Quando il fischio finale smette di rimbombare e il campo torna silenzioso, il tempo non si ferma ad aspettare. Ed è questo lo stato delle cose in casa Calcio Lecco 1912 dopo la corsa play off arrestatasi nella serata di Catania. Venerdì sera è arrivato il “rompete le righe” con la cena sociale, ma è già tempo di prendere le prime decisioni cruciali in vista della stagione 2026/2027. Del resto sarà il terzo anno del ciclo triennale che il presidente Aniello Aliberti ha annunciato nel 2024: l’anno della maturità, se vogliamo, dopo uno di demolizione-ricostruzione e un secondo di pura costruzione.
Il punto di partenza è incoraggiante. Il Lecco che ha chiuso questa stagione – soprattutto quello visto nel finale, nei playoff, nel momento in cui contava – è una squadra che non si è sciolta come neve al sole quando il percorso si è fatto in salita. Ha mostrato carattere, identità, una consapevolezza di gruppo che non si costruisce in poche settimane. La domanda che ci siamo posti, in questi giorni dedicati al commento in “Diario 1912”, è semplice: si rilancerà la corsa? Perché portare avanti quella qualità, quelle idee, quella compattezza nel prossimo campionato significherebbe presentarsi in Serie C con delle credenziali ben precise. E giugno già incombe.
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La rosa: i nodi da sciogliere entro luglio
L’estate del Lecco si annuncia – come sempre – movimentata sul mercato, con una serie di scadenze e prestiti in chiusura che renderanno il lavoro del direttore sportivo Antonio Minadeo delicato.
Un tema da gestire è quello dei sette giocatori in prestito che rientrano alle rispettive proprietà il 30 giugno: Basili, Duca, Konaté, Ndongue, Rizzo, Romani e Urso. Sette pedine non da poco, con il profilo di Duca che sta a cuore sostanzialmente a tutta l’opinione pubblica: la situazione societaria della Juve Stabia è nota, complessa, e il giocatore potrebbe ritrovarasi libero in estate. La sua conferma sarebbe un segnale forte per quello che ha rappresentato nel finale di stagione, la personalità con cui si è caricato la squadra sulle spalle. Così come sarebbe un peccato perdere per strada Urso, che si è preso la fascia destra e ha mostrato ottime doti. Quello per Konaté è un discorso ben diverso: un anno da titolare in Serie C, in una squadra che è quella di casa sua, sarebbe esattamente il contesto giusto per completare la sua crescita, ma l’attaccante di proprietà dell’Empoli potrebbe avere mercato in Serie B anche a titolo definitivo. Basili è stato bloccato da un infortunio lungo e fastidioso, Romani potrebbe fare strada in cadetteria, quello per Rizzo è un discorso sostanzialmente diverso da tutti gli altri.

Il 1° luglio torneranno alla base Di Gesù dal Siracusa, Mazzola dalla Vogherese, Mendoza dalla Palmese, Grassini dal Bystrica e l’ottimo Galeandro in versione Giana, tutti con contratto in essere fino al 2027; Di Bitonto, di ritorno dal Sant’Angelo, si libererà definitivamente.
Il capitolo più delicato riguarda, però, le scadenze contrattuali. Il 30 giugno 2026 terminano i contratti di Ferrini, Lovisa, Marrone, Tanco, Tscholl e Voltan, mentre c’è il blocco più numeroso, quello dei giocatori in scadenza nel 2027, da analizzare: Alaoui, Anastasini, Battistini, Bonaiti, Dalmasso, Furlan, Furrer, Kritta, Mallamo, Metlika, Nova, Pellegrino e Sipos entreranno tutti nell’ultimo anno di contratto. Su Sipos è lecito attendersi attenzioni dal mercato: è un giocatore di livello, e nel calcio chi ha livello viene cercato, cosa che vale anche per Kritta. Ma, più in generale, con tutti coloro che sono considerati dei capisaldi – e in quell’elenco ve ne sono vari – ci sarà ragionare a breve per evitare che le sirene di mercato possano suonare ed essere ascoltate. Parker, Tondi, Zanellato (scadenza 2028) e Mihali (2029) hanno invece accordi ancora lunghi.
La panchina e il management
Uscendo dal campo, in senso stretto, mister Valente ha un contratto fino al 2027. Sul piano formale, la sua posizione è solida. Sul piano sostanziale, la risposta che ha dato quando gli è stato chiesto esplicitamente del progetto a lungo termine ha sottinteso un concetto chiaro: il tecnico ha preso tempo, quello necessario per sedersi al tavolo con proprietà, dirigenza e capire le prospettive. Così come, a ruota, c’è il sempre importante tema legato a staff tecnico e staff medico. Aliberti dal canto suo è sempre stato coerente sul tema: i contratti si rispettano, ma se qualcuno vuole provare altre sfide professionali, una soluzione si può trovare.
C’è poi la questione del management, non banale. Virna Bonfanti, club manager, è in scadenza a giugno 2026: un altro nodo da sciogliere e non di poco conto. Il diesse Antonio Minadeo ha invece un altro anno di contratto e l’ultimo rinnovo lo firmò il 1° ottobre 2025, a mercato ampiamente finito. Da prendere in mano anche tutto il maxi dossier inerente il settore giovanile, che però ha tempi più dilatati visto che la stagione è ancora in corso.
Sul fronte delle voci societarie – quelle su un possibile interessamento dall’estero per l’acquisizione della società – la lettura più onesta resta quella del rumore di fine stagione: voci che vanno veloci lungo i corridoi, soprattutto in periodo di assenza da calcio giocato. Resta sottinteso che è sempre compito della proprietà dare dare un input chiaro e l’occasione ufficiale per farlo sarà la conferenza stampa che i presidente Aliberti terrà la prossima settimana, il primo atto pubblico del cantiere che porterà al terzo anno di progettualità. A breve, intanto, è atteso il rifacimento del campo di gioco in erba sintetica.
Il divieto di trasferta fino al 2027
C’è un elemento non da poco che condizionerà pesantemente tutta la prima parte della stagione 2026-2027. Il Ministero dell’Interno ha, infatti, lo scorso 21 maggio ha deciso la chiusura dei settori ospiti per le trasferte dei tifosi blucelesti fino al 2027 in seguito ai fatti di Lecco-Catania. Le gare esterne del Lecco nella prima metà della stagione si giocheranno in un silenzio forzato che il campo, inevitabilmente, sentirà.












