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Calcio Lecco, il “Toro” Castagna: «La promozione è stata un salto nel passato. Si riparta da questa squadra»

Il 28enne attaccante del Villa d’Almè Valbrembana non si nega mai, quando si parla della “sua” Calcio Lecco 1912: «I miei amici? Trecento messaggi…»

Il "Toro" Civate e, dietro, Marco Moleri, civatese come lui
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Tempo di lettura 3 minuti

Via dal “suo” Lecco, ma solo fisicamente. Indubbio l’affetto che lo lega alla squadra della sua città, Davide Castagna, 28 anni e per tutti il “Toro di Civate”, mai distaccatosi dall’appartenenza alla causa bluceleste. Non se n’è distaccato dopo la rottura di legamento crociato, tibia e perone, non se n’è distaccato nell’estate del 2012, quando aspettò fino al 31 agosto la chiamata giusta per rimanere e chiuse la stagione con 25 gol all’attivo (36 in totale con questa maglia), non se n’è distaccato negli anni di Sesto, Fiorenzuola e Venegono Superiore, non se n’è distaccato neanche dopo il triste addio di dicembre 2017, capro espiatorio di una stagione andata poi a rotoli. Difficile perdere il filo del discorso quando il tuo “erede” Marco Moleri è in campo e gran parte dei tuoi amici sono dietro la recinzione ad ogni partita: domenica non ha neanche avuto il tempo di esultare per il gol segnato con la maglia del suo Villa D’Almè (girone B) che, una volta riacceso il telefono, si è trovato subissato dai messaggi ed è tornato a rivivere le tante emozioni colorate di bluceleste. E poi, c’era anche lui, seppur in tribuna, nella rosa retrocessa nel 2012 a Mantova: un bel peso, quindi, se l’è sicuramente levato di dosso insieme a Fall, Merli Sala e a coloro che erano in quella squadra.

«Me ne saranno arrivati trecento, erano tutti felici e contenti – spiega il “Toro” -. E’ stata una belissima domenica, il mio gol vale mezza salvezza per la squadra. Mentre rientravo verso casa pensavo ai momenti duri passati negli scorsi anni e alle belle soddisfazioni che ci siamo tolti. Sono felice per i ragazzi in campo e per i tifosi, ma non nego che almeno sugli spalti mi sarebbe piaciuto essere. Ci sarò per la Poule Scudetto, ovviamente…»

Da tifoso, anche Davide ha raccolto una gioia maturata nel tempo: «Il Lecco è tornato a essere quello vero, atteso e sperato per tanto tempo. Conoscevo tanti ragazzi della squadra e tanti altri ne ho incontrati in palestra già dai primi giorni di ritiro. Sono tutti seri e professionisti, sono stati bravi a costruire, con il mister, la cosa più bella, il gruppo. Si vogliono bene e si divertono dentro e fuori dal campo, si vede. Il mio ultimo ritorno? Fu sbagliato accettare, non c’erano le persone giuste, ma non si può mai dire di “No” alla squadra del cuore».

Guardando alla carriera, Castagna è tra i pochi a poter parlare di Calcio Lecco e Serie C, disputata nel 2010: «Faccio fatica a confrontare quella categoria con quella attuale. Ovviamente non sta a me decidere, non ne ho le competenze, ma quando si fa qualcosa d’importante l’ossatura della rosa va mantenuta. Ci sono degli equilibri interni da preservare attraverso la conferma del “ceppo” più solido, intorno a cui inserire giocatori con valori tecnici e umani adeguati».

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