A cinque giorni dalla partita, la settimana che sta portando verso Union Brescia-Lecco di sabato 28 febbraio si sta rivelando molto movimentata. Martedì è arrivato il provvedimento formale della Prefettura di Brescia, che fornisce anche la prima ricostruzione ufficiale rispetto ai fatti di Gorgonzola dell’11 febbraio, e una sanzione disciplinare della Lega Pro comminata per degli episodi di razzismo resi noti dal giudice sportivo. Sullo sfondo, la Calcio Lecco 1912 che valuta se presentare ricorso contro le restrizioni imposte dalla già citata Prefettura.
Come abbiamo raccontato il 19 febbraio — qui il nostro articolo di approfondimento — l’Osservatorio Nazionale sulle Manifestazioni Sportive aveva rinviato al Casms la valutazione degli episodi di Giana Erminio-Lecco, aprendo la strada a possibili misure restrittive. Va precisato che il decreto del Casms relativo alle prossime trasferte non è ancora stato ufficialmente notificato: la Calcio Lecco 1912 ha ricevuto delle informazioni durante i dialoghi con la Lega, ma si attende ancora di conoscere la posizione ufficiale dopo il rinvio a giudizio dell’Onms. L’unico atto ufficiale finora notificato riguarda specificamente la partita di Brescia e porta la firma del Prefetto di Brescia. Partiamo da qui.
Niente biglietti per chi vive in provincia di Lecco
Il 23 febbraio il Prefetto di Brescia Andrea Polichetti ha firmato il provvedimento con cui dispone il divieto di vendita dei tagliandi ai residenti nella provincia di Lecco per l’incontro di Serie C Union Brescia-Lecco, in programma sabato 28 febbraio alle ore 14:30 allo Stadio Mario Rigamonti. Come già segnalato dalla nostra redazione ieri, il divieto è ora pienamente operativo.
Alla base del provvedimento prefettizio c’è una storia di rivalità tra le due tifoserie che affonda le radici addirittura al 2011 – ovvero alla celebre amichevole di Temù del 2011 costata ben 13 Daspo ai tifosi blucelesti – ed è tornata d’attualità nella stagione di Serie B 2023/2024. Già dalla gara di andata del 19 ottobre 2023, «negli ambienti della Curva Nord bresciana si sarebbe radicata l’intenzione di dare una lezione» ai tifosi lecchesi per gli sfottò ricevuti in quell’occasione; nulla di divenuto realtà durante la gara di ritorno del medesimo campionato. Secondo quanto riportato nel dispositivo, degli episodi di tensione si sarebbero verificati durante la gara d’andata di questa stagione al “Rigamonti-Ceppi”, dove le forze dell’ordine avevano dovuto intervenire per impedire alla tifoseria locale di avvicinarsi al settore ospiti; due ultras bresciani erano stati poi deferiti per l’accensione di fumogeni e petardi.
Il Prefetto bresciano ha ritenuto che il divieto limitato ai residenti nella sola provincia di Lecco — e non esteso anche ad altri territori, com’era stato ipotizzato in una prima fase — sia una misura sufficiente a garantire la tutela dell’ordine e della sicurezza pubblica in occasione della gara.
I fatti di Gorgonzola: «violenti scontri nel deflusso»
Il documento ha portato anche una risposta parziale alla domanda che da ormai due settimane ci si fa da queste parti: cos’è accadduto esattamente l’11 febbraio a Gorgonzola? Il Comitato di Analisi per la Sicurezza delle Manifestazioni Sportive, con la propria determinazione del 17 febbraio, ha genericamente spiegato che «le frange più oltranziste delle due tifoserie hanno dato luogo a violenti scontri nelle fasi di deflusso dall’impianto sportivo, rendendo necessario l’intervento del dispositivo di ordine pubblico».
