Il template non è cambiato. Per il secondo anno di fila, la targa del MVP bluceleste porta il nome di Jacopo Furlan. Cambia il peso dei numeri: nella stagione 2024/2025 il portiere aveva raccolto il 30% delle preferenze su un podio chiuso da Sipos e Kritta; stavolta i 547 tifosi che hanno partecipato al sondaggio di LCN Sport gli hanno assegnato il 43% dei voti – 348 preferenze – con un distacco ancora più netto su Leon Sipos, secondo anche quest’anno con il 18% (141 voti), e su Edoardo Duca, terza novità del podio con il 13% (101 voti). «Questa stagione va probabilmente sopra quella dell’anno scorso nella top 3 della mia carriera», dice Furlan.

Quarantadue partite di alto livello
Quarantadue gare ufficiali, due soltanto saltate in campionato: Furlan si è piazzato tra i più presenti in assoluto del gruppo, insieme ad Antonio Metlika. Una continuità che lui stesso indica come il filo conduttore dell’annata. «Sono riuscito a trovare un modo di lavorare congeniale al mio fisico», spiega. «Sono riuscito ad avere sempre continuità, non aver avuto problemi fisici e riuscire a esprimere le mie capacità durante tutto l’anno è una cosa che mi porto dietro con piacere».
Il merito, scandisce senza esitazioni, è in buona parte anche di Carlo Zotti, il preparatore con cui la collaborazione dura ormai da due anni: «C’è grandissima sinergia. È stato bravo anche lui a creare un ottimo gruppo di lavoro con Dalmasso, Tscholl e Constant». A incrinare leggermente questo quadro fisiologico è stata soltanto una distorsione alla caviglia sinistra procurata su un tiro di Cicerelli nei playoff contro il Catania, ancora sotto terapia.
Il gruppo come arma. «Valente? Spero rimanga»
La stagione 2025/2026 ha avuto un momento di crisi identificabile: febbraio-marzo, cinque o sei partite nere, infortuni accumulati, risultati che non giravano. Il gruppo ha tenuto. «È stata la nostra forza», dice Furlan. «Grandi meriti vanno anche all’allenatore, perché per creare dei gruppi serve qualcuno che li capisca. Nel momento di difficoltà ci siamo compattati, non ci sono mai stati dubbi tra noi sulle nostre potenzialità».
Il ritratto che traccia di mister Valente è dettagliato: «Persona molto schietta, onesta, diretta, leale. Pretende molto, è un perfezionista in campo. Ma tanta la libertà che ti dà fuori: il recupero, il riposo, la serenità che ci dava anche fuori è stato importantissimo». E poi la chiosa metodologica: «Non abbiamo fatto un solo doppio allenamento in tutto l’anno e abbiamo finito la stagione che correvamo più degli altri. Sono cose con cui ti confronti con un allenatore che viene da un’altra cultura». La speranza del portiere, espressa senza giri di parole, è che la continuità tecnica venga mantenuta: «Per quello che ha dato a questa squadra, sia dentro che fuori dal campo, spero rimanga. Poi faranno le loro valutazioni, ma questo è quello che mi auguro».
La corsa play off
L’eliminazione per mano del Catania – senza sconfitte all’attivo – ha chiuso una post-season che ha rivelato un Lecco capace di esprimere qualcosa di diverso e migliore rispetto alla regular season. «Forse durante l’anno hai affrontato le partite con le big con un po’ di timore riverenziale, con una tensione eccessiva. Nei playoff no, perché avevi ormai la consapevolezza di essere a quel livello». Tre gol al “Massimino”, davanti a ventimila tifosi in un ambiente che il portiere conosce bene per averci giocato, è diventata il simbolo di questo salto di qualità collettivo.
Il momento più intenso, però, porta un altro indirizzo. È la partita con il rigore all’ultimo respiro – di Leon Sipos, naturalmente – con la Pianese e Furlan che raggiunge la curva zoppicando con la caviglia fuori uso, incapace di correre verso i compagni ma ugualmente arrampicato alle transenne davanti al suo pubblico. «Ho detto: se vado a risultare e torno in porta con questa caviglia, mi metto in porta e portiamo alla fine la partita», racconta. «Quando ho visto che ha fischiato mi sono appeso alla curva. L’adrenalina era tale che sarei saltato anche con le caviglie rotte. Mi vengono ancora i brividi a pensarci». E lo shockante ultimo atto di Crema? «L’avevamo preparata bene e avevamo altre aspettative, è difficile spiegare cosa sia successo».

«La priorità è restare, Lecco mi ha ridato energia»
Sul piano logistico, una delle notizie più attese dal gruppo riguarda il rifacimento del manto erboso del “Rigamonti-Ceppi”: una scelta che Furlan commenta in modo positivo. «Ti ritrovavi da un campo duro a uno fangoso nell’arco di un giorno. È stressante, come cambiare campo giorno dopo giorno, e tutti sanno che è indicatore di lesioni muscolari». Il presidente Aliberti si è assunto direttamente l’onere dell’intervento, ma è chiaro che il tema sarà affrontato con la nuova giunta: «Chapeau. Speriamo che sia così morbido come ci hanno detto».
Sul proprio futuro in bluceleste, il portiere 33enne – con ancora un anno di contratto – è diretto: «Sto molto bene a Lecco e prima di andare via da un posto dove ti trovi ci pensi dieci volte. Questo posto mi ha fatto tornare la voglia di giocare, mi ha ridato energia, mi ha ridato il divertimento che stava andando a mancare negli ultimi anni. Sarò sempre grato a questo posto, qualsiasi cosa succeda».










