Una buona Pergolettese impone il pari a reti bianche un discreto Lecco, con tanto di giallo in pieno recupero per il rigore chiesto a gran voce dalla panchina bluceleste e non assegnato dall’inadeguato – a prescindere da questo episodio – Kovacevic. La partita che ci si aspettava al “Rigamonti-Ceppi”, con gli ospiti particolarmente efficaci nel rompere il gioco e nel ripartire, mentre i padroni di casa hanno visibilmente pagato la terza partita nel giro di sette giorni, soprattutto nel contesto di una linea mediana che ha avuto ricambi minimi nel corso di questo periodo. Ne esce una gara agonistica e fatta di fiammate, come quella che vede Ferrandino andare a un passo dal gol a inizio ripresa o Urso impegnare Doldi con un velenoso tiro dal limite. Status quo che permane fino al fattaccio del 95′, ovvero il contatto tra Litti e Roversi che per il fischietto non è passibile di massima punizione nemmeno dopo la revisione al monitor, mentre dal campo pareva essere decisamente sufficiente per metterlo nella categoria dei rigori netti. Resterà quantomeno il dubbio, come resteranno i sette punti messi in fila dal Lecco all’interno della sempre insidiosa settimana breve: solo la capolista Cittadella, ancora a punteggio pieno, ha fatto meglio e sabato sera sarà proprio il “Tombolato” a ospitare le due compagini più in forma del momento.
Lecco 0–0 Pergolettese, l’intervista di Valente
Mister, buona prestazione ma senza gol:
«Tre giorni fa eravamo da Champions e oggi non siamo così male… L’ultima trequarti è la cosa più difficile da allenare. Oggi siamo mancati sul cambio di lato e abbiamo fatto un piccolo favore a loro in termini di intensità e voglia di cercare il gol, anche nella stanchezza bisogna provare a essere lucidi quando si ha il compagno vicino. Siamo all’inizio, avrei firmato per sette punti in tre partite ma sono contento per come li abbiamo fatti. Ora abbiamo due partite difficili che ci diranno dove siamo».
Mancati a livello energetico?
«Il rimprovero è a noi tutti, per me non erano più brillanti loro, abbiamo perso anche due giocatori per infortunio. Alla fine hanno chiuso loro con i crampi: bisogna sempre vedere i dati, è l’unica cosa oggettiva: peccato non averla buttata dentro in questa maniera».
Non l’avete messa in “rissa”:
«E chi lo fa? Chi è altro un metro e sessantacinque? Gioco con due punte e non siete contenti, con una e non siete contenti (sorride, ndr). Se giochiamo come nelle ultime partite, una mia convinzione, possiamo riuscire a trovare delle transizioni di prima, l’abbiamo fatto con il Desenzano e oggi ci è mancato poco per farle uguali anche perchè il campo è più veloce. Dobbiamo migliorare qualcosa su quella situazione, se poi devo buttare dentro due–tre palloni come gli avversari… Non mi va, non sarebbe coerente con quello che facciamo: senza Murillo non avrebbe senso. Ho un’idea un po’ diversa su come entrare in area, oggi non siamo riusciti a concludere bene».
Le condizioni di Moutassime:
«Sta andando in ospedale e bisogna fare gli esami, stessa cosa per Rizzo che è caduto male nel contrasto a sua volta: sarebbe dovuto andare in Nazionale. Avrei giocato con due play e tre punte alla fine, l’intenzione era questa».
Su Capello:
«Lui e Murillo sono importanti, non vediamo l’ora che stiano bene per fare più minutaggio. Sono contento anche dei primi 90′ di Sidler, a centrocampo non siamo stati brillanti nell’ultimo passaggio».
Lecco 0–0 Pergolettese, l’intervista di Metlika
Antonio, meno brillante che a Ospitaletto:
«Le gambe non erano brillantissime, dobbiamo restare sereni perchè se non creassimo sarebbe un problema maggiore. Sono tornati anche gli attaccanti e ci daranno una mano».
Un’estate chiacchierata e anche un piccolo infortunio a condizionarti:
«Estate un po’ movimentata, vero, poi ho avuto anche la botta con l’Inter U23 e quindi un virus, fino a Trento non ero al 100% fisicamente poi sono tornato a dei livelli abbastanza buoni. Sono contento di essere rimasto, il mister mi conosce bene e posso migliorare con lui: mi aspetta una stagione importante, sono cresciuto in termini di personalità e cerco di trasmettere questa ai giovani»
Cos’è mancato stasera?
«Il Desenzano ci è venuto a pressare e siamo andati al tiro in ogni azione, stasera nel primo tempo non abbiamo trovato grande spazio, nel secondo tempo siamo cresciuti a livello di condizione e gamba: ci è mancato il tiro giusto. Ora avremo due partite difficili con la carta, ma con squadre che giocano possiamo uscire con il nostro palleggio».
Lecco 0–0 Pergolettese, l’intervista di Giosa
Mister, formazione rivoluzionata:
«Venire a Lecco senza avere le giuste energie sarebbe stato un suicidio. Ho la fortuna di avere un gruppo spettacolare e mi piace tenere tutti coinvolti: ho grande fiducia nei miei ragazzi e mi sembrava giusto mettere dentro energia e freschezza, voglia di mettersi in mostra su un palcoscenico così importante».
Quarta partita di fila senza prendere gol:
«Aspetto la prossima sulla fase offensiva (ride, ndr). Sono molto contento, dobbiamo andare a casa con il petto in fuori: abbiamo messo spirito, energia, voglia di combattere, ottima qualità di gioco e organizzazione a tratti. Siamo andati molto vicini a fare gol, dobbiamo recuperare energie e martellare. Non dobbiamo abbassare minimamente l’asticella, avendo il coraggio di provare a giocare a calcio, tenendoci stretto lo spirito di questi ragazzi: è spettacolare vederli giocare con questa voglia di soffrire contro un Lecco che sta venendo fuori e ha valori di altissima classifica. Deve darci entusiasmo e convinzione».
Dove serve migliorare?
«Ditemelo voi. Abbiamo tante situazioni sulle quali possiamo fare meglio, ma devo ringraziare giocatori che sono scesi in campo in condizioni molto precarie: cito Stronati perchè ha fatto una grande partita e stasera ha fatto vedere ciò che può dare; vale per lui, De Marchi e Bassi, stasera Orlandi e Rossetti hanno fatto grandi prestazioni. Stasera meritano gli elogi: non li ho messi in campo perchè volevo regalargli qualcosa».
Com’è cambiata la vita diventando capo allenatore in Serie C?
«Dormo la notte, ho questo pregio. Cerco di approcciarmi con lo stesso entusiasmo e convinzione che avevo in campo e ho avuto a Ospitaletto da vice in questi due anni. Cerco di giocarmela nel miglior modo possibile».
Come sta Silvestri?
«Aveva un problema al polpaccio che si trascina da un po’, stasera – con un sovraccarico – era impensabile nonostante sia uno che giocherebbe in qualsiasi condizione. Finalmente facciamo una settimana piena e recuperiamo da questi acciacchi».











