Prima seduta a porte aperte, prima intervista stagionale. Al termine dell’allenamento di sabato mattina al “Rigamonti-Ceppi”, mister Federico Valente si è presentato davanti ai microfoni per aprire anche mediaticamente la sua stagione 2026/2027. Un colloquio a tutto campo, in cui il tecnico ha toccato ogni nodo di un’estate lunga e discussa: dal nuovo campo alle voci di mercato che lo avevano lambito, dalla rosa da completare alla necessità di ricostruire equilibri dopo le partenze pesanti.
L’intervista a mister Federico Valente
Mister, come trova il nuovo terreno di gioco del “Rigamonti-Ceppi”?
«Il terreno è top, sono contentissimo, e non solo io, anche i ragazzi. Si vede che ha cambiato il mondo. Adesso con questo caldo dà fastidio, però anche col vecchio manto dava fastidio. Sono contento per i ragazzi, perché non ci sono più scuse: la palla viaggia, si sta benissimo, è assorbente, top».
Ci siamo salutati a Catania con un “devo parlare col presidente”. Come sono stati questi quaranta giorni? C’è mai stata la possibilità di non proseguire il rapporto?
«Dopo la partita di Catania c’era un po’ di delusione, volevamo passare il turno: la squadra ha fatto una bellissima gara anche fuori casa. Ma non è che non abbiamo fatto niente in questi quaranta giorni. Lo so che da fuori sembrava che tutto stesse fermo, però abbiamo lavorato dietro le quinte. Riguardo ai rumors di mercato, penso che ognuno di noi sia ambizioso e voglia fare degli step importanti, però non ho mai detto che vorrei lasciare la Calcio Lecco: anzi, mi trovo benissimo qua, ho l’ambiente che mi sostiene e una società che ha creduto in questo progetto. Abbiamo pianificato tutta la preparazione e siamo arrivati a un punto che ci dà molta soddisfazione: adesso non dobbiamo più andare a Rovagnate. I ragazzi arrivati, sia quelli della Primavera sia quelli da fuori, si sono subito messi nel gruppo. Io posso guardare le cose dall’esterno e questo mi dà la possibilità di entrare nel dettaglio. Ho passato bene le ferie con la famiglia, ero al mare: si sta sempre bene, mangiando un po’ troppo (ride, ndr)».
Come ha visto i nuovi arrivati? Serve ancora qualche innesto?
«Certo. Guardando da fuori, al momento abbiamo pochi difensori: il nostro direttore (Zerminiani, ndr) ci sta lavorando, siamo su profili interessanti. Stiamo valutando chi può far parte del gruppo, e non solo per il gioco, ma anche come persone: alla fine è quella la cosa più importante, che chi arriva voglia lavorare, voglia sudare. In questi tre giorni abbiamo già fatto tanti chilometri, tanto sudore, ma sempre giocando a calcio. Abbiamo bisogno di giocatori in difesa, sicuramente, poi vediamo cosa si muove. Sia Lukas (Sinn, ndr) che Daniele Triacca sembra abbiano già passato gli ultimi sei mesi qua con noi. È arrivato adesso anche Marco Litti, che ha una voglia tremenda, e senza dimenticare il portiere Thomas Vettorel, che pure sembra già un veterano. Sono contento di come si sono inseriti subito nel gruppo».
Molti rumors parlano di un ritorno di Gregorio Tanco, in scadenza e rivisto a Lecco. Come vedrebbe questa possibilità?
«Ha ancora l’appartamento qua, no? Greg è importante come giocatore, ma soprattutto come persona lo era molto per il mio gioco. Poi si è fatto male, purtroppo, e ha cambiato un po’ la dinamica, però nei primi sei mesi è stato importante per questa squadra: anche quando non giocava, dalla panchina dava energia allo spogliatoio. Chi mi conosce sa che sono un suo grande tifoso. Adesso, però, bisogna trovare la quadratura: ne stiamo parlando, il direttore sta parlando con i procuratori. Si vedrà se Greg potrà ritornare».
Ci sono equilibri e pezzi di leadership da riassegnare, dopo le partenze. Non cambia il processo, ma cambia chi lo ricopre.
«Assolutamente d’accordo. Matteo Battistini e Jacopo Furlan erano due giocatori molto vicini a me e allo staff, facevano parte del consiglio di squadra insieme a Luca Marrone: erano l’equilibrio dello spogliatoio. Anche nella fase in cui non andavamo bene, loro sono rimasti tranquilli, eravamo vicini. Questo non lo sostituisci in un allenamento o due, perché in campo è più facile: è fuori dal campo che abbiamo bisogno di questi leader. Leon (Sipos, ndr) è un leader, tutti sappiamo la sua importanza, e penso abbia anche tanta gente che lo sta guardando. Per questo dobbiamo evidenziare bene chi saranno i nostri leader, ed è anche il motivo per cui andiamo su certi profili in difesa: lì è importante avere un leader. Va bene giocare con i giovani, a me piace tantissimo perché vanno a duemila, a volte devi quasi frenarli perché non conoscono ancora il loro corpo, ma hai bisogno anche di esperienza matura, di leadership, di qualcuno che sappia gestire una partita».
Il presidente ha parlato di obiettivo tra i primi cinque. Il suo qual è?
«Io faccio parte della società: l’obiettivo del presidente è stato parlato anche con me, non è che lui sta sulla Luna e io sto qua. Negli incontri che abbiamo avuto siamo sempre stati allineati. Poi è chiaro che su un discorso ciascuno può avere un parere diverso, ma l’importante è parlarsi: come società abbiamo detto questo obiettivo. Se ci arriviamo, top; se non ci arriviamo, dovremo analizzare bene il perché. Io sono fiducioso che riusciremo a portare la squadra a un buon punto. Adesso andiamo in ritiro per dieci giorni, dove si può lavorare con tranquillità, poi il tempo passa veloce: quando torneremo bisognerà inserire i nuovi giocatori, questi già arrivati più i prossimi pilastri».










