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La Lnp ai ministri: «Sia fatta chiarezza, lo sport riconosciuto dal Coni non è amatoriale»

In attesa del nuovo Dpcm che prevede una stretta sugli sport di contatto, ci si divide sul significato di “amatoriale”. «Vogliamo distinzione netta con operato di federazioni e associazioni sportive»

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Il nuovo Dpcm che a breve verrà firmato dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha scatenato, sui social, nelle piazze, nelle chat via telefono, le più svariate reazioni da parte degli sportivi, praticanti, appassionati e addetti ai lavori.

A causa della ripresa dei contagi della sindrome Covid-19, l’intezione del Governo sarebbe quella di dare una stretta alla pratica sportiva amatoriale delle discipline «da contatto». E subito è scattata la ridda di interpretazioni sul reale significato del termine “amatoriale”.

La Lega Nazionale Pallacanestro, a nome suo e in rappresentanza del Comitato 4.0, ha reso noto di avere indirizzato tramite il presidente Pietro Basciano, con massima urgenza, una richiesta al ministro dello Sport, Vincenzo Spadafora, e al ministro della Salute, Roberto Speranza. Finalità della missiva, conoscere se esiste, nel provvedimento, una reale, netta e chiara distinzione tra sport dilettantistico, come tutto quello non soggetto alla Legge 91, e sport amatoriale. Inteso, questo, come «attività praticata da soggetti non iscritti a società sportive o enti di promozione sportiva, finalizzata al raggiungimento e al mantenimento del benessere psico-fisico della persona».

Si tratta di una cosa ben diversa rispetto alla pratica di attività sportiva agonistica, sia pure in regime di dilettantismo (come tutto lo sport non soggetto alla Legge 91), ma svolto a livello continuativo, sistematicamente ed esclusivamente in forme organizzate dalle Federazioni sportive nazionali e dagli enti di promozione sportiva riconosciuti dal Coni.

«Questione trattata con superficialità»

«Non è accettabile che la materia in questione venga trattata, e comunicata, con tale superficialità, coinvolgendo decine di migliaia di tesserati, che vivono di questo come unica forma di reddito – spiega la Lnp – E, di conseguenza, le loro famiglie. Tra le quali in queste ore si è fatto largo un fortissimo senso di disagio e preoccupazione, facilmente immaginabile, a seguito di quanto veicolato dagli organi di informazione».

Nelle prossime ore, con il Dpcm, anche su questo verrà fatta chiarezza, e il mondo dello sport confida in una lettura lucida della situazione da parte del Governo. Qualsiasi altra interpretazione, al netto dell’attuale situazione di emergenza sanitaria, sarebbe decisamente fuori luogo.

Il nostro commento

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