La festa regionale minibasket Jamboree si è chiusa lasciando nel weekend a Calolziocorte l’energia di 600 giovani partecipanti, protagonisti di una due giorni che ha unito sport, cultura e territorio in un’unica grande esperienza condivisa. Il risultato conferma la crescita costante di un appuntamento capace di coinvolgere famiglie, società sportive e Istituzioni, grazie alla sinergia tra Fip Lombardia, Carpe Diem Calolziocorte e Np Olginate, realtà che hanno saputo costruire un modello di collaborazione riconosciuto e apprezzato in tutto il movimento cestistico giovanile.
A guidare il senso profondo di questa edizione è stata la visione di Carpe Diem, raccontata da Manrico Antozzi. Un percorso iniziato due anni fa, quando “un sasso lanciato nel lago” aveva portato alla conquista dell’evento provinciale, preludio alla candidatura regionale. Una crescita costruita insieme alle società del territorio, con un’attenzione particolare al mondo della scuola, alla cultura e alla diffusione di uno stile di vita che mette al centro inclusione, partecipazione e comunità. Forte anche il messaggio del Pink Day dedicato alle ragazze, con l’obiettivo di ampliare le opportunità sportive in un’età in cui la pratica femminile è ancora troppo bassa. Un impegno che Carpe Diem considera prioritario e che continuerà a sviluppare nei prossimi anni.
Il progetto “I Promessi Canestri”
In questo spirito è nato I Promessi Canestri, il progetto che ha trasformato il Lavello in un luogo narrativo dove sport e cultura si intrecciano. Le squadre, ispirate ai personaggi dei Promessi Sposi, hanno dato vita a un racconto collettivo che ha avvicinato i giovani alla storia locale attraverso il gioco, rendendo il territorio protagonista e offrendo un’esperienza immersiva che unisce identità, appartenenza e scoperta.
Il consigliere comunale di Calolziocorte, Marco Domenico Bonaiti, ha sottolineato il valore di questa scelta, affermando: «Questa edizione del Jamboree dimostra quanto il Lavello possa diventare un luogo vivo, capace di accogliere i giovani e raccontare la nostra storia. Vedere 600 ragazzi giocare qui è la conferma che investire su cultura e sport è la strada giusta per il futuro del territorio».
Un tema ribadito anche da Giovanni Scaglia, consigliere Avis Calolziocorte, che ha sottolineato come «avvicinare i giovani al tema del dono sia fondamentale. Bellissima anche l’opportunità dei genitori di visitare il chiostro del Lavello guidati da volontari qualificati».
Carlo Filabelli, responsabile regionale minibasket, ha ricordato la dimensione educativa dell’iniziativa, dichiarando: «Il Jamboree è un esempio concreto di come lo sport sappia educare, unire e far crescere. Qui non si formano solo atleti, ma cittadini consapevoli. La passione che ho visto in campo è la migliore promessa per il domani. Grazie al Comune e alla Carpe Diem, hanno fatto un lavoro eccezionale”.
Emozionante anche la dimostrazione degli atleti dell’associazione Special Bergamo sport, guidati dal presidente Denis Bonetti. «Le attività con Carpe Diem sono sempre occasioni di crescite condivise. Per noi è stato un onore essere parte di questa bellissima iniziativa».
Il Jamboree ha dimostrato ancora una volta che lo sport può essere molto più di una competizione: può diventare cultura, comunità, educazione e crescita condivisa. Carpe Diem e Np Olginate confermano la volontà di continuare a costruire percorsi che vadano oltre il campo, trasformando ogni iniziativa in un’occasione per includere, valorizzare e far crescere i giovani attraverso esperienze che lasciano un segno.









