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Post partita | De Paola: «Siamo degli eroi». Morosini: «A mio agio nel ruolo preferito». Lora: «Stiamo facendo qualcosa di straordinario»

I blucelesti battono il Trento nonostante la doppia inferiorità numerica. Il Pirata loda i vecchi: «Hanno dato tutto in una situazione difficilissima»

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Tempo di lettura 5 minuti

Godimento a livelli di guardia in casa Lecco. I blucelesti rimangono in dieci per 62′ contro il Trento per l’espulsione dell’ingenuo Vasic, poi Andreano ci mette del suo e caccia il subentrato Sparandeo, lasciando le Aquile di casa addirittura in nove durante l’infuocato finale. Dalle parti di Pissardo passa qualche pallone da apnea, ma nulla che riesca ad andare oltre le sue spalle: alla fine la squadra di mister Luciano De Paola capitalizza l’uno-due firmato Nesta-Morosini, resiste al ritorno degli ospiti dopo il gol di Bocalon e alla fine esulta alla grande in mezzo ai bei tre settori del “Rigamonti-Ceppi”. La qualificazione ai play off è cosa fatta: chi ci avrebbe scommesso, due mesi fa?

Post Lecco-Trento: le parole di mister De Paola

Mister, bravi e un po’ ingenui:
«I primi cinque falli che hanno fatto non hanno portato a delle ammonizioni, per noi è stato diverso. Sulla seconda ammonizione di Sparando mi sarei aspettato una finezza da parte dell’arbitro per non rovinare la partita. Penso che siamo degli eroi, nel calcio di oggi i giovani giocano poco e il Lecco sta dando dimostrazione di grande personalità giocando con 5-6-7 under ogni partita, contro un Trento quasi senza under. Faccio i complimenti anche ai miei cinque vecchi, che sono stati eccezionali in un momento di grande difficoltà: erano pronti per giocare a 4, stanotte ho deciso di cambiare e mentre in campo il 3-5-2 per non evitare di andare in grandissima difficoltà. Dovete essere orgogliosi dei ragazzi che ».

Oggi è scoppiato qualcosa di positivo con la piazza:
«Si è creata un’empatia fortissima dal mio arrivo, in centro città tante persone mi fermano per ringraziarmi, ma devono farlo con i ragazzi perchè ci mettono cuore e anima. Se undici giocatori che hanno un po’ di qualità corrono, vincono quasi sempre contro quelli più forti tecnicamente. Nel calcio di oggi fai una fatica incredibile se giochi di fino».

Questa partita sarebbe potuta finire con un punteggio rotondo senza show arbitrale:
«Dell’arbitro non parlo, è normale che possa avere una giornata no, ci può stare. Intensità? Quando ho analizzato la partita stamattina, ho pensato che oggi avremmo potuto lottare per i play out per quello che era stato il nostro percorso fino a gennaio, mercato compreso. Abbiamo fatto tutto con l’anima, questa squadra ha un’arma, quella dell’intensità, che tanti altri non hanno. Viviamo su corsa, cattiveria, sul far scoppiare la palla nei contrasti. Poi ci sono il gol di Nesta all’incrocio, quelli di Ganz e di Morosini: i vecchi hanno dato una grandissima mano, i complimenti vanno soprattutto a loro».

Chi entra dà un grande apporto, oggi si è rivisto:
«Anche undici contro undici abbiamo vinto bene, in casa e fuori. Quando ci sono tutti gli effettivi, possiamo fare molto bene: ci mancavano anche Marzorati e Merli Sala, eravamo in grandissima emergenza e giocare a 3 ci ha dato una grande mano. Ieri ho chiamato Giudici e gli ho detto che non è in un grande momento, ma entrando dopo avrebbe potuto fare benissimo e così è stato. E poi c’era un rigore che io avrei dato, frutto di una grandissima giocata».

Nesta 17° giocatore in gol:
«Dopo partita con l’Albinoleffe gli ho detto che avrebbe potuto provare questa giocata, oggi ha avuto anche un culo della Madonna… (ride, ndr)».

Tandem Buso-Ganz:
«A Sestri ha fatto 16 gol in quella posizione. Con Petrovic e Nepi non mi è piaciuto neanche un po’, con Ganz giocano bene tutti ed è una cosa riproponibile».

Post Lecco-Trento: le parole di Morosini

Tommaso, ottima prestazione oltre al gol:
«Aldilà del gol è arrivata la mia prestazione e anche quella della squadra, avendo il pallino del gioco e la possibilità di far male, poi l’espulsione ha cambiato. È un segnale vincere questo tipo di partite, creando anche in 10. Sono contento di tutti, anche di chi è entrato».

Morosini è tornato:
«Finalmente! Ganz mi ha dato una mano facendo perdere il contatto al portiere con la palla. Gli episodi spesso cambiano le partite, magari tre mesi fa non mi riuscivano determinate cose che oggi vanno bene».

La posizione è quella che gradisci?
«Io sono una mezzala, ho sempre fatto la mezzala. Il 4-4-2 non agevola il tipo del lavoro e mi sono adattato, ma posso farlo. Lora, Masini e Kraja hanno maggiore attitudine al ruolo, oggi sono stato messo dove preferisco».

Post Lecco-Trento: le parole di Lora

Filippo, la tua prestazione più difficile?
«La migliore non saprei, la più difficile sicuramente. Sicuramente abbiamo sofferto, in 10 dal 40′ contro una squadra che ha dei valori importanti. Prendere gol al 10′ del secondo tempo ha aggravato sicuramente la situazione, ma abbiamo dato una dimostrazione di solidità pazzesca. Siamo stati bravi a capire cosa ».

Cambio di modulo da un giorno all’altro:
«Il sistema usato oggi si sposa bene con gli interpreti, per me è stata una piacevole sorpresa anche se a centrocampo ho fatto tutti i ruoli. Giocare con Morosini mezzala è stato un valore in più per tutti quanti, ha fatto un’ottima partita come tutti. Per 40′ mi sono divertito, poi onestamente meno (ride, ndr)».

Sulla direzione arbitrale:
«Sono onesto, c’erano un paio di episodi a nostro favore che non lo sono stati, come il fallo su Nepi da rigore. Il rigore su Luca non saprei, devo rivederlo. I mezzi falli poi… Si può sempre pretendere qualcosa in più in quelle situazioni. L’espulsione di Sparandeo? Non ha detto niente, ero vicino e posso testimoniarlo. Mi dispiace per lui, non se lo meritava».

61′ in inferiorità numerica, ma il centrocampo ha retto:
«Anche se abbiamo cambiato sistema, in settimana facciamo un allenamento con determinati principi e, pur soffrendo, abbiamo retto sotto stress. Ormai i principi sono nostri, eravamo preparati sotto tutti i punti di vista».

Siete ufficialmente nei play off:
«Abbiamo fatto una cavalcata importantissima per due mesi, non era scontato prima di allora essere quinti a quattro giornate dalla fine. Abbiamo fatto qualcosa di straordinario e questa straordinarietà va mantenuta il più possibile. Serviranno altri sforzi, ma c’è da farci i complimenti per andare ancora oltre qualcosa di non normale».

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