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Post partita | Fracchiolla: «Prestazioni non giustificabili», Zironelli: «Mi aspettavo la partita della vita», Iocolano: «Dare di più, tutti»

Prestazione a dir poco scialba dei blucelesti al “Briamasco”, che ora se la vedono brutta: il Seregno e la zona play off distano solo due punti

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Tempo di lettura 7 minuti

Buonanotte Lecco. A Trento arriva quello che temi, ma non ti aspetti: una prestazione molle e senza nerbo, arrendevole. Neanche orribile, dal punto di vista tecnico, ma che ha visto una squadra composta da giocatori in grado, per la gran parte, di guardare al proprio orticello e nulla più. Troppo poco, decisamente troppo poco per portare a casa punti dal “Briamasco”, dove i padroni di casa hanno messo in campo un gioco tipico della terza serie, che ha avuto in Pasquato il perno fondamentale. Ovviamente, su staff tecnico e dirigenza tornano ad aleggiare spettri nefasti, ma è chiaro a tutti che i problemi sono ben più profondi.

Trento-Lecco: le parole del diesse Domenico Fracchiolla

Il Direttore Sportivo prende parola:
«Chiedo scusa alla piazza di Lecco, è il punto sicuramente più basso della mia gestione. Tengo molto a questa piazza e questo mi fa male. Mi sembra doveroso fare questo gesto, da stasera siamo tutti in discussione, soprattutto i giocatori perché determinate prestazioni non sono giustificabili».

Si aspettava un cambio di passo, sembra una squadra rassegnata:
«Ognuno di noi deve prendere atto di quello che sta accadendo, la squadra è entrata in campo con paura. Sono loro a dover cambiare atteggiamento, così si fa poca strada».

Per tante ragioni oggi era necessario avere il sangue negli occhi. L’ultimo posto non è lontano:
«C’è un concorso di colpe, tutti noi dobbiamo metterci in discussione. Sono state settimane pesanti che si sono riversate sulla squadra; non c’è da salvare niente, non abbiamo attraversato un periodo normale. È il punto più basso di queste settimane, il discorso dev’essere ampio: personalmente mi sento di essere quello con meno colpe».

Prenderete provvedimenti?
«Valuteremo con il presidente, ci confronteremo con lui prima di andare avanti».

Si parla del mercato di gennaio?
«È presto per farlo, personalmente parlando il discorso è più ampio e tocca anche il rispetto. Se questo gruppo ha dignità, deve tirare fuori gli attributi perchè questa piazza merita tanto e avevo chiesto di onorare la maglia».

Qual è il miglior modo per ripartire?
«Il problema siamo noi in questo momento e dobbiamo riflettere. Sono qui anche per questo, serve lucidità nel post partita e determinate uscite hanno fatto il loro».

La ricetta per reagire?
«Ne abbiamo provate tante e abbiamo anche subito troppa pressione rispetto ad altri posti. La riflessione dev’essere più profonda: se si va avanti, bisogna farlo in un determinato modo».

Ha sentito il presidente?
«Certo, anche durante la partita. Le decisione spetta a lui».

Trento-Lecco: le parole di mister Mauro Zironelli

Mister, la squadra avrebbe dovuto darvi una mano, ma questo non si è visto:
«Onestamente mi aspettavo di vedere la partita della vita, ma questo non è successo. Non abbiamo praticamente avuto occasioni e abbiamo preso gol su due palle inattive. Mi dispiace che, nonostante la settimana punitiva, sia andato in campo una squadra scarica: aver cambiato probabilmente non ha pagato, oggi siamo stati teneri. Da quando siamo quinti in classifica continuano a rompermi i coglioni e non ne capisco il motivo: dai e dai, c’è stata questa inversione di marcia; mi aspettavo più carattere, ma abbiamo perse tutte le certezze che avevamo. Abbiamo cambiato delle cose, gli interpreti no e la musica non è cambiata».

Si aspetta l’esonero?
«No, non esiste pensarci. Mi sono dimesso una volta in vita mia perché non venivo pagato, ma era chiaramente una situazione diversa. Cambiando la settimana abbiamo ottenuto la sconfitta peggiore: se la continuità dev’essere fare i doppi quando si è nei play off, va bene».

Com’è possibile vedere questo atteggiamento da parte di determinati giocatori?
«Probabilmente non gli è mai capitato di fare una settimana con dieci allenamenti, ma ho subito detto che mi aspettavo qualcosa di diverso».

Il rapporto con i giocatori è ancora di apprezzamento?
«Ho ricevuto degli attestati di stima e fiducia, posso pensare che durante l’ultima settimana ci fosse un carattere diverso. Non è stato così ed è stata una sorpresa, viste le parole… Io ho avuto 36 allenatori e a volte i giocatori passavano dal camminare al correre in base al tecnico; non è il nostro caso, forse è stato caricato troppo il sistema».

