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Magrassi, clamoroso dietrofront: salta tutto al momento della firma

Tre settimane di trattativa, i documenti già sottoscritti da Milan e Lecco, la maglia numero 9 pronta. Poi l’attaccante non si è presentato all’appuntamento con il contratto e, ore dopo, ha comunicato di aver cambiato idea. Senza spiegazioni

Magrassi con il Pontedera nel 2021 BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 5 minuti

Era tutto fatto. Non “quasi fatto”, non “in via di definizione”: fatto, con le firme già apposte da entrambi i club e un contratto pronto a legare Andrea Magrassi alla Calcio Lecco 1912 fino al 30 giugno 2028. Poi, questo pomeriggio, l’attaccante ha fatto le visite mediche ma non ha finalizzato l’accordo precedentemente accettato. Al Lecco resta un reparto offensivo sostanzialmente scoperto e il gong di martedì alle 20 all’orizzonte.

La ricostruzione

Magrassi era il centravanti prescelto da inizio agosto: l’erede designato di Leon Sipos, l’attaccante d’area che al Lecco manca dalla cessione del croato alla Reggiana. La sua maglia numero 9 era già stata sostanzialmente preparata. L’ostacolo non era neanche legato allo scioglimento del legame con il Milan, per il quale il giocatore ha impiegato tre settimane di tira e molla, fino alla richiesta — giovedì — del trasferimento diretto a titolo definitivo e a costo zero. Giovedì sera i documenti sono stati inviati e firmati dalla parte rossonera, con l’accordo su un biennale; questa mattina ha firmato il Lecco, per mano del presidente Aniello Aliberti.

Il venerdì in sede

Questa mattina Magrassi è arrivato in sede a Lecco, ha conosciuto tutti — la squadra, lo staff, chi lavora negli uffici — e ha svolto le visite mediche. Era atteso per le foto di rito e per l’ultimo passaggio formale, la tradizionale firma sul contratto accanto al presidente. Secondo quanto riferito da fonti societarie, lo stesso non si sarebbe, però, presentato. Per ore il telefono sarebbe rimasto muto prima di ricevere risposta e la comunicazione di un cambio d’idea dell’ultimo secondo.

La versione del giocatore

Dal lato dell’attaccante, riferisce La Casa di C, emerge una ricostruzione parzialmente differente: Magrassi si sarebbe presentato per la firma, salvo poi decidere di non portare a termine il trasferimento dopo alcune riflessioni di carattere personale e familiare, non sentendosi convinto al cento per cento della scelta. Sempre secondo i colleghi, il giocatore e il Milan stanno ora lavorando alla risoluzione del contratto: definita la separazione dai rossoneri, il classe 1993 valuterà le opportunità sul tavolo negli ultimi giorni di mercato.

Versione che ovviamente, va in parziale contrasto con quella della società ma che non contraddisce il finale tra accordo raggiunto, visite superate e trasferimento non concretizzato per una scelta esclusivamente da attribuire all’attaccante, che sicuramente avrebbe potuto evitare tutto questo caos semplicemente usando una cosa: la chiarezza.

Un ulteriore tassello arriva da TuttoC, che nella tarda serata di venerdì ha aggiunto due elementi: le valutazioni personali e familiari sarebbero maturate nelle ultime ore, e dopo lo stop sarebbe stato il Milan a proporre al giocatore la risoluzione del contratto — che era la strada maestra anche per farlo arrivare a Lecco —, così da lasciarlo libero di scegliere la destinazione da svincolato. Una mossa coerente con la linea rossonera, che punta a non tenere in rosa profili over. Anche in questo caso, però, il punto controverso resta sospeso: la testata scrive che l’attaccante era atteso in sede per la firma dopo le visite.

Urge un piano B

Una società esce danneggiata — e ovviamente furiosa — da un episodio del genere, e non solo sul piano tecnico: c’è anche un danno d’immagine, perché un club che annuncia il proprio centravanti a squadra, staff e sta per farlo anche ai tifosi ma poi si ritrova senza, a mercato quasi chiuso, ne esce indebolito agli occhi di tutti. Il Lecco aveva investito tre settimane di lavoro su un obiettivo individuato per primo e considerato raggiunto, aveva rinunciato ad altre piste nel frattempo e si ritrova ora a doversi buttare su strade alternative con il mercato che chiude martedì alle 20 e una partita di campionato in mezzo, lunedì sera a Treviso.

Il precedente più fresco è quello di Moutir Chajia, che a febbraio 2025 impedì il deposito dei documenti già sottoscritti poche ore prima — con tanto di foto scattate — perché non convinto dal campo di gioco, ma stavolta l’asticella ha toccato un livello altrettanto alto. È l’ennesima conferma di una regola non scritta del calciomercato: finché non c’è il deposito del contratto, non c’è nulla.

Le alternative?

Il reparto offensivo bluceleste, allo stato, ha una sola novità: Alexander Murillo, il classe 2006 arrivato in prestito con diritto di riscatto dal Red Bull Salisburgo, che però ha diciannove anni e deve fare la sua esperienza a questi livelli. Guillaume Furrer ha già salutato, mentre il passaggio di Sean Parker al Sorrento — anch’esso considerato cosa fatta — potrebbe ora essere almeno messo in pausa: senza il centravanti annunciato, l’uscita dell’unica punta di ruolo in rosa assume tutto un altro peso. L’effetto domino, insomma, non è da escludere.

Sul fronte delle alternative si muove qualcosa. Alex Rolfini ha risolto il proprio contratto con il Catania in questo pomeriggio, ma sembra destinato alla Reggiana: gli emiliani hanno perso il duello con il Ravenna per Simone Rabbi del Cittadella e si sono riposizionati. Resta invece aperta la pista che porta ad Alessandro Capello, in uscita dall’Arezzo, che è però una seconda punta e non il riferimento d’area che serve ed era stato trovato.

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