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Bicio Ranieri, anima del Costa: «La filosofia non cambia, lavoriamo già per la A1»

Intervista con il “deus ex machina” della società brianzola, anima in campo e fuori, che svela i piani futuri: «Non c’è tempo per festeggiare, siamo già al lavoro per la A1: ci serve un aiuto concreto»

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Tempo di lettura 4 minuti

Un’emozione straordinaria che, paradossalmente, è già archiviata. Perché il traguardo più ambizioso da raggiungere è sempre il prossimo, ed è necessario lavorarci sin da oggi con impegno. La filosofia del Basket Costa Masnaga non è affatto cambiata dopo la promozione in Serie A1 raggiunta sabato scorso. Anzi: l’asticella si alza da subito. Esemplare interprete di questa filosofia è Fabrizio Bicio Ranieri, direttore tecnico e vero “motore” del Costa.

Ranieri, quali sensazioni state vivendo a Costa in questi giorni?
«Ho detto scherzosamente che siamo in un bel pasticcio: significa comunque che il territorio ci deve dare una mano, noi abbiamo messo qualità ma non bastano più le amicizie, per fare un progetto duraturo serve che qualcuno intervenga in maniera importante dando continuità. Le trasferte saranno più lunghe e dovremo tutelare di più l’aspetto agonistico. Stimiamo un esborso di almeno 50mila euro in più. Oltre a quello economico c’è anche il discorso federale, ci aspettano tante gare e obblighi giustamente più stringenti in termini di strutture e organizzazione. Per un anno ce la possiamo fare, ma per provare a mantenere la categoria per qualche anno abbiamo bisogno di aiuto».

Ci saranno festeggiamenti particolari?
«Non è nella mia indole, quindi non li organizzerò io. Qualcuno mi ha detto “sono stufo di farvi i complimenti”. D’altra parte tre scudetti con Under 14, 16 e 18, la vittoria della Coppa italia di A2, ora la promozione in A1: i risultati sono stati straordinari. In paese l’entusiasmo è alle stelle, anche dall’Amministrazione comunale. Ce lo godiamo, ma questi sono i momenti in cui non smettiamo di lavorare per agganciare nuovi contatti. E poi c’è da pensare ancora a diverse finali nazionali col settore giovanile, alla riorganizzazione del settore maschile e, ovviamente, alla prossima A1».

Qual è stato il momento più difficile in stagione?
Non c’è stato un punto critico, abbiamo subito soltanto quattro sconfitte su 30 gare e distribuite nell’arco della stagione, di cui due contro Udine. La difficoltà è stata piuttosto nella costruzione del gruppo, siamo molto attenti e pretenziosi e non riuscivamo a capire se le ragazze avessero la volontà di risolvere i problemi con un obiettivo comune. Le giovani si sono dimostrate più mature di quanto pensavamo, a quell’età devono rinunciare a un po’ di libertà per stare in palestra ma lo hanno fatto con convinzione. Forse avere fatto capire loro che la società non aveva paura di affrontare la A1 ha aiutato».

Quando avete capito che il traguardo poteva essere raggiunto?
«All’inizio del ritorno abbiamo subito due sconfitte, poi la delusione in Coppa Italia. Al ritorno abbiamo affrontato due formazioni competitive come Alpo e Castelnuovo Scrivia e abbiamo vinto. Anche nei play-off, dare 28 punti in gara uno a Sanga Milano ci ha fatto capire quanto fossimo forti».

Questa squadra cambierà o rappresenta una base per la A1?
«Ci siamo trovati lunedì pomeriggio con lo staff tecnico e l’idea di base è aspettare che Pirola scelga se affrontare questo campionato o meno (per impegni di lavoro, ndr), ma l’impianto non subirà modifiche rispetto alla nostra filosofia. Abbiamo lavorato per anni per avere un settore giovanile all’altezza e ci prenderemo i rischi e anche qualcosa in più per valorizzare le nostre ragazze. Dopo essere state protagoniste in A2 devono avere chance di proporsi anche a livello di A1».

La gente ha risposto al vostro appello per ospitare le ragazze nelle famiglie masnaghesi?
«Ci stiamo lavorando. Sicuramente abbiamo tre famiglie, altre devono darci risposte definitive. Abbiamo iniziato noi stessi a contattare atlete importanti e meritevoli. I contatti aperti sono tanti».

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