Chi ha scelto di fare i doppi allenamenti?
«Bisogna cercare di trovare delle soluzioni con lucidità, se poi dobbiamo arrivare scarichi la domenica non è il caso. Quando la società ti dice di far qualcosa, lo fai perché non può andare in scena un ammutinamento».

Le mancanze di Tordini e Petrovic?
«Tordo aveva una caviglia in disordine, non aveva più di mezz’ora».

In fase offensiva Ganz è stato servito poco:
«Eravamo partiti con tre centrocampisti e due punte che avrebbero dovuto duettare. Nei primi 20′ in mezzo sono stati recuperati dei palloni, poi sul secondo calcio piazzato abbiamo preso gol. La cosa è incredibile, ci abbiamo lavorato tutte le settimana, ma ancora una volta ci siamo fatti sorprendere: può capitare, ma altre volte siamo riusciti a reagire».

Errore di Pissardo sul primo gol?
«Sicuramente l’ha respinta corta, ma avremmo dovuto proteggere il portiere e certe cose le diciamo dalla prima partita interna con il Legnago. Capisco il pagare dei centimetri rispetto agli avversari, ho cercato di mettere più fisicità ma non è andata bene».

Celjak e Battistini faticano:
«Sono giocatori che hanno fatto la categoria e abbiamo bisogno soprattutto del loro aiuto, in questo momento servono come il pane. Mi dà fastidio l’aver visto la squadra mollare a inizio ottobre, quando è stato detto che avremmo dovuto essere secondi o quinti. Non siamo ultimi, voglio dire, siamo partiti da lontano per esserci in questa situazione. Settimana dobbiamo riconquistarci la gente in casa nostra, lì serve far vedere gli attributi: avremo i primi, quale miglior occasione per farlo?».

Trento-Lecco: le parole di Simone Iocolano

Simone, non ci capisce il timore che attanaglia questa squadra:
«Se lo sapessi fino in fondo, prenderei i ragazzi e glielo trasmetterei. Oggi sarebbe andato bene anche pareggiare, lo dico senza problemi. Quello che salta all’occhio è il prendere i gol per mancanza di attenzione: dalla Serie A alla Terza Categoria, se ti manca lo 0,1% di attenzione lo prendi. Se uno, in questo momento, sente di dare il 101%, deve capire che non basta: la voglia, comunque, non manca. Noi frastornati per i doppi allenamenti? Va fatto, certe volte, perchè bisogna metterci la faccia e sono il primo a farlo».

Sei stato il più volitivo, anzi l’unico:
«Mi fa piacere sentirlo, ma non m’interessa; oggi sono distrutto, ci sono già passato prima e non tutti sanno cosa serve per venirne fuori evidentemente. Non basta dare tutto in 26, quando si è in un gruppo di 27 giocatori: bello quando i tifosi ti applaudono e caricano, stanno avendo molta pazienza e anche oggi ci hanno spinto, cantando per tutta la partita. Che gli vuoi dire?».

Nello spogliatoio come avete visto Zironelli?
«C’è bisogno di uno come lui nel calcio, se sono qui è anche perché è arrivato a Lecco. Parlo personalmente: penso che nessuno abbia problemi con lui, almeno mi auguro di sapere una cosa giusta. Non c’è cosa più bella che giocare a calcio e ora lo si sta buttando via».

Presi tre gol da una squadra non di grande forza:
«Il Trento, in questo momento, rispetto al Lecco è primo in classifica. Perché contro il Padova abbiamo fatto una prestazione incredibile e oggi no? Evidentemente ci mancano delle sicurezze, perse per strada, che vanno ritrovate. Senza quelle, possiamo non vincere contro una Serie D: oggi nessuno ci ha chiesto di andare in campo per vincere; in questo momento va bene anche pareggiare prendendo cento tiri in porta e facendone zero».

Anche i giovani hanno perso l’esuberanza:
«Vero, dopo il 2-3 di Galuppini abbiamo accusato il colpo. Personalmente non mi sono fermato lì, il calcio ti dà l’opportunità di passare dalle stalle alle stelle. Tutti si dimenticano delle belle e delle brutte prestazioni: noi non riusciamo a mettere via le negatività. I miei compagni mi hanno sempre insegnato a prendermi le responsabilità del caso, se non si vince evidentemente quel che si fa non basta».

Come ti senti a livello atletico?
«Sto bene, fortunatamente, lavoro per non averne e star bene quando si arriva alla partita. Penso di poter dare sempre di più, oggi abbiamo perso 3-0, i complimenti mi entrano da una parte ed escono dall’altra. Quando tutti non girano, nessuno spicca».

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