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Più pubblico in stadi e palazzetti: da lunedì il nuovo decreto del governo

Capienza aumentata al 75% per gli impianti all’aperto e al 60% per quelli al chiuso. Ghirelli (Serie C): «È un fatto positivo, un segnale, ma non basta»

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Da lunedì 11 ottobre gli impianti sportivi italiani potranno accogliere più spettatori. Il nuovo decreto del Governo Draghi riapre completamente i luoghi della cultura e permette di riempire per tre quarti gli spalti degli stadi. Per le discoteche l’asticella è fissata al 50% al chiuso, 75% all’aperto, per lo sport 60% al chiuso, 75% all’aperto. È già iniziato il conto alla rovescia anche per tutte le realtà lecchesi.

Ghirelli promuove

«L’apertura al pubblico negli stadi fino al 75% decisa dal governo Draghi è un fatto positivo. L’obiettivo del 100% è volto prevalentemente a dare un segnale al Paese di ripartenza e di normalità», ha commentato il presidente della Lega Pro Francesco Ghirelli. Il numero uno della Serie C ha dimostrato soddisfazione ma ha aggiunto alcune riflessioni: «Il sottosegretario Valentina Vezzali, che ringrazio, con lucida intelligenza ha sollecitato ed ottenuto questo provvedimento. Ora, però, è necessario risolvere una contraddizione, la più stridente, vale a dire il rischio che aumentino i costi per i club legati alla sicurezza. Intendiamoci, la sicurezza va garantita, è una scelta irrinunciabile. Questo obiettivo è conciliabile con i costi, dobbiamo evitare spese inutili ed eccessive. I club, già sfiancati dalla pandemia, vivrebbero una situazione di difficoltà qualora non venisse rimodulato il calcolo del numero degli steward. Già da tempo non veniva più calcolato sulla capienza dell’impianto ma sulla media degli spettatori effettivamente avuta negli ultimi due campionati. Oggi, il riferimento, dopo due anni di “vuoto” negli stadi, deve basarsi sull’effettiva media delle presenze degli spettatori nelle precedenti giornate di campionato e su questo applicare il criterio di un servizio di stewarding. Si può prevedere un tempo di verifica su cui poi eventualmente modificare i parametri di riferimento».

«Se non si operasse così, non solo faremmo una cosa sciocca ma saremmo noi stessi causa di aumento di fibrillazioni che non sono utili – ha aggiunto Ghirelli -. Questo è un tema che ho portato all’attenzione del ministro Lamorgese, del sottosegretario Vezzali e del capo della Polizia Giannini; mi auguro che il problema venga risolto e, ove necessario, si convocasse un tavolo di discussione perché club e questure, lungi da me non rispettarne l’autonomia, abbiano una indicazione di indirizzo omogeneo».

Il presidente Ghirelli è andato oltre: «Aprire al 100% è un segno di speranza ma, esclusi casi rarissimi, il riempimento totale degli stadi non avveniva nemmeno prima del Covid.  Dobbiamo sapere che era in corso un distacco dallo stadio, che la pandemia ha accentuato la paura e un cambio ancora più netto delle abitudini degli italiani. L’atteggiamento degli ultras di non entrare fino a quando non si arriverà ad una capienza del 100% non ha dato una mano».

«Dobbiamo rispettare le regole del distanziamento sociale, della sicurezza per la salute e quello che si vede negli stadi non è uno spot che incoraggia chi ha paura del virus. Tuttavia, dobbiamo incoraggiare il ritorno alla normalità, riportando il pubblico negli stadi. Dopo sette giornate di campionato, in Serie C la media spettatori è del 35% per questo i club stanno lavorando ad iniziative perché i tifosi tornino allo stadio e ad innamorarsi del calcio», ha concluso Ghirelli.

Nuovo decreto: cosa cambia dall’11 ottobre

Ritorna quindi la possibilità di riempire al 100% le sale cinematografiche, teatrali e da concerto, anziché soltanto all’80% come suggeriva il Cts. Serve sempre il Green Pass. Questo in zona bianca, perché in gialla il limite al chiuso scende al 50%. Di spettacoli all’aperto con l’arrivo dell’inverno ce ne saranno molto pochi, ma la capienza in questo caso potrà arrivare fino al 100%. Le autorità di pubblica sicurezza potranno sospendere gli spettacoli qualora non sia possibile rispettare le disposizioni di sicurezza anti-Covid. “Invitiamo gli italiani a tornare a vivere la cultura in tranquillità e sicurezza”, l’appello del ministro Franceschini.

La capienza in ogni caso potrebbe essere modificata al mutare del quadro della pandemia. In zona bianca e gialla in relazione all’andamento della situazione epidemiologica e alle caratteristiche dei siti e degli eventi, potrà essere stabilita una diversa percentuale massima della capienza consentita. Tutto in divenire, dunque.

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