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Calcio Lecco, lettera aperta a Gattinoni e Aliberti: «Basta teatrino, il Lecco deve giocare a Lecco»

«Presidente, niente minacce di spostamento a Zanica. Sindaco, rispetti la stretta di mano sui 350mila euro per la cabina elettrica»

Gattinoni, a sinistra, e Aliberti CALCIO LECCO 1912
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Tempo di lettura 5 minuti

Al sindaco Gattinoni e al presidente Aliberti

Da semplici tifosi della Calcio Lecco 1912, prendiamo carta e penna e della nostra umile natura lecchese operaia della vergella vogliamo farvi alcune domande.

Premesso che a noi non interessano strategie elettorali e politiche, o le redivive azioni degli avvoltoi dai capelli bianchi, che più volte sono stati spernacchiati dalla tifoseria bluceleste e pensiamo possano essere alla base di tutto questo gran caos, attendiamo una smentita nel caso.

Le domande al presidente Aliberti

Signor presidente Aliberti, ci sono alcune particolarità che ci sfuggono e non riusciamo a comprendere in tutta questa situazione:

  • al momento dell’acquisto della società non era a conoscenza di certe criticità del contratto stipulato con l’amministrazione comunale dalla precedente proprietà?
  • che rapporti intercorrono tra la società, nella sua figura di presidente, e il consigliere comunale Corrado Valsecchi? Ci risulta che lei stesso ha invitato il consigliere a desistere dal presentare in consiglio la mozione ora tanto discussa…
  • Lei stesso ha dichiarato che molte delle opere accessorie che sono state svolte allo stadio in strutture eccetera sono state realizzate dagli sponsor, quindi non a carico della società.

Quali sono le opere onerose che ha dovuto sostenere la società? Oppure, è lecito pensare che lei non abbia intenzione di tirare fuori un euro di tasca propria e stia già pensando alla fuoriuscita a breve dalla società?

  • Perché rifiutare l’offerta del Comune di una restituzione della spesa sostenuta, magari in uno o due esercizi di bilancio? Ha già forse l’idea di abbandonare dopo la prossima stagione questa società?
  • Ora, signor presidente, senza minacciare di spostare il Lecco da Lecco, e guardi un po’, proprio a Zanica dal suo amico Andreoletti con cui condivide pure lo stesso sponsor tecnico, non crede che forse sia meglio giungere a una soluzione condivisa? Oppure investire circa 30.000 euro, o magari la metà visto che siamo al termine della prima parte di campionato, per un generatore a noleggio come già presente in serie B, e in questo periodo concludere la diatriba con l’amministrazione?

Sono un problema anche quelle poche decine di migliaia di euro? In tal caso crediamo che possa rivolgersi a qualche associazione caritatevole…

Signor presidente: perché non collabora, in caso fosse diversamente chiediamo venia, con chi sta lavorando per uno stadio nuovo e sostenibile, lì dove è situato ora, ma pensa esclusivamente a uno stadio nuovo, quando in realtà ci sono imprenditori che investirebbero denaro nella ristrutturazione del Rigamonti Ceppi?

«A Lecco hanno sempre difeso lo stadio più di casa loro»

Presidente: forse non è al corrente che a Lecco in molti hanno cercato di speculare sull’area dello stadio, di ogni posizione politica e imprenditoriale, facendo strani progetti ma trovando sempre di fronte a loro persone che amano quel posto più di casa loro e quei colori più di ogni cosa e sono disposti a tutto per difenderlo.

Di una cosa può essere certo: noi NON sosterremo la sua linea.

Il Lecco deve giocare a Lecco, ai piedi del Resegone, non nella triste bassa pianura e per questo rifiutiamo qualsiasi offerta diversa dal rimanere a casa nostra.

L’aquila vola sulle alte cime delle montagne non tra la nebbia della pianura padana, giusto come pro memoria.

Al sindaco: «Rispettate la stretta di mano sui 350mila euro»

È altresì vero, signor sindaco, che la vostra posizione sulla Calcio Lecco è storicamente molto molto patetica.

Non diciamo nulla di nuovo se nella famosa estate per la serie B, l’amministrazione comunale e altre istituzioni non favorirono di certo la partecipazione alla cadetteria. Siamo consapevoli che questi famosi ormai 350.000 euro promessi da qualche consigliere comunale al presidente Aliberti per la sistemazione della cabina elettrica, abbiano potuto subire delle diverse variazioni e che amministrare una città non sia solo pensare alla Calcio Lecco; ma se durante una trattativa vengono promesse certe cifre, poi rese pubbliche, sarebbe oltremodo corretto rispettare l’onorabilità della stretta di mano. Altrimenti, come si dice a Lecco, si è dei “barlafus”.

Avete altre priorità riguardo allo stadio? Allora siate trasparenti e chiari pubblicamente, tralasciando certi interventi nei consigli comunali che lasciano il tempo che trovano e dimostrano un distaccamento dalla realtà quasi imbarazzante. I vari avvoltoi politici stiano ben lontani dalla Calcio Lecco: molti di loro manco conoscono un minimo di storia o dove sia il Rigamonti Ceppi.

Conosciamo bene e siamo consapevoli delle relazioni che intercorrono tra amministrazione e gestore dello stadio, ma è oltremodo vero che il Rigamonti Ceppi resta sempre un monumento, un gioiellino incastonato tra lago e montagne che merita rispetto: e una mano sul cuore potrebbe e dovrebbe essere messa da parte vostra.

L’appello finale: «Finitela con questo teatrino»

Ora, signor sindaco e signor presidente Aliberti: vi chiediamo espressamente di porre fine a questo teatrino assumendovi ognuno le proprie responsabilità e agendo in sinergia per l’interesse della Calcio Lecco, se ciò realmente vi interessa.

In caso contrario, finitela con questo teatrino.

Signor sindaco: lei pensi alla montagna, alle aiuole e alla sua campagna elettorale.

Signor Aliberti: lei si impegni a concludere il suo progetto triennale cercando di rientrare dalle spese sostenute.

Ma lasciate stare la Calcio Lecco, simbolo di una città con i colori e lo stadio più belli del mondo: lasciatela in buone mani, anche se speriamo che lei voglia restare con una quota minoritaria.

FORZA VECCHIO CUORE BLUCELESTE

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