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Ferrini is back: «Finalmente ho chiuso un capitolo particolare della mia carriera»

Dopo 136 giorni il difensore torna in campo contro la Pro Vercelli, la stessa squadra che lo aveva visto infortunarsi nel girone d’andata. «A Lecco sto bene, ho rifiutato proposte più sicure per restare»

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Tempo di lettura 4 minuti

Il cerchio si è chiuso al “Rigamonti-Ceppi”. Manuel Ferrini è tornato in campo dopo 136 giorni proprio contro la Pro Vercelli, la squadra di fronte alla quale si era infortunato lo scorso 25 settembre durante il prepartita, con le squadre già schierate sul campo del Piola in attesa del fischio d’inizio. Una frattura del terzo distale del perone sinistro che lo ha costretto a un lungo stop, culminato con il rientro – positivi i suoi 20′ in campo – proprio nella partita casalinga contro i piemontesi, terminata 0-2 per gli ospiti. Alla vigilia della trasferta di Gorgonzola contro la Giana Erminio, il difensore mancino ha raccontato le emozioni del ritorno e le scelte di mercato che lo hanno confermato in bluceleste.

Prepartita di Giana-Lecco, parla Manuel Ferrini

Manuel, sei fresco di rientro in campo: com’è stato e come l’hai vissuto questo ritorno dopo 136 giorni?
«È stato un momento molto bello per me, che lì per lì forse non ho neanche realizzato. La sensazione di poter tornare in campo e tornare a giocare è stata molto importante e ha chiuso un capitolo un po’ particolare della mia carriera, perché non avevo mai avuto infortuni così lunghi. È stato un modo per metterselo alle spalle definitivamente».

Che sensazione hai avuto? C’è stato tempo per emozionarsi oppure, visto l’andamento della partita, hai pensato solo a recuperare?
«In quel preciso momento non ho realizzato, mi sono subito calato nella parte di quello che richiedeva la partita, cercando in tutti i modi di provare a recuperare il risultato. Solo a distanza di una o due ore dalla fine del match ho realizzato che finalmente ero tornato in campo».

I recuperi si fanno sempre per step. In questo momento a che punto sei? Quanto ti manca per essere a completa disposizione di mister Valente?
«Ora mi sento bene, mi sento recuperato perché non ho più fastidi né acciacchi. Non so ancora quando arriverò ad essere proprio al 100%, però ragiono giorno per giorno. Soprattutto nelle ultime settimane ho lavorato bene e sto acquisendo maggiore condizione; cerco ogni giorno di essere più in forma».

Guardiamo al quadro generale: la squadra vive un momento difficoltoso, anche a causa dei tanti infortuni muscolari. Lo ritieni un momento di difficoltà fisiologica? Vi siete dati qualche spiegazione?
«Qualche infortunio di troppo ha inciso, ma non lo stiamo vivendo come un calo o una situazione negativa. Sappiamo che nelle ultime partite sono stati i dettagli a fare la differenza e analizzando i video sappiamo che dobbiamo metterci ancora più concentrazione e determinazione. Per il resto stiamo bene mentalmente, c’è una bell’aria nello spogliatoio e non siamo minimamente preoccupati».

Nello spogliatoio sono entrati cinque nuovi giocatori nel mercato di gennaio. Anche l’anno scorso tu eri arrivato a gennaio: come procede il riassestamento dopo questi ingressi?
«Quando ero arrivato io la situazione era più complicata perché si era cambiato tanto e c’era da ricostruire un gruppo. Quest’anno il gruppo c’è già, siamo belli coesi e uniti, quindi è molto più semplice inserire i ragazzi nuovi. Si sono dimostrati subito molto disponibili e non hanno avuto difficoltà ad integrarsi».

Il direttore sportivo Minadeo ha spiegato che hai rifiutato anche un anno e mezzo di contratto da altre parti per rimanere a Lecco. Come mai hai fatto questa scelta professionalmente così rischiosa?
«Non nascondo che mi sono arrivate offerte che mi avrebbero permesso di avere più sicurezza per il futuro allungando il contratto, ma onestamente non vedo il motivo per cui cambiare: a Lecco sto veramente bene. Sono in una società seria che ha stima in me, con un direttore che mi è sempre stato vicino nonostante l’infortunio e un mister che mi ha sicuramente migliorato come giocatore. Ho un legame particolare con tutta la squadra; è una scelta che sento mia e spero in questi mesi di riprendermi quello che ho lasciato per strada a causa dell’infortunio, chiudendo in bellezza sui livelli con cui avevo iniziato».

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