Il calendario non concede troppo margine di manovra: giovedì 16 luglio il raduno al “Rigamonti-Ceppi”, domenica 19 la partenza per il Trentino per il ritiro. Dieci giorni e, in mezzo, una non banale quantità di nodi da sciogliere. Gli ultimi giorni ne ha aggiunto uno importante, quello del direttore sportivo, e la settimana in corso dovrà portare per forza di cose iniziare a scioglierli tutti, in casa Calcio Lecco 1912: giovedì 9, a cinquanta giorni esatti dall’eliminazione di Catania, tornerà a parlare il presidente Aniello Aliberti.
Minadeo verso Bari
La vicenda aperta venerdì e passata sabato per il “si può fare” dovrebbe chiudersi a breve. In questi giorni sono previsti i contatti decisivi per definire la risoluzione consensuale del contratto di Antonio Minadeo, legato al Lecco fino al 30 giugno 2027: un accordo che – come confermato anche dai colleghi di TuttoMercatoWeb – non è ancora stato firmato, perché se da un lato nessuno intende trattenere chi ha manifestato la volontà di partire, dall’altro il club non vuole rimetterci, né sul piano economico né su quello della programmazione. Sciolto quel vincolo, la strada verso il Bari di Pierpaolo Marino, che al suo fianco vuole un profilo fidato, e Massimo Rastelli sarà spianata, con l’annuncio che potrebbe arrivare a stretto giro.
Non si registrano frizioni, e questo è il dato che va sottolineato. Come raccolto da lcnsport.it, una volta presentata la richiesta alla proprietà non è stata opposta alcuna resistenza: la famiglia Aliberti ha accompagnato la scelta del proprio dirigente, riconoscendogli la statura dell’occasione professionale. Del resto il rapporto tra Minadeo e la proprietà è sempre stato molto stretto: arrivato nell’estate 2024, il dirigente molisano è diventato negli anni una sorta di quarta testa della proprietà familiare, dentro alle dinamiche societarie ben oltre il puro perimetro tecnico. Lascerà per approdare in una piazza che definire esigente è una semplice sottolineatura: al San Nicola sono reduci da anni di cocenti delusioni e la contestazione verso la proprietà De Laurentiis non si è placata in questi giorni.

Valente: restare e ricominciare
C’è poi un risvolto che riguarda direttamente il campo. Mister Federico Valente, rimasto alla guida della squadra dopo un’estate di riflessioni, si ritrova ora a dover ricostruire i propri riferimenti proprio mentre la stagione entra nella sua fase operativa: il direttore sportivo con cui aveva condiviso un anno e mezzo di lavoro, la costruzione della rosa e – nelle ultime settimane – anche la pianificazione silenziosa del mercato che verrà, è a un passo dall’addio. Non è un dettaglio: il rapporto tra tecnico e diesse è tra gli assi portanti di qualsiasi progetto sportivo, e Valente dovrà ritessere quel filo con un interlocutore nuovo, a raduno praticamente alle porte. Chi resta, insomma, non ha un compito più semplice di chi parte.
Sul dopo, la linea raccolta nelle ultime ore è la stessa anticipata nel punto di ieri: il sostituto sarebbe già stato individuato, ma sul profilo vige il massimo riserbo. Va ricordato, per completezza, che in casa Lecco esistono già due figure abilitate al ruolo, la club manager Virna Bonfanti e il responsabile del settore giovanile Paolo Pennati, anche se abilitazione e incarico operativo sono evidentemente due cose ben diverse.

Il mercato, Sudtirol su Kritta
Il paradosso di questa estate bluceleste sta tutto qui: tanto è bloccato, ma non tutto è fermo. Le operazioni – entrate, uscite, rinnovi – restano congelate per scelta fino alla conferenza del presidente, come raccontato anche nella ricognizione sui nomi circolati. Ma il piano esiste: da quanto raccolto da lcnsport.it, l’idea di massima sui profili da inserire è stata predisposta da tempo e condivisa tra le componenti tecniche e dirigenziali, con dei giocatori già bloccati che potrebbero essere formalizzati in breve tempo. Ma, e non è un passaggio da poco, manca il fondamentale via libera anche per questioni di budget.
Sul fronte uscite, il nome più caldo resta quello di Marwane Kritta: il terzino sinistro, in scadenza nel 2027 e reduce da una stagione di crescita costante, ha mercato e, secondo quanto appreso da lcnsport.it, su di lui c’è soprattutto il Südtirol. Un’eventuale offerta concreta verrebbe valutata, in un’estate in cui i big blucelesti – da Furlan a Metlika, da Sipos a capitan Battistini, obiettivo della Reggiana – potrebbero ricevere proposte importanti. E anche qui sarà la società a dover fare una scelta fondamentale, tra cambiare i pilastri del gruppo o rilanciare verso un campionato di alto profilo.

Investitori, la risposta
Capitolo societario, per non lasciare la questione in sospeso. Il nome della Total Sports Investments – il fondo cofondato dal Ceo Roman Dubov e da Sergey Lomakin, proprietario del Pafos protagonista in Champions League e in fase di acquisizione della Ferroviária in Brasile, accostato al Lecco ormai da un anno con l’ex capitano bluceleste Cristiano Giaretta come possibile trait d’union – continua a riecheggiare a queste latitudini. La posizione della Calcio Lecco 1912 sul tema è stata netta: allo stato attuale non c’è una trattativa aperta e Aniello Aliberti resta il proprietario del club. Si può fare, a prescindere, una considerazione di fondo: che il Lecco susciti interesse è la fotografia di una società che dalla Serie B in poi ha cambiato peso specifico dentro la categoria, mostrando anche un enorme potenziale ancora inespresso. Il brand del lago è innegabile, l’appetibilità verso il territorio c’è. Poi, chiaramente, per passare dall’interesse a qualcosa di ben più concreto passa in mezzo un mondo.
L’ormai famosa conferenza di giovedì dirà quanto in fretta si lavorerà per recuperare il terreno inevitabilmente perso in queste settimana: tutto l’ambiente attende delle risposte.












