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Canottaggio

Addio a Giuseppe Moioli, leggenda del canottaggio mondiale

Il fuoriclasse mandellese, oro all’Olimpiade di Londra 1948 sul Quattro senza, è stato per decenni l’anima della Canottieri Moto Guzzi. Alla sua scuola sono cresciuti i più grandi campioni del remo lariano e azzurro

Giuseppe Moioli, leggenda del remo mandellese
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Lo sport italiano è in lutto: addio a Giuseppe Moioli, fuoriclasse e maestro di vita. Il simbolo del canottaggio mandellese si è spento la notte scorsa all’età di 97 anni. Ne avrebbe compiuti 98 il prossimo 8 agosto.

Campione olimpico nel 1948

Nel 1948 Moioli vinse la medaglia d’oro ai Giochi olimpici di Londra sul Quattro senza interamente targato Moto Guzzi insieme a Elio Morille, Giovanni Invernizzi e Franco Faggi. Il loro fu un dominio che durò diversi anni e che portò anche tre titoli europei (Lucerna 1947, Amsterdam 1949, Milano 1950). Moioli, che di ori continentali ne conquisterà in tutto sei, disputando inoltre le Olimpiadi di Helsinki ’52 e Melbourne ’56, guidò il rinascimento del canottaggio italiano dopo la Seconda guerra mondiale, e permise alla Canottieri Moto Guzzi di imporsi sulla scena internazionale.

Allenatore come pochi altri

Moioli, da allenatore della Canottieri Moto Guzzi, non ha solo plasmato a livello tecnico tutti gli atleti giunti dopo di lui, ha creato una vera e propria fucina di talenti, tanto che per decenni si è parlato di “scuola Moioli”. Sferzati dalle sue grida incessanti sono cresciuti campioni del calibro di Piero Poli, Carlo Gaddi, Carlo Mornati, Martino Goretti, Niccolò Mornati, in tempi più recenti Andrea Panizza e Giorgia Pelacchi.

I ricordi del mondo del remo

La Canottieri Moto Guzzi lo ha ricordato con un breve post sui canali social e alcune foto. “Arrivederci grande Moioli, hai dato la vita per il canottaggio e per i tuoi ragazzi e per questo te ne saremo sempre grati. Continua a guardarci da lassù! Grazie di tutto Leggenda!”.

“Lo ricordo a Sankt Moritz quando veniva a seguire i nostri allenamenti in quota prima delle Olimpiadi di Seoul 1988 – ricorda il presidente federale Davide Tizzano – Il mio rapporto fraterno con Piero Poli mi aveva permesso di entrare in contatto con lui e, quindi, non ho mai dimenticato le sue parole di incoraggiamento. E’ stato un punto di riferimento per canottieri e tecnici, non solo per le sue imprese agonistiche che hanno portato in alto il Canottaggio italiano ma per la sua straordinaria umanità. Come prima iniziativa per ricordarlo, ho proposto al Consiglio Federale l’intitolazione del 4 senza Senior con una Coppa a lui dedicata in occasione dei prossimi Campionati Italiani Assoluti”.

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