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Pagelle | Lecco, una discreta prova da zero punti. Metlika alza i giri. Vettorel, l’errore è gravissimo. Fossati mena le danze

Il portiere protagonista sia in positivo, nel primo tempo, che in negativo: oltre all’errore evidente nel recupero, rischia tantissimo con i piedi. Il capitano di casa protagonista in mediana, sfiora anche il gol

Antonio Metlika BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 4 minuti

Calcio Lecco 1912 5,5: lo sviluppo del gioco resta interessante, ma in giro per la partita vengono disseminati troppi errori individuali – su un fronte come sull’altro – per pensare di poter portare a casa dei punti. Errori in uscita, errori sottoporta, fino all’errore madre di Vettorel che costa un punto ormai acquisito. E che, cosa più grave, era praticamente stato acquisito.

Vettorel 4: salva nel primo tempo, a metà ripresa rischia grosso quando cerca un compagno ma trova un giocatore del Trento tutto solo. Uovo che si spacca alla seconda caduta e fa la frittata al 95′: le due mani di Mehic sulla schiena di Triacca sono punibili, regolamento alla mano, ma il suo errore rimane enorme.

Triacca 6: anche per lui un errore grosso in impostazione nel primo tempo, ma all’interno di una gara complessivamente solida.

Arena 6: un paio di volte deve ricorrere alle maniere forti con Molina, che nel complesso riesce a gestire.

Sinn 6: potremmo copia-incollare il giudizio su Triacca, considerato che anche per lui nel primo tempo c’è un errore in impostazione, equilibrato da un paio di recuperi positivi.

(dal 32′ Sidler sv).

Urso 5,5: un buon tentativo – alto – nel primo tempo e poco altro.

(dal 26′ st Manetti 6: un interessante tentativo dal limite e un’occupazione ordinata della fascia destra).

Mallamo 5,5: quello che va più a fasi all’interno della partita, a volte con una marcia più bassa rispetto a quello che servirebbe.

Metlika 6,5: prova in crescita rispetto a quella più ondivaga di Treviso, non siamo ancora al picco prestazionale visto da queste parti ma la doppia fase è sui suoi standard.

Bonaiti 6,5: sfiora il gol nel primo tempo e nel disperato assalto finale, rimesso al centro del campo torna a calpestare le zolle preferite e si vede.

Rizzo 6,5: alla prima da titolare di questo nuovo corso lo troviamo a sinistra, un ruolo inedito in maglia bluceleste. Ciononostante confeziona un’ottima palla gol che Pellegrino spreca.

(dal 15′ st Litti 5,5: un paio di sgasate palla al piede, le qualità ci sono ma qualcosa dissipa cercando spesso il contatto con l’avversario).

Pellegrino 6: strappa e ricuce con qualità fino ai sedici metri, poi ha la palla d’oro sul sinistro e mastica un’opportunità enorme. Cala nella ripresa.

(dal 15′ st Moutassime 6: un discreto tentativo su punizione, tagliato ma sostanzialmente centrale).

Fasan 6: l’approccio è in un mezzo sombrero con tiro non allo stesso livello della giocata precedente, poi funge da regista avanzato in modo interessante. Sparisce, stanchissimo, nella ripresa.

(dal 26′ st Nova 6: statura non elevata, ok, ma esplosività in altezza che crea grattacapi a Benassai. Pizzicato in dubbio fuorigioco, manda praticamente in porta Manetti).

All. Valente 6: possesso palla a tratti estremizzato, che porta a errori tecnici e di lettura visti già nel precampionato. Tolto questo, è il Lecco a creare le occasioni migliori della gara, sintomo – ancora – di una proposta di gioco che comunque sta sedimentando. Di sicuro non gli si possono imputare né errori sottoporta né in uscita alta.

Trento 6: l’analisi onesta di Tabbiani a fine gara dice tanto, quello che pescano i padroni di casa è un jolly che, come premio finale, va oltre quanto era stato seminato in precedenza. Fossati leader della squadra, al di là della fascia sul braccio sinistro.

Barlocco 6,5; Maffei 5,5, Frison 6, Benassai 6,5, D’Intino 6; Garetto 6 (22′ st Benedetti 6), Fossati 6,5, Aucelli 5,5 (1′ st Mehic 6); Dalmonte 6, Molina 6,5, Ladisa 6 (29′ pt Sodero 6,5). All. Tabbiani 6.

Arbitro sig. Juri Gallorini di Arezzo 5: a stretti termini di regolamento, le due mani di Mehic sulla schiena di Triacca sono da chiamata arbitrale, indipendentemente dall’errore enorme di Vettorel, che comunque sbatte contro il compagno di squadra spostato in avanti. Resta il dubbio sul contatto basso che manda Metlika a terra, assurdamente ammonito nonostante il tentativo di evitare Barlocco in uscita.

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