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Interviste | Valente: «Ancora tanto lavoro da fare, ma abbiamo chiuso bene». Vettorel: «Qui pubblico top». Di Donato: «Rammarico per il primo tempo»

Secondo pareggio a reti bianche in altrettante uscite ufficiali per la squadra di Valente, che sfiora il vantaggio più volte ma deve anche ringraziare Vettorel per l’ottima prova tra i pali

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Tempo di lettura 6 minuti

Altro pareggio a reti bianche per il Lecco, che nella prima uscita in campionato bissa il risultato già uscito dall’unico incontro di Coppa. Questa volta è stato l’Arzignano Valchiampo a portare a casa un punto prezioso al “Rigamonti–Ceppi”, capitalizzando anche un primo tempo molto aggressivo e pericoloso da parte della squadra allenata da Di Donato, stoppata da Vettorel e dalla propria imprecisione; discreto l’avvio del Lecco, che con Triacca e Arena va vicinissimo al vantaggio ma nella seconda occasione un miracoloso Vannucchi, poi parecchio sporco e lungo con la palla tra i piedi, tanto che tutte le migliori occasioni dei veneti nascono da errori in palleggio di difensori e centrocampisti di Valente. Migliore la ripresa dei blucelesti, che rischiano niente e sfiorano il gol partita con Moutassime e ancora Triacca, il che la dice comunque lunga sullo scarso peso offensivo, con Parker tenuto in panchina fino all’80’ in favore dell’attacco leggero con Furrer, Galeandro e poi il subentrato Fasan.

Lecco 0–0 Arzignano Valchiampo, l’intervista di Valente

Mister, pareggio giusto ma si fa fatica a segnare:
«Sapevamo che l’Arzignano arrivava da un girone di ritorno fatto bene e aveva messo in grande difficoltà il Cittadella: hanno un’idea di gioco che mi piace, ai miei ragazzi devo fare i complimenti perchè sono stati intensi nonostante gli errori con la palla al piede. Dobbiamo migliorare nella comprensione degli spazi, ma hanno spinto in una maniera… Chapeau. Avevamo noi l’intensità, in campo, poi la scelta finale non è sempre stata giusta: serve tempo per sviluppare per questo gioco, sono contento di non aver preso gol anche se abbiamo avuto bisogno di un Vettorel in forma. Oggi abbiamo visto due squadre intense in entrambe le fasi. Fasan ha dato la sensazione di poter cambiare qualcosina, come Metlika — il nostro regista — con la palla tra i piedi».

L’entrata solo nel finale di Parker:
«Volevo buttarlo dentro prima, facendo quattro cambi all’intervallo. Abbiamo aspettato con lui, avremmo avuto più centimetri ma caratteristiche diverse rispetto a quelle di Fasan che è più adatto nei mezzi spazi».

Kritta confuso e negli spogliatoi al triplice fischio, Metlika subito dentro i ritmi:
«Kritta era cotto, cottissimo, dopo due settimane e mezzo di stop forzato. Aveva tre allenamenti nelle gambe e avrei potuto mettere Anastasini, ma volevo le sue caratteristiche: voleva andare subito nello spogliatoio per stanchezza. Metlika ha avuto un virus per tutta la settimana, mentre Urso aumenterà il suo minutaggio».

Come vedi i ragazzi più giovani?
«Come allenatore non guardo l’età, o fai bene oppure entra uno che fa meglio anche se è un 2010 considerato che abbiamo portato anche Famà con noi: se uno fa bene, gioca. Triacca ha spinto, nasce in quel ruolo e sta riprendendo fiducia come Sinn, sono maniacali sul campo e con il video: i giovani mi piacciono e lavorano bene, ma serve un buon mix come dimostrano Arena e Bonaiti; se si tira da fuori c’è la possibilità di fare gol, senza diventa difficile. Abbiamo ancora tanto lavoro da fare».

Rivedremo il Lecco della ripresa con il Treviso?
«È sempre un mix di tutto, capisco che si provano dei brividi quando si sbaglia con la palla al piede ma quando è successo abbiamo sempre stretto sul tiratore. Giocare la palla ci permette di attirare l’avversario, ma non siamo sempre stati messi bene per attaccare lo spazio alle spalle della difesa. Dobbiamo continuare sulla chiarezza e sulla precisione: c’è una mentalità più che soddisfacente nello spogliatoio».

