Pronto a stupire anche in Serie C. Il Basket Lecco è al lavoro per preparare la stagione 2026/27, che lo vede tornare a calcare i parquet di una categoria prestigiosa seppure rivoluzionata dalle riforme dei campionati degli ultimi anni.
Massimo Meneguzzo guida un gruppo giovane alle prese con il doppio (anche triplo) salto in due stagioni, dalla DR3 alla Serie C passando nel mezzo per la DR1. Un balzo molto impegnativo per buona parte dei componenti del roster bluceleste, ma il coach sa benissimo come si fa. A dimostrarlo è lo splendido cammino nei play-off che lo scorso maggio è valso la promozione.
«Abbiamo confermato tutti gli esterni che avevano in rosa e abbiamo aggiunto quello che ci mancava sotto canestro: Eraldo Nikoci, un pivot di 218 centimetri; Martino Rusconi da Calolzio, un rientro dopo diversi anni, e Mattia Viganò, ex Cantù» spiega il coach. «Eraldo ha giocato la B Interregionale con Reggio Emilia, gli altri due conoscono la C per averla affrontata nell’ultima stagione».
«La C di oggi è vicina alla B Interregionale»
Immessa esperienza, dunque, anche se i campionati cambiano tanto velocemente da non lasciare grandi certezze alla vigilia. «La C si avvicina di più al basket che conoscevo, ma molti giocatori sono scesi di categoria perché dipende dalle possibilità economiche delle società. Il livello si è alzato, affronto giocatori che ho incontrato in campionati superiori anni addietro. Riuscire a capire la reale entità della B interregionale è difficile, è costosa e ti porta a fare trasferte costose, per cui il livello si è quasi bilanciato con la C. Vedremo strada facendo cosa troveremo. Ci sono società che si allenano di meno e altre che si allenano tanto come vogliamo fare noi. Nel roster abbiamo giocatori del vivaio, in tutto sei, per continuare a farli crescere».
«Noi neopromossi, ma ambiziosi»
Dove può arrivare questo Lecco? Meneguzzo giura che il presidente Antonio Tallarita, che lo scorso anno chiese la promozione, non ha posto obiettivi. «Siamo una neopromossa e dovremmo dire che vogliamo salvarci, ma lavoriamo per migliorare e l’ambizione sono i play-off. Ho in mano un gruppo che si allena molto bene insieme e ha grande voglia di fare. Dovremo confrontarci con gli altri e capire, perché a oggi i roster sono incompleti: fino a Natale dunque gli equilibri del girone non saranno ben definiti, a prescindere da Lissone che a maggio ha fatto la finale e va considerata la favorita. A Mantova, Brescia, Bergamo per tradizione si gioca bene e tutte quelle squadre possono essere nostre antagoniste».
Una variabile importante è costituita dagli infortuni, che lo scorso anno penalizzarono il Lecco durante la stagione regolare. «Tanti giocatori hanno avuto il doppio impegno e siamo stati tartassati, Jakimovsky ad esempio ha saltato ben 14 partite – precisa Meneguzzo – La differenza poi si è vista nei play-off, quando abbiamo avuto tutti a disposizione. Speriamo di non riempire l’infermeria».
Il pubblico del Bione non vede l’ora di riabbracciare i blucelesti in una categoria ancora a carattere regionale, ma più assai vicina alla storia del club.
















