Il Lecco vince e dà spettacolo al “Gino Corioni” di Ospitaletto, demolendo il Desenzano molto più di quanto il risultato finale (1-3) non lasci consegnato agli atti. Pellegrino, Rizzo e Arena firmano, a cavallo tra i due tempi, il tris che mette al tappeto la squadra di Gaburro, comunque brava a crearsi le premesse per la clamorosa rimonta con il bel tiro di Liberati – una panchina in bluceleste alla fine del 2022 – dal limite che ha generato qualche piccolo momento di poca tranquillità dalle parti di Vettorel. Vittoria strameritata, però, per il gruppo di Valente che ha costruito una decina di nitide palle gol e ha legittimato dall’inizio alla fine quanto fatto nei quasi 100′ di gioco.
Desenzano 1–3 Lecco, l’intervista di Valente
Mister, per 65′ il miglior Lecco della sua gestione:
«La difesa non aveva mai giocato insieme e ci ha messo un paio di minuti a trovare le distanze, poi la squadra ha dimostrato di voler sempre difendere tornando dietro la palla, poi se troviamo spazi e andiamo in profondità… Ci deve dare fiducia, ma è uno step in un infrasettimanale, mi dà tanto fastidio il gol preso perchè alla fine ti mettono dentro tanti cross e se capita il 2-3 diventa un casino. Stanno rosicando negli spogliatoi per questo: testa giù e pedalare, ci aspetta una gara importante e difficile. Moutassime? So delle sue qualità, ma si deve confermare ogni partita».
Gran condizione fisica:
«Abbiamo attaccato la profondità, voglio giocatori veloci e frizzanti, dinamici. Dal giorno 1 ci alleniamo allo stesso modo, corse blande non ne esistono: provo a chiedere questo ai giocatori, ora abbiamo un giorno in meno per recuperare ma questa partita ci deve dare le basi per il futuro».
La partita più bella della tua gestione fino al 65′?
«Ogni partita ha la sua storia, ricordo bene la sconfitta con il Cittadella o il 5-1 con l’Arzignano, l’1-4 con la Pro Patria… Sono squadre diverse e non vorrei fare confronti: dietro avevamo gente alta, poi tutti alti. Grazie per il complimento, l’anno scorso era una squadra diversa e oggi abbiamo questa idea. Un piccolo step che deve dare fiducia».
Le individualità: bene Pellegrino, grande Arena.
«Faccio fatica a trovare uno più bravo dell’altro, Bonaiti ha fatto 13 chilometri, Mallamo è il perno del centrocampo e Metlika gira attorno a lui: ognuno ha la sua dote, sono entrati bene anche dalla panchina. È un lavoro di squadra».
Dove siete mancati nei minuti dopo il gol preso?
«Se hai tre centrali in area più il portiere, non devi soffrire sui cross. Bisogna capire il momento, stando vicini in quei 5-10′ nei quali siamo stati un po’ meno chiari, poi – come hai detto tu – abbiamo creato le occasioni per fare il quarto e il qunto».
Desenzano 1–3 Lecco, l’intervista di Urso
Oliver, cresciuti nel corso della partita:
«Questa squadra ha una mentalità e una proposta di gioco che porta tante occasioni, è stato un peccato non trovare gol all’inizio e la preoccupazione è che potesse portare a un cambio di mentalità. Sono contento che abbiamo proseguito su questa strada: creiamo tanto, ancora, e i gol arrivano».
Creato tanto al di là dei gol: solo merito vostro?
«Cambiando tanti giocatori serve tempo per adattarsi e conoscersi. Abbiamo proposto tanto offensivamente per merito nostro, il Desenzano farà bene in questo campionato».
Andate meglio sulle palle inattive:
«Lo staff ci lavora tanto, magari le cose vanno meglio un po’ anche per il caso. L’impostazione era questa, magari quest’anno sta uscendo di più».
Pensate già alla Pergolettese?
