Sabato 2 Maggio serviva la partita perfetta per strappare la tanto desiderata salvezza e così è stato. In gara 3, l’ultima, ci si giocava un’intera stagione. Dopo le fatiche della regular season e il punteggio di 1-1 nella serie play-out, Calolzio era chiamata all’impresa per battere i rivali. A Busnago la Carpe Diem ha riversato sul parquet un insieme di elementi che le hanno consentito di vincere la partita e garantirsi la permanenza in serie C: orgoglio, grinta, determinazione e tanto agonismo.
A inizio gara entrambe le squadre sono visibilmente contratte, la posta in palio è troppo alta per rischiare di commettere errori e regalare spazi e canestri agli avversari. Per circa 3 minuti il punteggio rimane di 1-0 in favore dei padroni di casa, segno che le difese arginano bene gli attacchi avversari e le percentuali al tiro sono molto basse, probabilmente per la troppa pressione sui tiratori. La tensione si taglia con il coltello anche sugli spalti, dove le tifoserie non smettono di incitare i propri beniamini. Dopo i primi minuti di studio iniziano anche ad arrivare i canestri.
Nel primo quarto la Fortitudo cerca di indirizzare la gara e chiude sul + 5. Nei due minuti di pausa Calolzio riordina le idee e riesce a rimanere aggrappata al risultato fino all’intervallo lungo. Padroni di casa sempre avanti, ma il divario inizia ad assottigliarsi e il tabellone recita 31-28.. Al rientro dalla pausa i ragazzi di Christian Ronconi, coach di Calolzio, sembrano indemoniati. Prima pareggiano e poi sfruttando l’inerzia si portano addirittura a +7 cercando di dare una bella spallata al match. Busnago però non ci sta e ribatte colpo su colpo: il terzo quarto si chiude in parità 45-45. Ma è negli ultimi tre minuti del quarto quarto che viene compiuto il capolavoro. In difesa le maglie si stringono e in attacco arrivano canestri magistrali che consentono a Calolzio di poter gestire gli ultimi 30 interminabili secondi, nei quali Busnago per tentare il tutto per tutto cerca soluzioni da tre a dir poco forzate. Il punteggio finale è di 54-62. Stefano Radaelli brilla con 24 punti.
«Il gruppo si è compattato»
Alla fine è festa grande per i giocatori in campo e per i tanti tifosi giunti dal lecchese. Ronconi, visibilmente emozionato e soddisfatto, commenta non solo la singola gara, ma l’intera stagione: «Dopo una battaglia vera, di quelle che lasciano segni sulle gambe e nella testa, gara 3 contro Busnago si chiude con una vittoria che vale molto più del punteggio finale; vale un percorso, vale una trasformazione. Tre mesi e mezzo fa questa squadra era diversa. C’erano dubbi, sguardi bassi, paura. Da quel momento è iniziato un lavoro silenzioso ma durissimo con una richiesta chiara: onestà, durezza mentale e fisica. Allenamenti intensi, confronti diretti, momenti in cui sarebbe stato facile spezzarsi. Ma il gruppo ha scelto di restare, compattarsi, aiutarsi l’un l’altro, resistere».
Il lavoro ha dato i suoi frutti: gara 3 è stata la fotografia perfetta di tutto questo. Una partita sporca, fisica, combattuta fino all’ultimo. Non una vittoria casuale, ma conquistata con la difesa, con il sacrificio, con il rispetto per il lavoro fatto. «Questa salvezza non ci è stata regalata, ce la siamo presa, l’abbiamo strappata con le mani, con le unghie, con la testa e con il cuore». “Built for this” non era uno slogan, era una promessa che adesso è diventata una certezza. Questa vittoria appartiene a chi non ha mollato mai e, adesso più che mai, deve godersela.









