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Lecco e Valente al debutto nei play off: «Non vediamo l’ora, ci sono tutti. Sui rigori…»

Mercoledì sera è in programma il primo atto degli spareggi promozione al “Rigamonti-Ceppi”: arriverà una Giana in un grande momento di forma, vincitrice consecutivamente a Cittadella e Trento

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Tempo di lettura 4 minuti

Terzo atto stagionale tra Lecco e Giana Erminio. Mercoledì sera – si va verso le 20.45 – il “Rigamonti-Ceppi” tornerà a ospitare una gara di play off a tre anni scarsi di distanza dalla leggendaria finale di ritorno del 2023. I blucelesti ci arriveranno con il rebus legato alle scorie di Crema, mentre i biancoazzurri sono reduci da un grande finale di stagione con serie aperte di vittorie ottenute a Cittadella e Trento nel primo turno della fase regionale. Argomenti trattati all’interno della conferenza stampa prepartita con mister Federico Valente.

Prepartita Lecco-Giana Erminio, l’intervista di Valente

Prende la parola mister Valente:
«Sento che la città si sta caricando, chiedo a tutti sostegno in questo percorso. Se tutta l’energia viene trasmessa in modo positivo per prendere una direzione importante, ora inizia il gioco “vero” dopo una lunga preparazione: quello che è stato fatto non si cambia, non vediamo l’ora di scendere in campo, riempiamo lo stadio e diamoci un’atmosfera di gioia».

Dovete trovare il modo di concretizzare:
«Che siamo più forti della Giana è tutto da dimostrare, se prendi gol devi poi reagire. Va indirizzata la partita, poi vedidamo il Cittadella che rischia di prendere il 2-3 al 94′: come squadra sono tutti a disposizione, mi fa piacere che ci sia concorrenza».

Torniamo sulle parole di Furlan a Crema:
«Quello che c’è stato è stato analizzato, un uomo di esperienza come lui ha rosicato. Ne abbiamo parlato a lungo, era deluso per non aver preso il terzo posto: non è sempre facile valutare a mente calda. Il giorno dopo abbiamo rimesso a posto le cose. Ho fatto tanti tornei: devi avere tutti a disposizione, ora abbiamo l’obiettivo di passare il turno mercoledì e poi capire quale sarebbe il turno successivo».

Hai tutti i difensori: come pensi di utilizzarli?
«Sono tutti a disposizione anche dal primo minuto, altro tema è la loro durata. A Marrone abbiamo dato 4-5 giorni in più per non rischiare, Sipos aveva la febbre come Kritta e si sono ripresi. Bisogna fare le scelte, facciamo le valutazioni su chi giocherà».

I possibili rigoristi:
«Dopo ogni rifinitura i giocatori hanno 5-10′ liberi e fanno i rigori. La mia opinione è che non obbligo a calciare un rigore: Zanellato può non sentirsela di battere, possono esserci delle giornate si o no, se uno sbaglia è poi facile puntare il dito. Ha preso la responsabilità di tirarlo. Anche sulle punizioni dirette lascio la scelta individuale: se andremo ai rigori chiederò chi se la sente, non puoi mai simulare la situazione della partita e per questo i rigori sono la cosa più difficile da allenare».

Quanta pressione c’è?
«I play off danno un’altra dinamicità, dopo lo 0-1 mi sono concentrato su Trento-Giana perchè la sensazione era che la partita importante fosse quella. Hanno avuto momenti alti e bassi, un gioco molto flessibile e con mister Espinal mi sono subito capito bene perchè ha un’idea di calcio simile alla mia: ieri poco possesso, ma tante occasioni e dovremo stare attenti alle ripartenze. Mi fa molto piacere il percorso di Galeandro, ha trovato lo spazio per giocare: sarebbe il momento di non fare il Galeandro di queste ultime settimane».

Cosa rimarrebbe in caso di eliminazione?
«Che siamo arrivati terzi a pari merito dopo aver iniziato un percorso triennale a febbraio 2025. Capisco benissimo che le aspettative fossero al minimo per il terzo posto e capisco che possa rimanere l’amaro in bocca: parlare delle ipotesi fa perdere lucidità, dico che abbiamo fatto cose bene e cose meno bene, c’è dietro l’idea e il progetto della società. Quest’anno c’è un timing diverso rispetto a un anno fa, siamo nel mezzo nei play off: se vuoi andare lontano, la partita id mercoledì ti deve dare forza e consapevolezza. L’idea della società è la mia, inserendo tanti giovani abbiamo visto la loro crescita: sono molto, molto positivo; certo, se uscissimo sarei molto dispiaciuto, ma voglio accendere l’entusiasmo allo stadio e in città».

Su Pinto e Marotta, le due anime della Giana:
«Se dai ritmo alto, dai fastidio a tutti, anche alla Giana. Fisicamente siamo in grado di spingere per 90′: giocare così a Trento peserà nelle gambe, dovremo partire a duemila».

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