«No, eravamo concentrati sul Desenzano e in questo campionato ogni partita è importante. A maggio abbiamo giocato con loro e ne abbiamo prese tre, magari giocando con la mentalità sbagliata: ora pensiamo alla Pergolettese, bisogna aspettare a giudicare le squadre perchè loro che con l’Union Brescia – e non solo – meritavano».
Desenzano 1–3 Lecco, l’intervista di Gaburro
Mister, deluso?
«Sì, dalla prestazione in generale. Con il Lecco posso perdere, ha valori da 4–5° posto in classifica: i primi due gol sono gol “da Lecco”, che possono fare solo loro per come giocano, in modo totalmente atipico rispetto al resto della categoria. Mi dò la colpa, probabilmente non mi sono fatto capire bene rispetto all’importanza di certe cose, il primo tempo l’abbiamo finito con 6 falli nostri e 10 del Lecco, sopra 0-2. Nei primi 20′ abbiamo fatto quanto necessario per incanalarla su binari diversi, con una spesa energetica alta: prendi il primo gol, dopo 5′ in cui ci eravamo più aperti, ed è gravissimo ciò che è successo dopo, quando devi far finire il primo tempo senza fargli trovare tutto quel campo, visto che avremmo potuto chiudere due volte l’azione con un fallo. La parte mentale incide nelle partite, palleggiare sullo 0–1 o sullo 0–2 è diverso, se vanno sul velluto gli diventa tutto facile e tu fai più fatica a fare tutto; sullo 0–3 siamo stati passivi, saremmo dovuti rimanere in partita senza concedere quelle ripartenze, l’unica cosa che avrebbero potuto fare. Poi sono stati encomiabili sul fronte dello spirito, non pensando già a domenica, ma contro il Lecco di oggi non avremmo potuto pensare di portare a casa un risultato positivo sbagliando così tanto».
Con i cambi vi siete ripresi:
«Alla mezz’ora del primo tempo non ero così devastato dalla partita, in quel momento eravamo dentro. Le occasioni pulite sono arrivate al 34′, nel secondo tempo abbiamo provato a fare ciò che serviva, non volevamo accettare lo 0–3 e creato varie situazioni: ci rimarrà nello spirito, calcisticamente gli errori ci rimarranno solo per la partita di ritorno con il Lecco perchè il Treviso gioca in tutt’altro modo».
Come giudichi le prime 5 partite?
«Calendario alla mano, non ci avrei sputato sopra su 5 punti dopo 5 giornate: abbiamo portato a casa punti con Trento, Arzignano e Pro Vercelli; non dobbiamo essere assolutamente abbattuti, oggi siamo entrati di più nel campionato con questa sconfitta».
Due episodi chiave: il secondo gol sembra in fuorigioco, al 44′ Santini preso per il collo.
«Sul primo episodio non ho ben capito cosa sia successo, forse non siamo stati reattivi nel giocare la card, dalle immagini sembra essere in fuorigioco sul primo passaggio; il guardialinee sventola il fuorigioco, hanno annullato sulla base di un’immagine televisiva non chiara. Questa cosa mi lascia amareggiato. Sul secondo hanno deciso così».
Perchè non avete “sporcato” la partita?
«L’avevo chiesto ai miei (ride, ndr). Siamo mancati nella rottura del gioco e nel non andare diretti in profondità, consolidando il palleggio contro una squadra che ti mangia: siamo indietro rispetto al capire i momenti».
Ubaldi per Santini. E Millico?
«Ubaldi è importante tanto quanto Santini, è stato decisivo: la vedevo come una giusta staffetta, poi ha avuto un problemino a fine primo tempo; ho un gruppo equilibrato e di ragazzi intelligenti, sono contento del suo primo tempo come del secondo di Santini. Millico è un giocatore importante, sempre incisivo e che muove situazioni sempre importanti su quella fascia: oggi è stato una spinta nel fianco, quando si applica anche a difendere diventa un giocatore importantissimo per la categoria».











