserano.

“Un indizio è un indizio, due indizi sono una coincidenza, ma tre indizi fanno una prova”, diceva Agatha Christie.

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