Quaranta tifosi, circa. È questo il numero di supporter che raggiungerà domenica sera Piancastagnaio per sostenere il Lecco nel primo atto degli ottavi di finale della fase nazionale dei playoff di Serie C contro la Pianese. La finestra di acquisto per il settore ospiti si è chiusa alle 19 di oggi, sabato 9 maggio, e il bilancio è magro: una quarantina di biglietti staccati, sicuramente non una trasferta di massa.
La determina che ha diviso
Con la determina n°20/2026 dell’8 maggio, l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive – tenuto conto delle segnalazioni delle Questure di Lecco e Monza Brianza – ha imposto ai residenti in Lombardia di accedere al settore ospiti del “Comunale” di Piancastagnaio esclusivamente muniti di Fidelity Card della Calcio Lecco 1912. Una misura che ha fatto il paio con il blocco preventivo della vendita dei biglietti, durato circa 24 ore, comunicato dalla società giovedì 8 maggio: i tagliandi erano stati congelati dalla determina n°19 del 7 maggio, che aveva sospeso il giudizio «al fine di approfondire l’analisi dei rischi connessi alla gara». Tra le due fazioni non esiste alcuna rivalità sportiva pregressa. Il rischio evocato dall’Osservatorio, agli occhi dei tifosi, è parso un pretesto.
«Ora basta»
La risposta della Curva Nord non si è fatta attendere. Quasi tutti i gruppi organizzati blucelesti – Desperados, Veterani Ultras Lecco, Gruppo Bec(i)eri, Solo Lecco, Oggiono Bluceleste, Bagai del Carro, Matitone Resegone e Kastello Alcolica – hanno diffuso nelle ultime ore un volantino dal titolo inequivocabile: “Ora basta”.
«Per la trasferta playoff contro la US Pianese è stata imposta la fidelity card per poter accedere al settore ospiti», si legge nel comunicato. «L’ennesimo ricatto, l’ennesima imposizione, l’ennesimo schiaffo a chi segue la propria squadra ovunque, senza chiedere nulla a nessuno».
Il testo colpisce con forza di slogan, ma il contenuto è una critica sistematica alle politiche di gestione dell’ordine pubblico negli stadi: «Da anni combattiamo un sistema che vuole stadi vuoti, tifosi schedati e passione controllata». E ancora: «Ci parlano di sicurezza, ma l’unica cosa evidente è la repressione continua verso il mondo ultras. Decisioni assurde, prese da chi del calcio non conosce nulla».
Un appello alla squadra
I gruppi chiudono con un messaggio alla squadra, che tra circa 24 ore scenderà in campo senza il tradizionale rumore alle spalle: «Alla squadra chiediamo di onorare la maglia e di sentire comunque la vicinanza di un popolo che, anche da lontano, non smetterà mai di sostenerla».










