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Video | Calcio Lecco, Tacchinardi: «Siamo una squadra viva, la gente lo apprezza»

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Quello della Calcio Lecco di mister Tacchinardi sembra un campionato molto simile a una corsa a ostacoli.

Ogni giorno il tecnico deve fare i conti con defezioni derivate da squalifiche e infortuni, generalmente occorsi ad alcuni tra gli elementi più esperti della squadra. Per dire, Tacchinardi non ha mai avuto a disposizione Bertani e, di fatto, Corteggianomentre Rea e Cristofoli sono stati per due partite su tre. L’ultimo a iscriversi alla lista potrebbe essere Marco Moleri, scopertosi uomo gol a Ciserano, che ha lasciato anzitempo il “Rio Torto” per una lieve noia muscolare.

Per Tacchinardi la pendenza della strada si è inasprita ulteriormente: «Non mi aspettavo queste notizie, anzi, speravo di avere Corteggiano a completa disposizione e non fermo per altri venti giorni. Lui con questa maglia 0ha fatto molto bene, è un giocatore di spessore, personalità e gamba. Questo Lecco ha bisogno terribilmente di lui e di Marco Moleri, che è un trascinatore per questa squadra, in grado di giocare per la maglia e per la gente. La squadra è viva, e lotta con difficoltà oggettive a livello offensivo». Il Lecco avrà vita dura con lo Scanzorosciate: «Troviamo una squadra che viaggia a ritmo playoff nel girone di ritorno, sarà una gara molto complicata contro una squadra fastidiosa e con grande entusiasmo.»

Difficile fissare e rifissare continuamente gli obiettivi: «Vivo alla giornata, ogni volta c’è qualcuno con un problema nuovo. Ho il desiderio che questa squadra butti tutto sul campo come sta facendo in queste partite. Ovviamente, mi piacerebbe avere a disposizione Corteggiano, Bertani e Cristofoli, ma la situazione attuale non ce lo permette. A mio parere, la gente apprezza questa squadra per la voglia che ci mette in campo. Pensavo di avere una gruppo stanco in mano, ma in realtà abbiamo della gamba da spendere. Dobbiamo prenderci tre punti vitali contro lo Scanzorosciate, arrivare a quaranta vuol dire anche togliersi una bella scimmia dalla spalla.»

Mai dire mai, insomma.

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