Un anno dopo la prima presentazione da società unica, il Sala Galbiate 1974 ha alzato lo sguardo e l’asticella. Nella serata di lunedì 13 luglio il club biancorossoverde ha presentato la prima squadra per la stagione 2026/27 di Prima Categoria davanti alle istituzioni: al tavolo, accanto alla dirigenza guidata dal presidente Alessandro Negri, i delegati della Figc con il vicepresidente vicario regionale Massimiliano Camero, oltre al sindaco Piergiovanni Montanelli. Due i fili che hanno tenuto insieme la serata: un progetto che parte dai più piccoli e un centro sportivo da rinnovare.
Il progetto tra campo ed educazione
A tracciare la rotta è stato Antonio Aprea, responsabile del settore giovanile, che ha cucito la prima squadra al vivaio: «Una delle nostre presunzioni più grandi è che i bambini sognino di indossare questa maglia». Un obiettivo di lungo periodo, con due ragazzi saliti dal settore giovanile e la promessa di «dare sempre più risorse alla prima squadra». Sul fronte dell’attività di base, ha aggiunto, è stato inserito Luca Masetti al fianco del già presente Davide Bonanno.
Aprea ha insistito sulla parte educativa, con i percorsi affidati alla psicologa dello sport Claudia Baruffaldi e al mental coach Achraf Bourhim: «L’amplificatore dei social è potentissimo e abbiamo il compito di formare dei giocatori, che saranno anche cittadini forti mentalmente». Un centro sportivo inteso come «servizio per la comunità a 360°» e un ringraziamento finale ai volontari, «il cuore pulsante della società ».
Un milione per il centro sportivo?
Il tema infrastrutturale, che accompagna la società fin dall’idea del campo in erba sintetica, ha avuto la risposta più attesa dal sindaco Piergiovanni Montanelli: «Abbiamo accolto la richiesta di ammodernamento delle strutture, un luogo da vivere in una maniera più accogliente». Niente cifre da capogiro – «Non arriviamo ai 4 milioni di euro totali, ma con un milione le attività essenziali si possono garantire» – ma un impegno concreto, con la partecipazione a un bando e uno spazio dedicato all’inclusione e alle fragilità . L’auspicio del primo cittadino è che aggregazione ed educazione restino «le conquiste che vanno fatte da uomini».
Dalla Figc Lombardia, il vicepresidente vicario Massimiliano Camero ha rivendicato il peso dei numeri: «Come federazione siamo orgogliosi di avere una società come Sala Galbiate con 360 tesserati», con «una valenza importante sul fronte sportivo e sociale». Il delegato Figc Lecco Giuseppe Corti ha affidato alla platea un in bocca al lupo per il campionato. In bella mostra le nuove maglie da gioco, che sul logo portano il logo della Morganti Insurance Brokers di Roberto Morganti, storico sostenitore e dirigente della società .
Il progetto “Del Barro”: il bando e la raccolta fondi
Dietro le parole del sindaco c’è un progetto preciso. Il Comune ha candidato il centro sportivo “Del Barro” di Galbiate, in via IV Novembre, al bando regionale “Sport e periferie” per un finanziamento da 880mila euro totali: un intervento unitario di rigenerazione urbana ed energetica su un impianto descritto come frammentato e logorato dal tempo, dall’area bar agli spogliatoi sotto la tribuna. Nel piano rientrano il rifacimento del campo principale con manto sintetico – pensato anche per attenuare l’incidenza del meteo e assicurare continuità alle attività – e la trasformazione della struttura in quella che Montanelli ha definito una «piattaforma pubblica di comunità ».
Al canale pubblico la società affianca uno sforzo dal basso. Dallo scorso 22 dicembre è aperta una raccolta fondi su GoFundMe, intitolata “Ogni grande storia inizia con un grande sogno”, che punta a 450mila euro per riqualificare entrambi gli impianti: oltre al “Del Barro” di Galbiate, il “Del Marè” di Sala al Barro, dove sono in programma la sostituzione del sintetico e nuovi spogliatoi. La priorità dichiarata resta il manto e l’illuminazione del campo di Galbiate, primo lotto di un cantiere che la società immagina finanziato tra investimenti propri, contributo comunale, donazioni e bandi.
La nuova rosa
Sul fronte tecnico, il confermato Manuel Sacco ha puntato tanto sulla continuità : «Abbiamo confermato quasi la metà della rosa dello scorso anno, tanti hanno accettato il progetto per il secondo anno ed è un motivo di orgoglio». Due i ritorni graditi: «Abbiamo riportato a casa due ragazzi che hanno cominciato a giocare a calcio qui». Dentro anche i giovani della Juniores «in pianta stabile», con uno staff «ampliato perché era una condizione necessaria».
Il gruppo – ventiquattro elementi, età media poco sopra i 22 anni – alterna la spinta dei classe 2005 e 2006 all’esperienza di Federico Casali (1988), Hamza El Abiad (1997) e Samuele Pozzi (2000). La preparazione scatterà il 17 agosto: prima della Coppa Lombardia e del campionato sono in programma quattro amichevoli a tempi ravvicinati.
Sala Galbiate 1974: la rosa 2026/27
Portieri: Gabriele De Giovanetti (2005), Matteo Longhi (2002).
Difensori: Pietro Arrigoni (2009), Filippo Berizzi (2005), Federico Casali (1988), Mattia Marigliano (2005), Giovanni Negri (2006), Samuele Pozzi (2000), Alessandro Valentini (2005), Giovanni Zanetti (2004).
Centrocampisti: Teseo Angelibusi (2006), Christian Cogliati (2004), Leonardo Manzoni (2005), Davide Mazzoleni (2008), Francesco Redaelli (2004), Kevin Savazzi (2003), Alessio Tonioni (2003).
Attaccanti: Elia Bertolio (2005), Hamza El Abiad (1997), Gabriele Ferrario (2002), Nicolò Franceschini (2003), Filippo Pollice (2005), Gabriele Redaelli (2006), Armando Simone (2006).
Staff tecnico: allenatore Manuel Sacco, vice Mattia Scaccabarozzi, preparatore atletico Luca Ghislanzoni, preparatore dei portieri Luca Rocca, fisioterapista Filippo Longhi, team manager Fabio Ortelli, dirigenti Alberto Carera e Andrea Spreafico.
A chiudere la serata è stato l’assessore allo sport Mario Di Giugno, che ha riportato la bussola sull’anima popolare del progetto: «Da amministratori non guardiamo al risultato, ma che ci sia la possibilità per tutti di poter accedere al centro sportivo praticando questo bello sport». Poi il suo in bocca al lupo. Adesso, davvero, la palla passa al campo.
























