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Pagelle | Lecco, c’è la prova ma arriva solo un punto. Casarotto è una botta di energia. Casasola: gol, assist e provocazioni a nastro. Di Mario è una sciagura

L’attaccante subentra dalla panchina e spacca la difesa ospite, l’esterno è grande protagonista ma perde tanto tempo a litigare con il pubblico (e non è solo). Disastrosa la prova dell’arbitro di Ciampino

Matteo Casarotto BONACINA/LCN SPORT
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Tempo di lettura 5 minuti

Calcio Lecco 1912 6,5: la prova c’è tutta, la concretezza sottoporta meno, purtroppo, al di là dei due gol segnati. In mano resta l’essersela giocata contro una corazzata, dotata di enorme qualità nonostante le defezioni, ma va ricordato che pure il gruppo bluceleste è ben lontano dalla forma ideale. E certo non aiuta il vedersi continuamente negare calci di rigore sacrosanti come quello su Fasan.

Vettorel 6: puntuale in uscita alta e nel gioco con i piedi, non ha colpe sulla rete di Casasola e diventa difficile imputargli qualcosa sulla girata di Spagnoli, affilatissima e morta a due dita dal palo.

Rizzo 6: scala nel ruolo di difensore e vince il duello con Rizzo Pinna. Pericoloso un buco nel finale su una palla alta.

Arena 5: prova di discreto livello, purtroppo pesa enormemente la non marcatura di Spagnoli al 96′.

Comi 5,5: con Crespi è sempre un duello duro, ma dentro l’area ha ragione lui. Quando arriva il pari di Casasola, che in origine non ha in consegna, non riesce a intervenire sul cross di Boci.

Urso 6: un po’ a corrente alternata, si mette in mostra dal limite ma il tiro è centrale.

(dal 24′ st Anastasini 5: detto che quello di esterno destro non può essere il suo ruolo, è dentro in entrambe le occasioni che portano ai gol ospiti).

Mallamo 5,5: il fallo da rigore su Crespi è suo, ma onestamente il fischio è quantomeno di manica larga.

Metlika 6,5: sempre dentro al gioco, è lui a far correre Murillo in occasione dell’1-0 e a gestire tanti palloni importanti. In un paio di circostanze non fa le cose benissimo.

Manetti 6: gol cancellato per un giusto fuorigioco, ma la sua è una prova di buon spessore.

(dal 31′ st Litti sv).

Pellegrino 5,5: rispetto alle prove cui ci ha abituato quest’anno, è un livello sotto perchè è meno nel vivo del gioco di un Lecco che va moltissimo su Murillo e Capello.

(dal 19′ st Bonaiti 6: la perla di Casarotto gli vale il primo assist in bluceleste).

Capello 7: il gol di apertura arriva da un tiro un po’ masticato, a dirla tutta, ma la sua è un’ora di alto livello. Sempre dentro al gioco, fluidifica tanto la manovra.

(dal 19′ st Casarotto 7,5: entra benissimo mandando in porta Furlan, si prende un rigore – negato – e poi trova una delle conclusioni più belle viste da queste parti negli ultimi anni. Una forte botta di energia).

Murillo 6,5: tanto volume di gioco, tante crisi causate a Silvestri, un po’ d’imperfezioni con la palla tra i piedi. Ma il materiale umano è veramente di ottima qualità ed è comunque lui a propiziare la rete del vantaggio.

(dal 19′ st Fasan 5,5: butta via la sua occasione, poi si prende un rigore solare che Di Mario riesce a non vedere. È evidente, comunque, che giochi con il freno a mano tirato).

All. Valente 6,5: Lecco ben messo in campo e tatticamente sempre sul pezzo, ma che manca in qualche situazione chiave nelle due aree. I cambi danno una buona risposta, ma Anastasini esterno rimane un’aberrazione: Triacca e Mihali hanno caratteristiche più adatte.

Union Brescia 6: defezioni o meno, ci aspettavamo tutti di più da una corazzata che comunque aveva in campo tanta, tanta qualità. Arriva un punticino preso con due colpi di testa sporchi, che comunque ci può stare nel complesso della gara. Una piccola nota: troppi elementi (Casasola, Silvestri e Balestrero) provocano apertamente il pubblico in più di una circostanza, era veramente necessario?

Zacchi 6; Sorensen 6, Silvestri 5, Armati 5 (1′ st Spagnoli 6,5); Casasola 7,5, Mercati 5,5 (15′ st Frigerio 6), Zennaro sv (19′ pt Mallamo Al. 6), Boci 6,5 (19′ st Pellegrini 5,5); Balestrero 5, Rizzo Pinna 5,5 (44′ st Lamesta sv); Crespi 5. All. Corini 5,5.

Arbitro sig. Leonardo Di Mario di Ciampino 4: e rieccoci con un’altra sagra degli orrori. Se il contatto Mallamo–Crespi è da rigore, come possono non esserlo quelli di Silvestri su Casarotto e, soprattutto, di Sorensen su Fasan? Manca un’espulsione ad Armati per doppia ammonizione, manca anche qualche cartellino per le costanti provocazioni al pubblico di casa da parte degli ospiti, che avvengono anche di fronte agli ufficiali di gara. E rischia grosso anche Litti quando alza l’alettone in un contrasto con Casasola. Una sciagura per la regolarità della partita.

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