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Terremoto giudiziario a Bari: il futuro di Minadeo in bilico?

L’inchiesta della Procura che ha fatto scattare le perquisizioni al San Nicola piomba proprio nel giorno in cui era attesa la firma del direttore sportivo con i pugliesi. Per il Lecco, uno scenario che potrebbe riaprirsi quando sembrava ormai definito

Antonio Minadeo BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 3 minuti

Il calcio, si sa, è figlio del tempismo. E capita che possa essere beffardo quanto quello che, nella mattinata di oggi, ha potenzialmente investito la trattativa che stava per portare Antonio Minadeo da Lecco a Bari. Proprio nel giorno in cui era attesa la firma del direttore sportivo i biancorossi, un terremoto giudiziario si è abbattuto sul club pugliese, rimettendo in discussione un epilogo che pareva ormai scritto a nove giorni dal raduno e con il successore già individuato.

Cos’è successo a Bari

Nella mattinata del 7 luglio la Guardia di Finanza ha perquisito le sedi della SSC Bari, della SSC Napoli e della Filmauro, la holding della famiglia De Laurentiis. La Procura di Bari, coordinata dal procuratore capo Roberto Rossi, ha iscritto nel registro degli indagati Aurelio e Luigi De Laurentiis – il primo presidente del cda del Napoli e legale rappresentante della Filmauro, il secondo amministratore unico del Bari – con le ipotesi di false comunicazioni sociali, relative al bilancio 2024 del club biancorosso, e di bancarotta fraudolenta.

Ma il dato che pesa di più, sul piano sportivo, è un altro: la Procura ha formalmente chiesto al tribunale l’apertura della procedura di liquidazione giudiziale – quello che un tempo si chiamava fallimento – per lo stato di insolvenza della società. Un’istanza legata a doppio filo alla retrocessione in Serie C maturata il 22 maggio scorso sul campo del Südtirol, che avrebbe fatto precipitare uno squilibrio economico-patrimoniale già in essere. Secondo gli inquirenti, tra il 2019 e il 2025 il club avrebbe accumulato un passivo stimato attorno ai 30 milioni di euro, con al centro dell’attenzione anche la cessione del portiere Elia Caprile al Napoli nel 2023. Le indagini, va sottolineato con la prudenza che questi casi impongono, sono in corso e gli indagati sono tali fino a prova contraria: la richiesta di liquidazione dovrà essere vagliata dal tribunale.

L’effetto sul fronte Lecco

Quel che qui interessa, però, è la ricaduta bluceleste. Come raccontato in questi giorni, l’intera vicenda Minadeo si era ormai incanalata verso un finale definito: risoluzione consensuale del contratto con il Lecco – legato fino al 30 giugno 2027 – e successiva firma con il Bari di Pierpaolo Marino e Massimo Rastelli. Proprio la giornata odierna era indicata come quella potenzialmente decisiva per la fumata bianca.

L’irruzione dell’inchiesta cambia, se non le carte, quantomeno i tempi del tavolo. Difficile, in una mattinata così, che un club appena perquisito e con i propri vertici iscritti nel registro degli indagati possa dedicarsi con serenità alla definizione del proprio organigramma dirigenziale. Lo scenario, insomma, si riapre: non necessariamente per annullare l’operazione, ma quantomeno per dilatarne i tempi e introdurre una pesante dose di incertezza dove, fino all’alba odierna, sembrava esserci soltanto burocrazia da sbrigare.

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