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«Per questi ragazzi ho finito gli aggettivi»: il Lecco di Vicinanza Toscano è in semifinale

Il tecnico dei 2010 dopo la qualificazione con il brivido conquistata con la Virtus Verona: due gol evitabili, l’unione del gruppo e la semifinale a Sorrento, la sua città di origine

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Tempo di lettura 3 minuti

L’Under 16 del Lecco è in semifinale scudetto. Il passaggio del turno maturato contro la Virtus Verona (2-2 il risultato aggregato) permette ai blucelesti di proseguire la corsa che porta allo Scudetto di categoria. Sorride mister Alessandro Vicinanza Toscano parlando dei suoi ragazzi: i 2010 se la vedranno ora con il sorprendente Sorrento, nella città d’origine del tecnico. L’abbiamo intercettato sul campo del “Rigamonti-Ceppi” che a breve vivrà l’intervento di rifacimento del campo in erba sintetica.

Lecco U16 in semifinale, parla Vicinanza Toscano

Mister, qual è il senso di questa qualificazione?
«L’unione di questi ragazzi è stata qualcosa di pazzesco, ma è un viaggio cominciato lontano. Uso quasi le stesse parole che ho usato lo scorso anno, però è proprio l’unione di intenti, il gruppo, che poi hanno fatto la differenza».

Sulla gestione della partita e i due gol subiti:
«Due gol evitabili, perché bisogna dire la verità: evitabili dopo aver sbagliato il 2-0 almeno in tre occasioni. Però il calcio ti insegna che se non chiudi la partita c’è il rientro degli avversari, che sono stati una squadra veramente tosta da affrontare sul doppio incontro. Loro in tutto il 2026 avevano perso una sola partita, ma non avevano incontrato noi… Questo è un gruppo per il quale ho finito gli aggettivi».

Cos’è cambiato con il salto di categoria?
«L’avversario, se lo scorso anno ci subiva, quest’anno fisicamente ci sta dietro. Nessuno si ricorda che a noi mancano i 35 gol di Terranova e i 30 assist, senza rigori. Questo è un dato che deve far riflettere. Abbiamo lavorato su altre cose, siamo più quadrati e più equilibrati. Se tolgo i due gol, la partita è stata anche difensivamente perfetta. “Siamo ancora qua”, dice una canzone, e quindi adesso ce la godiamo.»

Un Lecco diverso dopo la perdita di Terranova:
«Hai centrato il punto. Non è che non lavoriamo con le catene, ma portiamo spesso l’esterno dentro avendo grande qualità: Fellini e Famà in mezzo al campo sono due giocatori che la palla la fanno cantare. Accentrare il gioco e avere dominio lì in mezzo ci porta ad avere qualche giocatore in più in quella zona. Chiedere a Leoni di sovrapporre 80 minuti a partita come lo scorso anno è difficile. Però sì, accentriamo un po’ più il gioco: lavoriamo per svuotare, detto proprio in maniera tecnica basilare».

Sulla semifinale contro il Sorrento, che ha eliminato a sorpresa il Benevento:
«Ci godiamo questa gita a Sorrento, da dove provengo: è una doppia soddisfazione. Adesso proviamo ad arrivare in fondo, ovviamente».

Sulla cornice di pubblico al “Rigamonti-Ceppi” e sull’ultima partita sul manto prima dei lavori di sostituzione del fondo:
«Se eravamo entrati nella storia lo scorso anno, ci entriamo anche quest’anno di diritto, con l’ultima partita col manto del “Rigamonti-Ceppi” prima dei lavori. Oggi, parlando della singola partita, si è chiuso anche qua a Lecco il ciclo con questa squadra, con questa annata. In questi due anni stupendi abbiamo avuto la fortuna di giocarci più volte, e chiudere con un passaggio del turno era il sogno più bello che potessi avere io e anche i ragazzi, davanti a tutta questa gente. Una partita folle, onestamente. Non ho mai pensato di non poter passare il turno, nonostante la difficoltà del 2-1».

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