Lecco 0–0 Arzignano Valchiampo, l’intervista di Vettorel

Thomas, esordio da protagonista e leader:
«Avrei preferito chiudere con una vittoria, nel primo tempo abbiamo atto un po’ di fatica ma nella ripresa ci siamo espressi meno. Sto alto perchè viste le richieste del mister è necessario che io stia lì, ma è una cosa che ho dentro».

Erediti una maglia pesante:
«Mi sono sempre inserito bene nei gruppi, sono sempre stato positivo con gli altri. Al momento l’ho fatto pure qua, con i ragazzi mi trovo benissimo. Come ho già detto, sicuramente Furlan è un top di categoria e ho avuto modo di conoscerlo tre settimane fa quando è venuto a salutarci: le annate sono uniche, lui ha fatto benissimo ma devo pensare a me stesso, alla Calcio Lecco con Thomas. Sto facendo il mio lavoro e il mio percorso, dev’essere la mia annata unica qui: a lui dico chapeau per il percorso fatto qui e faccio i migliori auguri per il suo percorso».

Le differenze tra i due tempi:
«Nel primo abbiamo faticato a esprimerci, ma crediamo che l’idea del mister sia quella giusta per noi e abbiamo l’obbligo di seguire un’idea che ci viene imposta. Nella ripresa ci siamo compattati e abbiamo fatto meglio, non ci sono stati rischi o comunque non ne ricordo: dobbiamo assimilare gli errori e fare meglio».

Come ti trovi con gli altri portieri e con l’ambiente?
«Nel girone A questa è una top, il pubblico oggi ci ha dato una mano e spero di vederne sempre di più. Con i compagni sono in ottimi rapporti, faccio 26 anni a settembre e non sono più giovanissimo: anche con gli altri portieri mi trovo super bene e siamo uniti, anche con il mister dei portieri; poi sarà il campo a parlare, siamo un ottimo gruppo».

Hai già avuto esperienze con due portieri in competizione?
«Sarà il mister a fare le scelte più adatte, non posso commentare in altro modo. Ho praticamente sempre giocato, tranne l’anno di Serie B a Cosenza: ripeto, il mister è il boss e fa le scelte, in porta come negli altri reparti. A volte le scelte sono condivise, altre volte no».

Lecco 0–0 Arzignano Valchiampo, l’intervista di Di Donato

Mister, primo tempo vostro e secondo del Lecco:
«Il Lecco sta costruendo cose importanti in questi anni, anche ora ha una squadra per i primi posti. C’è il rammarico per non aver segnato nel primo tempo nonostante tante occasioni, abbiamo subito il loro ritorno nella ripresa e forse c’era un rigore non assegnato».

Cosa ti è piaciuto e cosa no?
«Ripeto, l’unico rammarico è per non aver convertito le 3-4 occasioni importanti nel primo tempo. Venire a giocare con questa padronanza vuole dire essere sulla buona strada».

Cambi tardivi?
«Bisogna dare tempo ai giovani di crescere, chi è entrato era un ragazzino proveniente dalla Serie D. Dobbiamo avere pazienza e il tempo di sbagliare».

Cosa manca alla squadra?
«È completa, vedremo se ci sarà l’occasione per migliorare la rosa: i ragazzi stanno entrando ora in condizione e ci daranno le soddisfazioni, dobbiamo avere pazienza».

Avevi già sottolineato la necessità di capitalizzare:
«Sì, come ho detto prima il rammarico è quello perchè poi queste partite rischi di perderle. I ragazzi hanno poi saputo soffrire».

Come avete visto il tocco di mano?
«Dal tablet sembrava mano, ma se l’arbitro ha visto così sarà stato così. Il rammarico, ripeto, è per il primo tempo e per le occasioni non capitalizzate».

La nuova regola dei 5″ influisce?
«Interpretata nella maniera corretta può ridurre le perdite di tempo, tanto vale per tutti voglio dire».

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