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Andrea Panizza, ennesima magia: suo il titolo mondiale

Il mandellese si impone ancora una volta con il Quattro di coppia: l’Italia rimonta e supera la Germania negli ultimi 250 metri

Il quartetto azzurro (foto www.canottaggio.org)
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Tempo di lettura 3 minuti

Sull’acqua piatta del Bosbaan, il canale di regata alle porte di Amsterdam, la Germania ha comandato per milletrecento metri. Poi è arrivato l’attacco dell’Italia, e negli ultimi duecentocinquanta metri il quattro di coppia azzurro ha cambiato passo. Poco prima delle 12.30 di sabato 29 agosto Luca Chiumento, Andrea Panizza, Luca Rambaldi e Giacomo Gentili hanno tagliato il traguardo dei Mondiali assoluti in 5’33″60, davanti alla Germania (5’34″46) e alla Gran Bretagna (5’35″40). Per il lecchese Andrea Panizza, mandellese della frazione di Olcio, è il terzo titolo iridato in carriera nella specialità.

Il tempo dell’equipaggio azzurro, tutto tesserato per le Fiamme Gialle, è a un secondo e mezzo scarso dal record del mondo, il 5’32″03 firmato dall’Olanda nel 2021 a Tokyo. Un anno fa, ai Mondiali di Shanghai, la stessa barca aveva vinto conducendo la gara dall’inizio alla fine: stavolta il copione si è rovesciato, con gli azzurri costretti a inseguire, il sorpasso attorno ai milletrecento metri e un margine ridotto a sette centesimi quando mancavano cinquecento metri all’arrivo.

La bandiera che viaggia sempre in barca

Sul podio, sulle spalle di Panizza, c’era la bandiera di Filippo Mondelli, prodiere del quattro di coppia campione del mondo a Plovdiv nel 2018 e scomparso nel 2021 per un osteosarcoma. È l’oggetto che accompagna l’equipaggio da anni, gara dopo gara. “La bandiera di Filippo è sempre con noi, è il nostro portafortuna”, ha detto Panizza nelle dichiarazioni diffuse dalla Federazione Italiana Canottaggio, spiegando che gli azzurri non si sono scomposti davanti agli attacchi tedeschi e hanno accelerato nei momenti giusti della finale.

Panizza, Rambaldi e Gentili erano in barca anche a Plovdiv otto anni fa, insieme a Mondelli: per loro il titolo di Amsterdam è il terzo, dopo quello bulgaro e l’oro di Shanghai del settembre 2025. Nel mezzo, l’argento olimpico di Parigi 2024, la medaglia che aveva fatto scoppiare la festa a Olcio e che resta la prima medaglia lecchese dei Giochi di Parigi.

Il 2026 di Panizza

Per il canottiere classe 1998, cresciuto alla Canottieri Moto Guzzi sotto lo sguardo del compaesano Giuseppe Moioli, oro olimpico nel quattro senza a Londra 1948, è l’ennesimo capitolo di una stagione fitta. A gennaio la laurea in Scienze motorie, il 1° febbraio il ruolo di tedoforo nella frazione mandellese della staffetta della fiamma olimpica di Milano-Cortina, a fine febbraio il titolo mondiale di canottaggio indoor conquistato a Piediluco sui mille metri al remoergometro. In acqua, il 2026 aveva portato la vittoria alla Henley Royal Regatta e la delusione degli Europei in casa, sul lago di Varese, dove l’oro era sfuggito: una sconfitta che, come ha raccontato Rambaldi, ha spinto l’equipaggio a preparare il Mondiale con un’ossessione in più.

Il primo commento istituzionale è arrivato a poche ore dalla finale dal sindaco di Mandello del Lario Riccardo Fasoli, che ha affidato a un post su Facebook due parole soltanto: “Che prova! Grandissimi!”. Nell’ottobre scorso, dopo Shanghai, Mandello aveva accolto il suo campione con una festa sulla terrazza della Canottieri Moto Guzzi e il Consiglio regionale gli aveva consegnato la medaglia ufficiale della Lombardia.

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