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Calcio, l’ex bluceleste Ghislanzoni lascia il calcio: “Non c’è meritocrazia”

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L’annuncio è arrivato lunedì 21 settembre tramite un post pubblicato su Facebook, che ha obiettivamente lasciato un po’ di amaro in bocca a tutti coloro che l’hanno letto: Andrea Ghislanzoni, portiere lecchese di 21 anni, lascia il calcio dopo gli ultimi mesi passati da svincolato.
Scaduto il suo contratto annuale con la Giana Erminio (Lega Pro), l’ex bluceleste ha deciso di appendere i guanti al chiodo e di dedicarsi alla vita “normale”, fatta di “lavoro e sacrifici”, come da lui stesso descritta.

Classe 1993 e residente a Maggianico, “Gihsla” ha avuto una rapida ascesa nella sua carriera: alle tre stagioni con l’Olginatese (ben 61 presenze dopo l’approdo dal settore giovanile, ndr) l’hanno lanciato nel gotha lecchese, ovvero la Calcio Lecco 1912 di cui lui stesso è dichiaratamente tifoso; una stagione travagliata per lui (11 gettoni, ndr), il dualismo con De Toni e l’arrivo di Frattini che ha “risolto” la competizione facendolo “scalare” definitivamente in tribuna non gli hanno precluso il salto di categoria, destinazione Giana Erminio; qui si è tolto la soddisfazione di battere il Como in un derby deciso da un altro grande ex che risponde al nome di Manuel Sarao, ma anche in questo caso l’arrivo di un altro collega, Paleari nella fattispecie, non gli ha consentito di incrementare il buon bottino di 14 presenze inanellate nei primi 6 mesi.

Rimasto “a casa”, Andrea si è allenato con l’Olginatese in attesa di una chiamata che non è mai arrivata e l’ha spinto a prendere questa sofferta decisione.
“Ero talmente preso e dentro questo mondo malato che fui cosi ingenuo e stupido da tralasciare la scuola e metterla in secondo piano capendo solo ora quanto avevano ragione i miei genitori”, scrive nel lungo post, “So di essere stato uno fra quei pochi privilegiati che si potevano permettere di fare cio che amavano e godersi la vita dalla mattina alla sera perché questo è tutt altro che lavoro, ma ora cambio vita o per lo meno penso sia arrivato il momento di entrare nella vita normale fatto da un lavoro e sacrifici.”
Il problema? La meritocrazia, tanto sbandierata quanto vituperata: “Il calcio è diventato sempre più fatto da conoscenze senza le quali non vai da nessuna parte, la meritocrazia non esiste, il valore vero passa in secondo piano e in alcune circostanze se con te non hai qualche soldo da portare hai la porta sbattuta in faccia.”

In bocca al lupo per la tua nuova avventura “Ghisla”!

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