È questa la motivazione che il Casms – il 17 febbraio – ha portato a fondamento delle proprie valutazioni, culminate poi nel provvedimento del Prefetto di Brescia per la gara di sabato. Resta però aperta la questione legata alla trasmissione di questa ricostruzione alla società bluceleste: la Calcio Lecco 1912, infatti, aveva dichiarato il 19 febbraio di non aver ricevuto «nessuna comunicazione ufficiale» e di aver interpellato invano la Giana Erminio, i dirigenti presenti al match, la Questura di Lecco e gli organi di sicurezza della partita. Elemento che fa pensare a una mancata comunicazione tra l’ente pubblico e la società di via Don Pozzi.
La Calcio Lecco 1912 valuta il ricorso
Secondo quanto appreso da LCN Sport, la Calcio Lecco 1912 sta valutando la possibilità di presentare ricorso contro il provvedimento della Prefettura di Brescia, che in via don Pozzi è ritenuto iniquo e lesivo della regolarità sportiva della competizione, oltre che penalizzante per tifosi e club. Si tratta, comunque, di una valutazione ancora in corso.
AGGIORNAMENTO – La decisione della società
La multa per razzismo
A rendere il contesto ancora più delicato è quanto emerso dal Comunicato Ufficiale n. 71/Div della Lega Pro, pubblicato ieri 24 febbraio. Il giudice sportivo ha sanzionato l’Union Brescia per quanto accaduto durante la gara con la Pro Patria del 22 febbraio: circa dieci sostenitori della Curva Nord – su 2.581 presenti – avrebbero «rivolto cori discriminatori a sfondo razziale nei confronti di un calciatore della squadra avversaria, con imitazioni di versi di scimmia, percepiti sia dall’assistente arbitrale numero due sia da un collaboratore della Procura Federale posizionato tra le due panchine».
La sanzione inflitta alla società è duplice: obbligo di disputare una gara casalinga con la Curva Nord priva di spettatori — con esecuzione sospesa per un anno — e un’ammenda di mille euro. La sospensione significa che il provvedimento non scatterà immediatamente, ma resterà pendente per tutta la stagione residua e quella successiva: una nuova violazione analoga comporterebbe l’esecuzione immediata della squalifica, sommata alla nuova pena. Di fatto, una diffida.
La stessa Union Brescia è intervenuta nella serata di ieri con un comunicato ufficiale, prendendo le distanze nettamente dall’accaduto. Il club ha condannato «con assoluta fermezza» i comportamenti, definiti «inaccettabili e totalmente incompatibili» con i propri valori, precisando che si tratta di «una ristretta minoranza di individui» che «non rappresenta in alcun modo la stragrande maggioranza» dei tifosi bresciani. Il comunicato annuncia inoltre che la società «si riserva di adottare tutte le misure necessarie e di agire nelle sedi opportune nei confronti dei responsabili».
Biglietti in vendita
Nonostante il divieto per i residenti in provincia di Lecco, i biglietti per Union Brescia-Lecco sono regolarmente disponibili per chi non rientra nel provvedimento restrittivo. Ecco la tabella completa dei prezzi comunicati dalla società bresciana:
Settore Prezzo intero Curva Nord €15,00 Gradinata Alta €19,00 Gradinata Bassa €21,00 Tribuna Laterale D €25,00 Tribuna Laterale C €35,00 Tribuna Laterale AB €40,00 Tribuna Centrale €50,00 Tribuna VIP €70,00 Settore Ospiti €15,00
Sono previsti ingressi ridotti per over 65, under 25 e under 20, e ingressi omaggio per under 14 e per i portatori di invalidità al 100% con accompagnatore.
I tagliandi sono acquistabili presso la biglietteria dello stadio Mario Rigamonti, sul sito VivaTicket e negli oltre trenta punti vendita autorizzati in provincia di Brescia. La vendita per il settore ospiti si chiude venerdì 27 febbraio alle ore 19:00: non sarà possibile acquistare biglietti per quel settore ai botteghini il giorno della gara. Gli accrediti stampa vanno richiesti entro le ore 15:00 di mercoledì 25 febbraio all’indirizzo accreditistampa@unionbrescia.com.










